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Il Paese ha effettuato 214.640 tamponi a tappeto mentre l’Italia ne conta in tutto 73.154

Il 29 febbraio la Corea del Sud ha vissuto il suo giorno peggiore perché ha assistito a un’impennata verticale dei nuovi casi di coronavirus: ben 909 in più rispetto al giorno precedente, pari a un incremento del 112,9%. Il trend però sembra essersi invertito, al punto che tutto il mondo guarda adesso al Paese asiatico come a un modello da seguire. Il 12 marzo, infatti, i nuovi casi sono scesi a 114, come si può vedere nel grafico in alto. L’11 marzo i contagiati totali erano 7.755 e il 12 marzo sono scesi a 7.869.

La ragione di questo crollo del contagio da coronavirus è riconducibile all’altissimo numero di test a tappeto effettuati dal governo sudcoreano, che hanno reso possibile l’identificazione tempestiva dei contagiati. Questa mossa si è rivelata vincente soprattutto nel caso di persone che non presentavano alcun sintomo ma che avevano contratto la malattia. Lo sbilanciamento è evidente tra i test effettuati in Italia e quelli in Corea del Sud, come si può vedere nel grafico qui sopra. Ecco i numeri: nel nostro Paese sono stati effettuati 73.154 test, mentre in Corea del Sud il dato ormai ha superato i 200mila (per la precisione l’11 marzo è arrivato a 214.640), vale a dire oltre il 193% in più rispetto all’Italia.

Drive thru contro il contagio da coronavirus

Il sistema adottato dalla Corea del Sud è semplice ma efficace: tutto ruota attorno ai “drive thru“, apposite stazioni di testing dove il conducente può sottoporsi al tampone senza scendere dall’auto. Il risultato del test viene consegnato in soli 10 minuti. Il grafico qui sotto mostra la situazione aggiornata al 12 marzo in Corea del Sud.

I drive thru hanno iniziato a diffondersi anche in Europa: alcune regioni della Germania li stanno implementando con successo. Tornando alla Corea, i cittadini che sospettano un contagio da coronavirus devono chiamare il numero verde 1339 (relativo al Korea Center for Disease Control and Prevention), a cui risponde un operatore telefonico che fornisce indicazioni sull’ospedale più vicino da raggiungere per l’esame. I pazienti che risultano negativi pagano circa 130 euro, mentre quelli positivi non devono affrontare nessuna spesa e vengono ricoverati immediatamente.

La tecnologia per combattere la diffusione

Non è finita qui: il governo sudcoreano ha adottato anche un altro efficace metodo contro il contagio da coronavirus: un’app. Lo scopo dell’applicazione sul cellulare è duplice: supportare le persone isolate, che in questo modo possono fornire dati sulle proprie condizioni di salute, e controllare che i contagiati rispettino la quarantena. Al momento, l’uso dell’app è proposto in alternativa ai controlli tradizionali e avviene su base volontaria, ma a breve potrebbe essere adottato in modo massiccio dal governo. Le persone in quarantena, infatti, hanno raggiunto quota 30mila, e le risorse umane necessarie per effettuare i controlli potrebbero non essere sufficienti. Insomma, la tecnologia è un ulteriore strumento adottato dal governo per tenere sotto controllo la trasmissione del virus attraverso aggiornamenti in tempo reale.

I dati si riferiscono al 2020 (ultimo aggiornamento: 12 marzo)

Fonte: Korea Centers for Disease Control and Prevention (KCDC)

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