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Il più attrezzato d’Europa per combattere un’epidemia è il Regno Unito con un indice di 77,9

Secondo l’Oms il rischio di una pandemia è reale: il coronavirus COVID-19 si è diffuso ormai in tutta Europa e in gran parte del mondo. In Spagna si sono registrati ben 600 nuovi casi in un solo giorno. Intanto l’Italia ha superato la Corea del Sud per numero di persone contagiate, e adesso è seconda subito dopo la Cina con 9.172 casi. Eppure, secondo gli esperti il picco in Europa non è ancora arrivato. I dati parlano di una sicurezza sanitaria debole a livello mondiale: secondo un indice, nessun Paese è davvero pronto a fronteggiare un’emergenza di tale portata.

Il Global Health Security Index è l’indice che fotografa il grado di preparazione dei singoli Paesi per far fronte a un’epidemia come quella del coronavirus partito da Wuhan in Cina. Gli Stati Uniti, che riportano un indice di 83.5, sono i più attrezzati a combattere un’epidemia, come si può vedere nel grafico in alto. Al secondo posto c’è il Regno Unito, con un indice di 77.9. Nella top 10 compaiono anche altri Paesi europei: i Paesi Bassi, che sono in terza posizione (75.6), la Svezia (72.1), la Danimarca (70.4) e la Finlandia (68.7). L’Italia ha un indice di 56.2 ed è 31esima nel mondo e 18esima in Europa. Non male, ma si potrebbe migliorare.

I Paesi non sono preparati

L’indice funziona in questo modo: in una scala che arriva fino a 100, l’indice globale ha una media di 40,2 e arriva ad un massimo di 51,9 nei gruppi di Paesi ad alto reddito. Allargando lo sguardo, però, si scoprono diverse lacune interne ai singoli Paesi: giusto per farsi un’idea delle proporzioni, il 36% delle nazioni ha un punteggio inferiore a 33,3. Questo significa che molti Paesi non sono pronti per affrontare un’epidemia simile, o che lo sono nettamente meno degli altri. Gli indicatori più deboli in genere sono quelli relativi alla forza lavoro in ambito sanitario, alla capacità di trattare i malati, all’accesso alle cure e all’equipaggiamento sanitario di livello. Secondo l’indice, solo il 6,9% delle nazioni in tutto il mondo ha raggiunto un livello di preparazione adeguato a livello sanitario. L’Italia si colloca nel gruppo successivo a questo.

L’indice sul coronavirus in Italia

Il Global Health Security Index (GHS) raggruppa 140 domande distribuite attraverso 6 categorie: Prevenzione, Rilevazione e segnalazione, Risposta, Sistema sanitario, Conformità alle norme internazionali e Ambiente a rischio. L’Italia ha ottenuto ottimi risultati nell’ambito della rilevazione e segnalazione, con un indice di 78.5 (è 16esima al mondo).

Sul fronte dell’ambiente a rischio si è posizionata 55esima (65.5), 29esima per la conformità alle norme internazionali (61.9) e ha totalizzato un indice di 47.5 sia per la prevenzione che per la risposta. Sul fronte sanitario invece scivoliamo a 36.8 e siamo 54esimi nel mondo, come si può vedere nel grafico qui sopra. Il Global Health Security Index (GHS) è un progetto della Nuclear Threat Initiative (NTI) e del Johns Hopkins Center for Health Security (JHU) che è stato sviluppato insieme a The Economist Intelligence Unit (EIU).

I dati si riferiscono al: 2019-2020 (aggiornato il 10 marzo 2020)

Fonte: GHS Index

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