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Calati dal 2000 ad oggi, siamo sotto la media Ocse. Intanto Covid mette a rischio il sistema

In Italia i posti letto in terapia intensiva non sono diminuiti nel corso degli anni. Per i posti in rianimazione non è successa la stessa cosa avvenuta per i posti letto in generale, in calo dal 2000. Certo – come rileva il rapporto “Sanità 2018 – 40 anni di servizio sanitario nazionale” – non ci sono stati aumenti consistenti, ma non possiamo certo parlare di un calo. Ma quanti sono i posti letto in terapia intensiva in Italia? Cercando tra i dati pubblicati nella sezione “Open data” del Ministero della Salute scopriamo che i posti letto in terapia intensiva sono 5.272 (il dato è del 2018).

I posti letto in terapia intensiva ogni 100mila abitanti

Guardando, invece, l'”Annuario statistico del Servizio sanitario nazionale – Assetto organizzativo, attività e fattori produttivi” pubblicato nel settembre 2019 (che presenta i dati aggiornati al 2017) i reparti direttamente collegati all’area dell’emergenza dispongono per il complesso degli istituti pubblici e privati accreditati di 5.090 posti letto di terapia intensiva (8,42 per 100mila abitanti), 1.129 posti letto di terapia intensiva neonatale (2,46 per 1.000 nati vivi), e 2.601 posti letto per unità coronarica (4,30 per 100mila abitanti).

Dobbiamo, quindi, rilevare che dal 2017 al 2018 c’è stato un aumento. Un incremento che, in ogni caso, non basta per fronteggiare il contagio da coronavirus che sta mettendo in serio rischio il sistema sanitario di alcune regioni italiane, in particolare della Lombardia. Nel grafico sotto si può osservare l’impatto della pandemia sulle regioni italiane (i dati sono aggiornati a domenica 22 marzo).

Il numero di posti letto ogni mille abitanti

Potrebbe, però, sorgere una domanda: i posti letto disponibili negli ospedali italiani (in generale) sono diminuiti? Sì. Il numero di posti letto totali in Italia è al di sotto della media dei Paesi Ocse ed è calato del 30% dal 2000 al 2017. Sono 3,2 ogni mille abitanti in Italia, 4,7 in media negli altri Paesi. Il record è del Giappone che di posti letto per mille abitanti ne ha 13,1, seguito dalla Corea e dalla Germania, con 8. Sul versante opposto, come vediamo nel grafico sopra, troviamo in fondo alla classifica ci sono Messico (1,4) Cile (2,1) e Svezia (2,3), ma subito dopo Canada e Regno Unito entrambi con 2,5. Per fare un confronto internazionale dobbiamo utilizzare i dati relativi al 2017.

Il confronto 2013-2016

Possiamo scendere nel dettaglio dei dati italiani, ma ci dobbiamo accontentare di numeri del 2016. Il grafico sopra mostra il tasso di posti letto regione per regione ogni 1000 cittadini residenti. Il grafico permette di fare un confronto tra il dato del 2013 e quello del 2016, anche se alcune Regioni importanti non hanno comunicato il primo numero, quello del 2013. Questo è il motivo per il quale, mancando dei dati, non è possibile fare un confronto con la media nazionale.

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Dove sono i posti letto?

Quello che però si può fare è questo: dato che nel 2016 il tasso medio dei posti letto negli ospedali in Italia era 2,65, si può verificare quali sono le Regioni che stanno sopra o sotto questo numero. Come si vede dal grafico, in linea generale, si può notare che le Regioni che sono sopra questo tasso sono generalmente al Nord e quelle che stanno sotto sono nel Mezzogiorno.

Un esempio su tutti è il Friuli che ha un tasso di posti letto che è addirittura quasi il doppio rispetto alla media nazionale: 5,02 posti letto ogni 1000 abitanti. All’estremo opposto c’è la Calabria che ha appena 1,95 posti letto ogni mille abitanti. In mezzo, si può dire, c’è l’Emilia Romagna, l’unica Regione che ha aumentato, anche se di pochissimo, il tasso dei posti letto portandolo a 3,14 dal precedente 3,13.

I posti letto negli ospedali

Come mai, se si va a vedere quanti posti letto negli ospedali italiani sono a disposizione dei cittadini, si scopre che ci sono Regioni che mantengono un tasso superiore alla media? Uno dei motivi è che non è affatto vero che chi risiede in una Regione si fa curare in un ospedale di quella stessa Regione. In Italia, infatti, esiste una specie di “turismo sanitario” che porta le persone del Sud a spostarsi al Nord, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo. E, per di più, esiste anche un “turismo sanitario transfrontaliero” (qui tutti i numeri) che vede persone di altro Stati arrivare in Italia per farsi curare da uno dei suoi ospedali, generalmente del Nord.

I dati si riferiscono al: 2013-2017 (ultimo aggiornamento martedì 17 marzo alle 19)

Fonte: Ministero della Salute

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