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I numeri veri e aggiornati: nel mondo colpite 1.258.092 persone  con 68.287 decessi

Prosegue, anche se lentamente, il calo della curva epidemica di incremento dei casi totali di coronavirus in Italia. Dall’inizio dell’epidemia a domenica 5 aprile sono risultate positive al coronavirus 128.948, 4.316 in più di sabato. I morti totali sono saliti a 15.887, un incremento di 535 rispetto a ieri (è l’aumento più basso dal 19 marzo a oggi). I nuovi pazienti guariti registrati sono 819, per un totale di 21.815. Le persone attualmente positive sono 91.246 (ieri erano 88.274) e quelle ricoverate in terapia intensiva sono 3977, 17 in meno rispetto a sabato. Nel grafico sotto si può vedere la variazione totale dei positivi. E, come si può notare, il ritmo di crescita dei contagiati sta rallentando.

Come leggere i dati della Protezione civile

E’ bene chiarire che cosa intendiamo per “attualmente positivi“. Il dato si riferisce alle nuove persone che in quel dato giorno sono positive al virus, escludendo però quelle che non lo sono più, ovvero i deceduti e le persone guarite. Il numero dei contagi , invece, comprende anche le altre due categorie. Non si deve quindi confondere il numero degli “attualmente positivi” con quello dei nuovi contagiati.

Quanti sono davvero i contagiati?

E’ importantissimo analizzare i dati, ma devono essere fatte alcune precisazioni. Per prima cosa: gli epidemiologi sono concordi sul fatto che i numeri siano sotto stimati rispetto alla situazione reale. E’ molto difficile per un sistema sanitario, anche per quelli ben organizzati, tenere traccia del reale andamento del contagio. La Fondazione Gimbe stima in proposito che in Italia ci siano almeno 100mila in questo momento i positivi. Inoltre, le diverse politiche che le regioni italiane stanno portando avanti sul tema dei test da effettuare rendono il dato sui contagi soggetto a variazioni ulteriori. E il numero sui decessi potrebbe essere sottostimato. Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e altri colleghi della Bergamasca hanno denunciato – su segnalazione dei medici di famiglia – un picco nei decessi dovuto a morti di anziani con sintomi da coronavirus, ma sui quali non sono mai stati effettuati test.

Nella mappa in alto, invece, potete vedere, provincia per provincia, il numero dei casi di contagio aggiornato a sabato 4 aprile alle 18. Andando sul capoluogo della provincia colpita (il pallino rosso) si può vedere il numero esatto dei casi accertati su tutto il territorio. Nel grafico in basso, invece, si può vedere la crescita del numero dei contagiati.

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Il coronavirus nel mondo e il tasso di letalità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato il contagio da coronavirus Sars-CoV-2 come una “pandemia“. Riconosce, quindi, che il virus è ormai diffuso in buona parte del mondo, in aree molto più vaste e diffuse rispetto a quelle solitamente interessate da un’epidemia, che invece coinvolge zone specifiche di paesi o continenti. Le persone contagiate dal nuovo coronavirus adesso sono 1.258.092 in tutto il mondo e il numero dei morti è salito a 68.287. Le persone guarite al momento sarebbero 259.629 in tutto il mondo.

I nuovi dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sul tasso di letalità (il rapporto tra contagiati e morti) coronavirus parlano di circa il 3,4% dei casi di Covid-19 finito in decessi. Secondo i più recenti dati dei Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CDC) cinesi il tasso di letalità nei pazienti senza altri problemi di salute è stato dello 0,9%. Era del 10,5% per le persone con malattie cardiovascolari, del 7,3% per quelle con diabete, del 6,3% per le persone con malattie respiratorie croniche, del 6,0% per le persone con ipertensione e del 5,6% per quelle con cancro.

I consigli dell’Istituto superiore di sanità

L’Istituto superiore di Sanità ha pubblicato un focus sui coronavirus. I sintomi più comuni di un’infezione da coronavirus nell’uomo includono febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e addirittura la morte. In particolare: i coronavirus umani comuni di solito causano malattie del tratto respiratorio superiore da lievi a moderate, come il comune raffreddore, che durano per un breve periodo di tempo. I sintomi possono includere: naso che cola, mal di testa, tosse, gola infiammata, febbre e una sensazione generale di malessere.

 

Fonte: Protezione civile, John Hopkins University, Oms

I dati si riferiscono al: 5 aprile 2020 (ultimo aggiornamento alle 18)

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