Aumenti medi di 136,76 euro per i dipendenti di Comuni, Regioni e Province
🔴 AGGIORNAMENTO 24 febbraio 2026
Dopo il via libera del Consiglio dei ministri del 5 febbraio 2026, è arrivata la firma definitiva sul contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-2024 per i 435.811 dipendenti di Regioni ed enti locali. L’accordo, siglato presso l’Aran il 23 febbraio, porta aumenti medi di 136,76 euro lordi al mese e arretrati una tantum di circa 2.357 euro a copertura del triennio 2022-2024.
Il testo ha ottenuto l’adesione di Uil, Cisl e Csa, mentre la Cgil ha scelto di non sottoscriverlo. Gli aumenti entreranno in busta paga dal mese di marzo 2026, insieme agli arretrati del triennio. Per i funzionari e le figure a elevata qualificazione, l’incremento arriva a 158,48 euro mensili, mentre per gli operatori sarà di 122,48 euro e per gli istruttori di 145,49 euro.
Quando arrivano gli aumenti in busta paga
Dopo la firma definitiva del contratto, gli enti locali procederanno all’adeguamento delle buste paga entro marzo 2026. Nel cedolino di marzo i dipendenti vedranno sia l’aumento permanente sullo stipendio mensile che la quota una tantum degli arretrati. Cosa controllare nel cedolino di marzo:
• Stipendio tabellare: deve riflettere l’aumento lordo in base alla propria qualifica (da 122,48€ a 158,48€)
• Arretrati CCNL 2022-2024: voce specifica con importo una tantum mediamente di 2.357€ lordi
• Tredicesima mensilità: l’aumento si applica anche alla tredicesima (136,76€ × 13 mensilità)
Gli importi netti varieranno in base alla situazione fiscale individuale. Gli arretrati saranno soggetti a tassazione ordinaria nel mese di erogazione.
| Data | Evento |
|---|---|
| 5 febbraio 2026 | Via libera Consiglio dei ministri |
| 18 febbraio 2026 | Controllo Corte dei conti (superato) |
| 23 febbraio 2026 | Firma definitiva ARAN-sindacati |
| Marzo – Aprile 2026 | Erogazione aumenti + arretrati in busta paga |
Settimana corta e welfare: cosa cambia davvero
Oltre agli aumenti economici, il nuovo contratto introduce innovazioni storiche per il settore pubblico locale.
Viene introdotta la “settimana corta”: su base volontaria e compatibilmente con le esigenze di servizio, i dipendenti potranno concentrare le 36 ore settimanali in quattro giorni lavorativi anziché cinque, a parità di retribuzione.
Rinnovo contratto Enti Locali: arrivano i buoni pasto in smart working
Un’altra novità attesa riguarda il buono pasto, che viene finalmente esteso anche alle giornate prestate in lavoro agile (smart working), eliminando le disparità rispetto al lavoro in presenza. Sul fronte delle tutele sociali, si amplia il perimetro per le terapie salvavita: i giorni di assenza per ricovero, day-hospital, accessi ambulatoriali, visite specialistiche, esami diagnostici e follow-up non verranno più conteggiati nel periodo di comporto, garantendo una maggiore protezione e l’intera retribuzione ai lavoratori con gravi patologie.
Come funziona il patrocinio legale obbligatorio per i dipendenti vittime di aggressioni
Sul fronte della sicurezza, il contratto introduce il patrocinio legale obbligatorio per i dipendenti vittime di aggressioni da parte di terzi durante lo svolgimento delle proprie mansioni (art. 44). L’ente dovrà assumere ogni onere di difesa per tutti i gradi di giudizio, compresi i consulenti tecnici e le fasi preliminari. La tutela vale per tutti i 435.811 dipendenti del comparto, non solo per chi opera a contatto con il pubblico. Il dipendente può anche scegliere un legale di fiducia: in tal caso gli oneri restano a suo carico, salvo rimborso in caso di esito favorevole del procedimento.
Vita privata, caregiver e sicurezza: tutte le tutele nel nuovo contratto
Vengono inoltre ampliate le fattispecie di welfare aziendale, che ora includono l’incentivazione alla mobilità sostenibile per chi utilizza mezzi ecologici nel tragitto casa-lavoro. Per i dipendenti con particolari esigenze di salute o assistenza familiare, il contratto prevede la possibilità di estendere il numero di giornate in lavoro agile o da remoto, attraverso la contrattazione integrativa. Per la prima volta, l’orario flessibile è esteso anche ai familiari di studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) impegnati nell’assistenza scolastica a casa. Il nuovo CCNL stabilisce inoltre che la formazione è considerata orario di lavoro effettivo a tutti gli effetti, rafforzando il diritto all’aggiornamento professionale dei dipendenti.
Aumenti differenziati per qualifiche e ruoli
Gli aumenti varieranno in base alla qualifica e al livello di inquadramento. Gli operatori riceveranno un incremento medio di 122,48 euro, mentre per gli istruttori l’aumento sarà di 145,49 euro. La crescita più consistente riguarda i funzionari e le figure a elevata qualificazione (EQ), con 158,48 euro al mese.
Per le EQ aumenta anche il limite massimo della retribuzione di posizione, che passa da 18.000 a 22.000 euro annui. A decorrere dal 2024, cresce inoltre la parte stabile del fondo decentrato destinato alla contrattazione locale dello 0,14% del monte salari 2021.
Il contratto proroga inoltre fino al 31 dicembre 2026 la possibilità per gli enti locali di utilizzare procedure straordinarie di progressione tra le diverse aree, consentendo di valorizzare il personale interno e riconoscere l’esperienza acquisita senza nuovi concorsi esterni.
Un’attenzione particolare è riservata alla Polizia Locale: per gli operatori con incarichi di Elevata Qualificazione viene introdotta la possibilità di cumulare l’indennità di ordine pubblico con gli incentivi economici derivanti dai proventi del Codice della Strada.

Meno personale, nuovi profili nel pubblico
Il comparto conta oggi 435.811 addetti, con una riduzione del 36,9% rispetto al 2001. La grande maggioranza (396.263) è a tempo indeterminato, mentre i precari sono scesi a 19.348 unità. Il calo più netto riguarda i lavoratori socialmente utili, passati da oltre 56mila nel 2001 a poco più di 5.400 oggi. In controtendenza cresce invece il personale “non standard” (direttori generali e figure fuori dai contratti tradizionali), che tocca le 10.582 unità.
La prospettiva: rinnovo 2025-2027
La firma del triennio 2022-2024 apre già la strada al rinnovo 2025-2027. L’impegno formale ad avviare contestualmente la nuova tornata contrattuale è stato inserito nel testo dell’accordo. La UIL FPL ha dichiarato che l’obiettivo è un aumento complessivo dell’11,18% entro il 1° gennaio 2027, grazie anche a un fondo aggiuntivo da 100 milioni di euro. Si tratterebbe, se raggiunto, di un risultato storico: chiudere un contratto in vigenza non è mai accaduto dalla privatizzazione del rapporto di lavoro pubblico.
Fonte: Aran
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