In Crisi&Ripresa

Ma “quota 100” potrebbe cambiare tutto e mandare in tilt il sistema. Ecco cosa si rischia

Se il governo non dovesse toccare affatto il sistema pensionistico, l’impatto della spesa per pagare le pensioni degli italiani in rapporto al Pil è destinato ad aumentare nel prossimo decennio per poi calare lentamente tra il 2040 e il 2070. Il grafico in apertura mostra l’andamento della spesa per le pensioni degli italiani (linea blu del grafico, scala di sinistra): nel 2015 il costo degli assegni era pari al 15,7% del Pil ma nel 2025 sarà il 15,8% e nel 2025 il 16,7%. Le cose sono destinate a peggiorare: nel 2040, ovvero tra soli vent’anni, le pensioni costeranno il 18,4% del Pil.

L’andamento della spesa per le pensioni

L’andamento della spesa per le pensioni degli italiani segue quello della spesa pubblica “sociale” generale (linea rossa del grafico, scala di destra). Il dato somma: spesa per pensioni, sanità, assistenza alle persone non autosufficienti, ammortizzatori sociali e scuola. Nel 2015 la spesa pubblica “sociale” ha inciso sulla ricchezza complessiva del Paese per il 27,9%, calerà secondo le stime nel 2020 ma subito dopo ricomincerà a salire trainata proprio dalle pensioni fino al 30,5% del 2040.

Ma come si spiega l’andamento della spesa per le pensioni? Secondo la Ragioneria dello Stato dal 2015 in poi si sono infatti registrati i primi effetti della riforma Fornero che ha alzato l’età pensionabile. La riforma Fornero produrrà effetti significativi fino al 2020 quando appunto la spesa pensionistica calerà per fissarsi intorno al 15,1% del Pil.

Come cambia la spesa per le pensioni

Senza che il governo attuale faccia nulla, e quindi lasciando la legge Fornero così com’è sena introdurre “quota 100”, nel prossimo decennio le cose sono destinate a peggiorare, come abbiamo visto e come mostra il grafico. Secondo la Ragioneria, il motivo è sostanzialmente demografico. A pesare sarà  l’incremento del rapporto fra numero di pensioni e numero di occupati; un effetto solo parzialmente compensato dall’innalzamento dell’età pensionabile. Naturalmente con l’introduzione nel sistema di !quota 100″, a seconda del numero di persone che deciderà di ritirarsi prima dal lavoro, le cose potrebbero mettersi male davvero.

Dal 2040 in poi ci sarà un’inversione di tendenza e l’andamento della spesa per le pensioni riprenderà a scendere nonostante in Italia si facciano davvero pochi figli (come Truenumbers ha raccontato qui). Tutto merito dell’applicazione generalizzata del calcolo contributivo e ad un (previsto) maggiore equilibrio tra occupati e pensionati.

Il numero di chi beneficerà dell’assegno pensionistico, infatti, è destinato a calare negli anni futuri  sia con la progressiva scomparsa delle generazioni del baby boom sia con l’adeguamento automatico dei requisiti minimi di pensionamento in funzione della speranza di vita.

I dati si riferiscono al 2015-2070

Fonte: Ragioneria dello Stato

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