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Di quanto è salita l’età media tra il 2017 e il 2018. Vecchiaia: 66,5 i maschi e 65,9 le femmine

Il grafico qui sopra rappresenta età di pensionamento effettiva media a cui sono state liquidate le pensioni a uomini e donne dipendenti nel 2017 e nel 2018.

L’età di pensionamento effettiva

Ebbene, a guardare il dato nudo e crudo sembra che le donne vadano in pensione dopo gli uomini, perché i trattamenti a esse destinati sono stati stati erogati in media a 69,4 anni nel 2018 e a 69 nel 2017, mentre gli uomini hanno iniziato a ricevere la pensione a 63,7 anni nel 2018 e a 63,6 nel 2017. E’ possibile? Sì, ma solo perché l’Inps ha inserito nel calderone le pensioni ai superstiti e di reversibilità, in grandissima parte percepite dalle donne, e che normalmente vengono erogate, come si vede, intorno ai 75 anni. Per questo la media dell’età di pensionamento effettiva delle donne appare più alta.

Ma se distinguiamo le pensioni per tipologia le cose cambiano. Quelle con un numero maggiore di trattamenti sono quelle di vecchiaia e quelle di anzianità o anticipate. Le prime riguardano quelle di chi non ha i requisiti per le seconde, ovvero 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, ed è quindi costretto ad aspettare il limite legale, ora stabilito a 66 anni e 7 mesi per tutti, ma nel 2017 per le donne ci si fermava ancora a 65 anni e 7 mesi.

A che età si va in pensione davvero

Ebbene, l’età effettiva di pensionamento con un trattamento di vecchiaia era l’anno scorso di 66,5 anni per gli uomini e di 65,9 per le donne, in crescita di un anno in quest’ultimo caso. Ma si scendeva rispettivamente a 61 e 60,1 anni con le pensioni d’anzianità. Con un piccolo aumento per le donne e un piccolo calo per gli uomini. Chiaramente più bassa l’età per il primo assegno di invalidità, 54,1 anni per gli uomini e 52,2 per le donne.

Come va per le altre categorie di pensionati? Gli agricoltori, i commercianti, gli artigiani, i parasubordinati?

Come si vede nella grafico qui sotto, che si riferisce all’età di pensionamento effettiva degli agricoltori, si va in pensione un po’ dopo. L’età media maschile è di 69,3 anni (era di 68,9 nel 2017), quella femminile di 72,1 anni, in crescita di quasi un anno sul 2017. Ma qui ancora di più conta il ruolo della reversibilità.

Il ritiro vero e proprio è in media a 67,5 anni se si aspetta la pensione di vecchiaia e si è uomini, a 67,6 nel caso delle donne. Si va decisamente prima, perché probabilmente si è iniziato a lavorare nell’agricoltura più presto, se si hanno i contributi di legge per la pensione anticipata, a 60,9 anni gli uomini, a 60 anni le donne. Rispettivamente a 56,3 e 57,1 anni se si è invalidi.

La pensione degli artigiani

I dati degli artigiani, come mostra il grafico sotto, ritornano simili a quelli dei dipendenti. 63,3 anni l’età media di ottenimento di una pensione per gli uomini, in questo caso, 69,5 per le donne. Senza considerare le reversibilità si scende a 67,5 anni per pensioni di vecchiaia maschili e 67,6 per quelle femminili. Con un innalzamento dell’età per più pronunciato per le donne che per gli uomini.

C’è molta meno differenza tra i sessi considerando le pensioni di vecchiaia o di anzianità. Nel primo caso ci si ritira a 66,8 anni se uomini e 66,7 se donne, con un innalzamento dell’età di quasi due anni nel caso femminile. Se si può utilizzare il ritiro anticipato si scende a 60,9 e 60 anni, con pochissimi cambiamenti sul 2017.

La disuguaglianza dei commercianti

Tornano ad aumentare i divari per i commercianti. In questo caso, basta guardare il grafico sotto, gli uomini in media vanno in pensione anticipata più di un anno dopo le donne, a 62,3 anni contro 61,1. Nel 2017 tra l’altro la differenza tra i sessi era ancora maggiore.

Al contrario se si può usare solo la pensione di vecchiaia l’età di ritiro femminile è più alta, 67,1, con un aumento sul 2017 di quasi due anni, contro 66,9. Considerando anche le pensioni di reversibilità e quelle di invalidità l’età media totale di pensionamento dei commercianti è di 65,3 e di 67,9 anni rispettivamente per gli uomini e le donne. Anche qui con un maggiore aumento per queste ultime.

I “poveri” parasubordinati

Infine è il caso della pensione dei parasubordinati: non possono concedersi un pensionamento anticipato, ma solo di vecchiaia di fatto, a parte i trattamenti di invalidità e di reversibilità. L’età a cui la gran parte si ritira è di 68 anni per gli uomini e di 68,3 per le donne. Nel primo caso quell’età corrisponde anche alla media globale. Nel secondo, quello femminile, le reversibilità hanno un peso maggiore e quindi si sale a 69,2 anni.

Con un innalzamento anche rispetto al 2017. Insomma, l’età effettiva di pensionamento si sta alzando, ma soprattutto per le donne, e in particolare per quelle che devono aspettare l’età della pensione di vecchiaia per ottenere il primo assegno.

I dati si riferiscono al: 2017-2018

Fonte: Inps

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