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Al Nord respinte o cancellate 123.245 domande su 202.761

Il Decreto Rilancio di maggio lo ha introdotto con lo scopo di tamponare la gravissima crisi economica prodotta dalla pandemia di Covid19. Del Reddito di Emergenza però si parla poco, e forse questo era negli obiettivi di chi lo ha varato, essendo esso residuale rispetto ad altre misure come il Reddito di Cittadinanza, che dovrebbe essere il principale strumento contro la povertà.

Uno strumento però insufficiente, considerando che il Rem (Reddito di emergenza) è stato concesso a 285.234 nuclei familiari, una cifra molto vicina a quella che gli economisti avevano calcolato come bacino potenziale della misura, 289 mila, calcolando quanti pur poveri non rientravano nel Reddito di Cittadinanza o nella Naspi o in altre misure di assistenza.

I requisiti favoriscono di più gli stranieri rispetto al RdC

Il Reddito di Emergenza infatti rispetto al RdC, che richiede un ISEE non superiore a 9.360 euro, è disponibile anche per chi arriva fino a 15 mila euro. Inoltre a differenza del RdC non pone condizioni legate possesso di immobili (se non nella misura in cui questi rientrano nell’ISEE), ma solo al livello del patrimonio mobiliare, che include il conto corrente, e non deve essere superiore a 10 mila euro più 5 mila per ogni componente successivo. Naturalmente il reddito non deve essere superiore all’importo mensile del Rem stesso, che di base è di 400 euro, con aggiunte in caso di figli e/o disabili nel nucleo, fino a un massimo di 840 euro. Un dato molto importante è che non vi sono vincoli di durata di residenza in Italia, a differenza del reddito di cittadinanza che vuole che il beneficiario sia presente da 10 anni.

Non è un caso se tra i potenziali beneficiari fin dall’inizio gli stranieri, molti dei quali infatti esclusi dal RdC, apparivano essere moltissimi, il 44,1%.

Ma l’aspetto più interessante del Reddito di Emergenza riguarda la distribuzione geografica dei beneficiari e l’alto tasso di rifiuti alle domande.

Il Rem più equamente distribuito tra le regioni

Un dato che balza subito all’occhio se si fa ancora una volta il confronto con il Reddito e la Pensione di Cittadinanza è che i nuclei a cui sono stati concessi sono spalmati sul territorio nazionale in modo un po’ meno squilibrato. Il 61,5% delle famiglie che percepiscono il RdC sono nel Mezzogiorno, e solo il 23,3% al Nord. Nel caso del Reddito di Emergenza si scende al 54,2% di beneficiari meridionali e quelli settentrionali salgono al 26,2%.

Tanto è vero che dietro la Campania, con 91.336 erogazioni del Rem, vi è la Lombardia, con 84.037, seguita da Lazio e Sicilia con poco più di 70 mila. Nel caso del RdC la Lombardia è solo quinta, con 109.587 nuclei familiari beneficiari, e viene dopo Campania, con 265.753, Sicilia, Lazio, Puglia.

Tra i motivi vi può essere appunto la maggiore presenza di stranieri, molto numerosi tra i beneficiari, al Centro-Nord.

In Lombardia il 63,7% di domande respinte

Se però avessimo calcolato tutte le domande avanzate da maggio il gap tra Nord e Sud nel Rem sarebbe stato ancora minore. Quello che è accaduto infatti è che vi è stato un tasso altissimo di respingimenti e cancellazioni delle domande, e in particolare al Nord. Complessivamente su 599.940 pratiche ne sono state respinte 300.619, più di metà dunque, mentre 14.087 quest’estate risultavano in lavorazione. Solo il 47,5% erano quindi le domande accolte. Contro il 69,4% nel caso del Reddito e della Pensione di Cittadinanza, a cui va aggiunto un 7,6% di erogazioni ormai decadute. Tra l’altro nel RdC la percentuale di rifiuti è maggiore al Sud, dove arriva al 32,5%, all’opposto di quanto accade con il Reddito d’Emergenza.

Consideriamo per esempio che in Lombardia si arriva a un 63,7% di domande non accettate, 53.555 su 84.037, in Veneto al 61,1%, 16.189 su 26.514, in Emilia Romagna al 59,5%. Mentre si scende al 35,4% e al 38,5% in Basilicata e in Calabria.

Probabilmente non è un caso che le regioni a maggiore presenza di immigrati, forse più inclini a commettere errori nelle domande, siano quelle con i maggiori rifiuti.

Nel complesso sono 681.036 le persone beneficiarie, appartenenti come già detto a 285.234 nuclei. Una buona parte, 412.394, è minore o vive in un nucleo con minori, ben 268.263 di questi in famiglie con 4 o più componenti. Segno di una situazione di bisogno nelle famiglie numerose, molte delle quali straniere, che il Covid19 ha esacerbato e che il Reddito di Cittadinanza non mitigava

I dati si riferiscono a maggio – fine luglio 2020

Fonte: INPS

Leggi anche: Reddito di cittadinanza, solo uno su 10 cerca lavoro

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