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Le due Italie alla prese con la crisi da Covid19. Il Molise è la regione del Sud che cresce di più

L’Italia si prepara ad affrontare una dura crisi economica da coronavirus. Ma vediamo qual è la situazione di partenza chiedendoci quali potrebbero essere le aree geografiche più colpite dagli effetti concreti della pandemia. E lo facciamo analizzando gli ultimi dati disponibili sul reddito medio pro-capite. Intanto si deve dire che il reddito disponibile per persona, a prezzi correnti, cresce dell’1,9% tra il 2017 e il 2018. Ma, come rileva l’Istat, restano forti differenze tra le due Italie. Certo, bisogna considerare che il costo della vita è storicamente più basso al Sud, ma fa comunque un certo effetto constatare che il reddito pro capite nella provincia autonoma di Bolzano (26mila euro) è più del doppio di quello calabrese (12.700 euro).

Ma vediamo il reddito disponibile per persona in tutte le regioni italiane. In generale al Sud è del 26% più basso rispetto alla media nazionale. Ma come si calcola il reddito pro-capite?  E’ un aggregato di contabilità nazionale dato dal reddito primario, che rappresenta la capacità delle famiglie di produrre reddito con l’impiego del proprio lavoro e del proprio capitale, al netto dell’intervento pubblico (la cosiddetta distribuzione secondaria del reddito).

Il reddito pro capite nelle regioni

Come si può vedere nel grafico in alto (in verde il dato, il miglia di euro, del 2017 e in rosso quello del 2018), in testa alla graduatoria del reddito disponibile per abitante si conferma la Provincia Autonoma di Bolzano, con 26mila euro correnti (25,3mila euro nel 2017), seguita da Emilia Romagna e Lombardia (22,9mila euro). La Calabria chiude la graduatoria con 12,7mila euro, preceduta da Campania e Sicilia (rispettivamente 13,5mila euro e 13,6mila euro).

Se nel 2018 il reddito disponibile a prezzi correnti ha segnato per il complesso dell’economia nazionale un incremento dell’1,9% rispetto al 2017, più intensa della media nazionale è risultata la crescita nel Nord-est (+2,1%), dove la Provincia Autonoma di Bolzano registra la variazione più elevata di tutto il territorio nazionale (+3,7%), seguita a stretto giro dalla Provincia Autonoma di Trento (+3,2%).

Nel Nord-ovest l’incremento è stato del 2%, con il risultato più favorevole nella Valle d’Aosta (+2,9%), seguita dalla Liguria (+2,7%); solo in Piemonte il reddito disponibile ha segnato una crescita inferiore alla media nazionale (+1,4%). Nel Centro le famiglie residenti hanno sperimentato un aumento del loro reddito disponibile pari all’1,8%; la crescita più marcata si registra in Toscana (+2,3%) e nelle Marche (+2,2%) mentre è sensibilmente più bassa nel Lazio (+1,4%) e, soprattutto, in Umbria (+1%) che, tra tutte le regioni italiane, è risultata quella con il più basso tasso di crescita.

La crescita del reddito medio

Anche nel Mezzogiorno il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dell’1,8%, con un massimo del +2,9% in Molise e del +2,4% in Abruzzo e un minimo del +1,3% in Calabria e del +1,1% in Campania. Nel 2017, la regione che aveva registrato la crescita annua più sostenuta era la Provincia Autonoma di Bolzano (+3,2%), seguita dall’Emilia Romagna (+3%). L’incremento più contenuto era stato registrato in Basilicata (+0,4%), preceduto da quello osservato in Calabria (+0,7%).

Fonte: Istat

I dati si riferiscono al: 2018 

Leggi anche: Redditi, Sicilia e Campania sono le regioni più diseguali

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