Sesti in Europa, e il costo aumenterà del 3,84% per le famiglie nel 2021
Anche l’energia ha subìto le conseguenze di questa crisi pandemica e delle sue conseguenze economica. Sono molto visibili nelle oscillazioni dei prezzi dell’elettricità. Quelli di riferimento forniti dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente hanno subìto nel secondo trimestre del 2020 un crollo del 18,3%, al quale è seguito un rimbalzo nei successivi tre mesi del 3,3%, ma soprattutto un poderoso aumento del 15,6% negli ultimi dello stesso anno. Non si erano verificate in precedenza oscillazioni del prezzo dell’energia elettrica così ampie, in una direzione o nell’altra. Sono dipese dal crollo e dalla ripresa dei prezzi del petrolio e del gas. Ma quanto costa l’energia elettrica in Italia rispetto agli altri Paesi europei?
Il prezzo dell’energia elettrica in Italia e in Europa
Per prima cosa dobbiamo dire che il prezzo dell’energia nell’Unione europea dipende da una serie di diverse condizioni di domanda e offerta, tra cui la situazione geopolitica, il mix energetico nazionale, la diversificazione delle importazioni, i costi di rete, i costi di protezione ambientale, condizioni meteorologiche avverse o livelli di accise e tassazione. Si deve anche notare che i prezzi di cui parliamo includono tasse, prelievi e Iva per i consumatori domestici, ma escludono le tasse rimborsabili e i prelievi per i consumatori non domestici.
Costo dell’energia elettrica, la classifica
Come si può vedere nel grafico in alto, per le famiglie i prezzi più alti dell’elettricità nella prima metà del 2020 sono stati registrati in Germania (0,3043 euro per kWh). Bisogna precisare che per kWh intendiamo chilowattora: per avere un’idea, secondo la stima dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, una famiglia composta da due persone consuma di 2.700 kWh all’anno.
Nella classifica del prezzo medio dell’energia elettrica dopo la Germania, troviamo Danimarca (0,2833 euro per kWh) e Belgio (0,2792 euro per kWh). E l’Italia? Siamo sesti in Europa con 0,2226 euro per kWh incluse le tasse. I prezzi più bassi dell’elettricità sono stati registrati in Bulgaria (0,0997 euro per kWh), Ungheria (0,1031 euro per kWh) ed Estonia (0,1236 euro per kWh). Per fare un confronto più intuitivo possiamo dire che in Germania il costo dell’energia elettrica è 3 volte quello della Bulgaria.

L’andamento storico del prezzo dell’elettricità
É interessante anche vedere qual è stato l’andamento del prezzo dal 2008 a oggi. In generale, se prendiamo il dato medio di tutta l’Unione europea vediamo che il prezzo senza tasse è aumentato più rapidamente del tasso di inflazione complessivo fino al secondo metà del 2013 quando era di 0,1338 euro per kWh. Tuttavia, dal 2014, è rimasto relativamente stabile, il primo semestre 2020 era di 0,1282 euro per kWh e ora si attesta a 0,1269 euro per kWh, leggermente inferiore al prezzo della prima metà del 2008 corretto per l’inflazione. Però, il peso delle tasse è aumentato continuamente dal 31,2% nel primo semestre 2008 al 40,3% nel primo semestre 2020. Di conseguenza, il prezzo totale per i consumatori è aumentato del 17% nella prima metà del 2020 rispetto alla prima metà del 2008 al netto dell’inflazione.
I prezzi dell’elettricità e la pandemia
La pandemia, dicevamo, ha poi impresso variazioni ancora maggiori, che tuttavia alla fine si sono quasi annullate tra loro. Arera informa che nel secondo trimestre del 2021 ci saranno aumenti del 3,84% del costo dell’elettricità per la famiglia tipo, che seguono quello del 4,5% del primo, ma che tale incremento alla fine non sarà sufficiente per compensare il crollo subito dai prezzi nel periodo del lockdown della scorsa primavera. La spesa media familiare, stimata di 517 euro nell’anno tra metà 2020 e metà 2021, sarà in realtà inferiore del 0,7% rispetto all’anno precedente, quello andato dal luglio 2019 a fine giugno 2020.
Fonte: Eurostat
I dati sono aggiornati al: primo semestre 2020
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