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 In Soldi

Partono gli aumenti del 3,9% e del 2,6%. In Danimarca il conto più salato. Il confronto con gli Stati Ue

Sarà una giornata nera quella del 1° ottobre 2019 per i clienti italiani del mercato energetico tutelato, cioè per tutti coloro che non hanno scelto offerte libere relative all’energia domestica. I tariffari di luce e gas, aumenteranno rispettivamente del 2,6% e del 3,9%.

Chi pagherà l’aumento del gas

Il caro bollette riguarderà la cosiddetta “famiglia tipo”, quel tipo di nucleo familiare, cioè, che ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW, mentre per il gas vede consumi pari a 1.400 metri cubi annui.

A motivare l’aumento è l’andamento stagionale dei mercati e le criticità internazionali, tra cui la riduzione di produzione di gas olandese e di alcune restrizioni all’accesso ai gasdotti di transito europei. A ciò si aggiungono un possibile calo della produzione francese nei prossimi mesi, a causa dei problemi in alcune centrali nucleari, e l’aumento di quotazioni energetiche legate agli attacchi alle piattaforme petrolifere saudite.

L’aumento bollette luce dell’anno scorso

Bollette più pesanti anche per le famiglie europee nel 2018. Rispetto all’anno precedente i prezzi dell’energia sono aumentati in quasi tutti i Paesi dell’Unione. In media il costo dell’elettricità è cresciuto del 3,5%, mentre quello del gas del 5,7%. Ma non è andata per tutti allo stesso modo: ci sono famiglie, come quelle tedesche, che hanno pagato meno, e altre (vedi Spagna o Cipro) che hanno speso addirittura fino al 20% in più rispetto al 2017.

Elettricità in aumento del 3,5%

Il grafico sopra mostra il prezzo medio di elettricità per 100kWh a carico delle famiglie in ciascun Paese dell’Unione. La bolletta più cara è quella dei danesi: qui 100kWh costano 31,2 euro, di cui il 64% è costituito da tasse o prelievi statali. Seguono, nell’ordine, Germania (30), Belgio (29,4) e Irlanda, con 25,4 euro. Per trovare l’Italia bisogna guardare nella parte alta della classifica: nel nostro Paese il costo dell’elettricità nel 2018 ha toccato quota 21,6 euro, in aumento del 3,9% rispetto al 2017.

L’aumento dell’elettricità in Europa

In generale la bolletta della luce si è fatta più pesante in tutti i Paesi europei, con punte del 13,8% in più in Spagna e del 19,6% a Cipro. Fanno eccezione solo quattro Stati, dove i prezzi dell’energia sono diminuiti. Si tratta di Lettonia (-4,5%), Polonia (-2,5%), Germania (-1,6%) e Lituania (-0,9%).

Un altro dato interessante è il “peso” delle tasse sul costo dell’energia in ciascun Paese. Come si è detto, infatti, in Danimarca il 64% del prezzo in bolletta va direttamente nelle casse dello Stato. Ciò significa che su 31,2 euro complessivi, il costo “netto” della corrente è di 19,9 euro. Questo rapporto è simile in Germania, dove le tasse ammontano al 54% del prezzo finale, e in Portogallo (55%). In tutti gli altri Stati dell’Unione, Italia compresa, le tasse pesano meno del 50%. Come a Malta, dove su 13,1 euro per 100kWh, solo il 6% va allo Stato.

Il gas aumenta del 5,7%

La situazione non è molto diversa per quanto riguarda il costo del gas. Le famiglie che spendono di più per cucinare o riscaldare la propria abitazione sono quelle svedesi: a Stoccolma, ad esempio, il gas costa 12,2 euro ogni 100kWh. Nel leggere il grafico sotto, bisogna tenere conto che Eurostat non ricorre all’unità di misura dei metri cubi (la più comune quando si parla di metano), ma ai kWh termici, il cui costo è uguale per tutti e non varia in base al tipo di caldaia presente nelle case.

Al secondo posto nella classifica delle bollette del gas più care d’Europa c’è l’Italia (9,5 euro), seguita da Danimarca (9,1) e Spagna (8,8). Nella seconda scheda del grafico è possibile osservare, infine, in quali Paesi c’è stato un aumento rispetto al 2017. Ebbene, in Belgio, Lettonia, Romania, Svezia, Bulgaria e Irlanda il prezzo del gas è cresciuto addirittura a doppia cifra. Più contenuto in Italia (+8,8%), mentre è diminuito in Croazia, Portogallo, Ungheria e, ancora una volta, in Germania.

I dati si riferiscono al: 2017-2018

Fonte: Eurostat

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