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Quanto sarà dura la crisi da coronavirus? Le esportazioni italiane caleranno del 15%

Il contraccolpo sarà durissimo. E’ l’unica cosa certa di questa crisi da coronavirus che, secondo le previsioni, sarà la più complicata dal Dopoguerra a oggi. Abbiamo anche un’altra certezza: l’Italia sarà uno dei Paesi che soffrirà di più. Ma quanto? E quali saranno i punti deboli di uno scenario già messo a dura prova. Proviamo ad analizzare le ultime previsioni della Banca d’Italia.

Le previsioni economiche per il 2020

Per prima cosa vediamo il contenuto delle principali previsioni sull’Italia degli osservatori internazionali. Il ventaglio è ampio, fin troppo: spazia dai -6 a -15 punti percentuali per la caduta di quest’anno e tra 2 e 13 punti per la ripresa nel prossimo.  In questo scenario si può ipotizzare che la quota di attività produttive interessate da provvedimenti di sospensione, che era pari a circa un terzo del valore aggiunto in aprile, scenda intorno al 10 per cento in maggio e diminuisca ulteriormente in giugno. Con queste ipotesi, il Pil in Italia cadrebbe del 9 per cento nella media di quest’anno per poi espandersi del 4,8 per cento nel 2021. Valori vicini alla media di quelli prefigurati dai principali previsori.

La caduta della domanda interna

All’andamento nell’anno in corso contribuirebbe, oltre al crollo della domanda estera e dei flussi turistici internazionali, la forte caduta della domanda interna, in seguito alla sospensione di alcune attività economiche per il contenimento del contagio e alle ripercussioni della crisi sull’occupazione e sui redditi delle famiglie. La ripresa del Pil, dal secondo semestre di quest’anno, sarebbe in larga parte attribuibile al venir meno degli effetti di offerta negativi connessi con le misure di contenimento; le ripercussioni della domanda estera, dei flussi turistici e dei comportamenti più cauti di famiglie e imprese avrebbero invece effetti economici più persistenti,
rallentando il ritorno dell’attività produttiva verso i livelli pre-crisi.

La spesa delle famiglie

Tra le componenti, la spesa delle famiglie risentirebbe principalmente delle limitazioni connesse ai provvedimenti di sospensione dell’attività e della contrazione del reddito disponibile conseguente al calo dell’occupazione, seppure attenuata dalle misure espansive del Governo. Gli investimenti scenderebbero di oltre il 12 per cento nel 2020 e recupererebbero solo una parte della caduta l’anno successivo. Inciderebbero gli effetti della maggiore incertezza sulle prospettive dell’attività economica.

Le esportazioni di beni e servizi si ridurrebbero di circa il 15 per cento nel 2020, riflettendo l’andamento della domanda estera e il sostanziale arresto nell’anno in corso dei flussi turistici internazionali, per poi espandersi dell’8 per cento nel 2021. Le importazioni seguirebbero una dinamica simile, con una discesa di oltre il 17 per cento quest’anno e un parziale recupero il prossimo. L’inflazione al consumo risentirebbe della caduta del prezzo del petrolio e del forte ampliamento dei margini di capacità inutilizzata. L’occupazione, misurata in termini di unità di lavoro equivalenti, diminuirebbe quest’anno, di quasi il 10 per cento, per poi recuperare metà della caduta nel 2021.

Fonte: Banca d’Italia 

I dati sono aggiornati al: 2020 

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