fbpx
 In Hot Topic

I veterinari e il personale delle scuole materne sono i più esposti al contagio

La fase è appena entrata nel vivo con la riapertura di parrucchieri, bar e ristoranti. Però, per capire quali sono le professioni più a rischio in questa fase è il caso di riprendere uno studio di Banca d’Italia e Inapp (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche). Hanno analizzato quali sono i settori che da un lato sono più a contatto con il pubblico e dall’altro maggiormente esposti a malattie.

E ci sono alcune sorprese. Perché a quanto risulta sono i veterinari a essere a maggior rischio di malattie, ancora di più degli addetti ai servizi ospedalieri. Evidentemente anche per l’esposizione a contagi da parte degli animali, vista l’origine spesso animale di diversi virus, tra cui il Covid19. In una scala tra zero (assenza di rischio) e 100 (massimo rischio) l’indice di esposizione alle malattie raggiunge nel loro caso 72,9, mentre in quello del personale ospedaliero 67,5. A livello di settore vengono poi i servizi odontoiatrici, con 63,6, e l’assistenza residenziale (le famose RSA) con 59,7. Chiaramente tra già altri settori più in pericolo vi è anche medicina generale, l’istruzione pre-scolastica, gli asili nido.

Questi ultimi due risultano doppiamente a rischio, perché sono presenti anche nell’elenco degli ambiti in cui vi è maggiore vicinanza tra persone, ai primi posti, con un un indice di 90 e 84 (anche qui si va da 0  100). Gli insegnanti d’asilo insomma sono costretti a un stretto rapporto con bambini che magari potrebbero essere portatori asintomatici del Covid19.

Leggi anche: L’influenza causa in media 8mila morti ogni anno in Italia 

I lavoratori che rischiano di più

Anche i dentisti dovranno stare attenti, essendo terzi con un indice di 77, assieme ai farmacisti, a livello di vicinanza al pubblico, ma perlomeno questi ultimi sembrano potersi proteggere meglio dal contagio potendo erigere barriere fisiche tra sè e i clienti. Subito dietro vengono coloro che lavorano nei bar, con 75, nei negozi di calzature, in quelli di giocattoli, nelle profumerie, insomma, negli esercizi commerciali di ogni tipo.

E’ chiaro anche dal seguente grafico, che mostra come si dividano i lavoratori a livello di settore per ogni grado di prossimità alle persone. Si considera infatti un ranking per percentili, ovvero dall’1% con meno contatti, al segmento che supera il 99% dei lavoratori per livello di interazione con il pubblico.

Tra il 10-20% che ha minimi contatti interpersonali gli agricoltori sono moltissimi. Quelli dell’industria manifatturiera si distribuiscono invece in modo omogeneo. Sono tanti soprattutto tra quelli con un livello di vicinanza alle persone di poco superiore alla media, mentre quelli dei servizi, essendo di svariate tipologie si dividono tra quelli con pochi contatti interpersonali e quelli che ne hanno moltissimi.

A distinguersi sono i lavoratori del commercio. Diventano la maggioranza nel segmento che ha più contatti di tutti.

Covid19

Queste analisi serviranno per riaprire con sicurezza, ma anche per sapere chi dovrà essere sottoposto a tracciamento e analisi anticorpali con maggiore frequenza, per prevenire altri focolai.

Fonte: Inapp, Banca d’Italia

Leggi anche: Il Pil italiano nel 2020 sarà tra i peggiori del mondo

Share with your friends










Inviare
Recommended Posts

Start typing and press Enter to search