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Secondo Gualtieri calerà del 9%, il Fondo Monetario stima una caduta del 10,6%

Cifra singola: -9%. E’ la stima del governo italiano sulla caduta del Pil nel 2020 in questo durissimo anno di crisi per la pandemia da coronavirus. Peccato, che le stime di osservatori ed enti internazionali siano tutte peggiori e in doppia cifra. Ma facciamo ordine tra le varie previsioni e vediamo cosa hanno partorito i modelli econometrici degli enti italiani e di quelli internazionali.

La stima più recente è quella del Fondo monetario internazionale che ha appena pubblicato il World Economic Outlook. Secondo il documento il Pil a livello globale calerà del 4,4% e novanta milioni di persone nel mondo sarebbero a rischio povertà. Ma veniamo a quello che ci interessa: per l’Italia, il Fmi prevede una caduta del Pil del 10,6 per cento. Sono 2,2 punti in meno del rapporto che il Fondo monetario internazionale ha pubblicato in estate, ma peggiore delle stime del governo che nella Nadef (la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza appena approvata) ha previsto un -9%. Per il prossimo anno, la ripresa globale è indicata al 5,2% e quella italiana allo stesso livello, con un peggioramento del rimbalzo di 1,1 punti percentuali che si spiega con la minore contrazione del 2020.

Le stime del governo

Da settimane, infatti, sia il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte stanno ripetendo che stimano un calo del Pil a fine del 2020 con una cifra singola. Le stime di osservatori ed enti internazionali sono tutte più pessimiste, come si vede nel grafico in alto. Ad esempio, Fitch, l’agenzia internazionale di valutazione del rating, ha abbassato per il 2020 la previsione di crescita del Pil italiano a -10%, dalla precedente stima di -9,5%. É previsto anche un forte calo nei consumi privati che, a fine anno, si contrarranno del 9,8%.

Quanto sarà sceso il Pil alla fine del 2020?

Anche la Commissione Europea vede un calo superiore al 10%, dell’11,2%. Nel suo Summer Report rivede al ribasso le stime per il 2020 a un 11,2%, ben peggio del -9,5% della primavera, ma in compenso segnala un aumento del Pil più sostenuto della media per il 2021, del 6,1%. La Ue rileva che il rimbalzo tecnico dovrebbe diventare dal terzo trimestre 2020 una vera e propria ripresa, trainata dagli investimenti pubblici.

L’Ufficio parlamentare di bilancio ad agosto aveva stimato un calo del 10,4%. Ma nelle ultime analisi ha confermato le stime del governo. Anche la Banca d’Italia conferma sostanzialmente le stime del governo, anche se sono leggermente peggiori: -9,5%. Confindustria, invece, nell’ultimo report stima un calo del Pil del 10%.

Pil Italia, le stime più ottimistiche dell’Istat

Altri predicono un calo più limitato.

Innanzitutto Standard & Poor’s e Fitch che si sono allineati tra loro quest’estate con previsioni di una contrazione del 9,5%, quindi inferiore in questo caso al 10%. Nel primo caso vi è un miglioramento della stima precedente del 9,9%, nel secondo invece un peggioramento, visto che Fitch in primavera vedeva una diminuzione del PIL dell’8%.

Tra loro differiscono nelle previsioni sulla ripresa. Per Standard & Poor’s sarà del 5,3%, superiore a quella stimata da Fitch, del 4,4%, ma inferiore a quella francese, del 6,8% come in Spagna, a dispetto di una recessione invece di uguale magnitudo.

I dati si riferiscono alla primavera-estate del 2020

Fonte: FMI, Fitch, Standard & Poors, MEF, ISTAT, Commissione Europea

Leggi anche: Dopo il crollo la crescita del PIL nel 2021 sarà del 4,7%

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