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Confindustria è la meno negativa con la previsione di un calo del 6% nel 2020

Il 2020 sarà l’anno peggiore della storia italiana dal  punto di vista economico dal Dopoguerra. Il crollo previsto del PIL farà impallidire anche quello subito nel 2009, e che credevamo eccezionale. Ancora naturalmente non ci sono certezze sui numeri esatti della discesa, ma in molti si sono cimentati in quantomai difficili previsioni, a livello nazionale e internazionale, ed è già possibile fare un confronto.

Più “ottimista” appare Confindustria, che ritiene che nel 2020 il PIL italiano calerà del 6% rispetto allo scorso anno, per poi rimbalzare del 3,5%, ma vi è da dire che questa stima è del 31 marzo, e forse risente di considerazioni più favorevoli sulla durata delle restrizioni anti-coronavirus. Altri, dalle istituzioni alle agenzie di rating internazionali fino allo stesso governo, hanno presentato più di recente dati decisamente più negativi. Il governo nel Def ritiene che ci sarà un calo dell’8%, cui seguirà una crescita del 4,7% nel 2021. Questo deriva anche dal fatto che gli investimenti fissi lordi dovrebbero crollare del 12,3% quest’anno, mentre le esportazioni scenderebbero del 14,5%. Anche più dell’import. Quindi si tratterebbe di un problema ancora più di commercio internazionale che di consumi.

Pil Italia, maggiore è il calo, maggiore è il rimbalzo

Fitch, che ha declassato il debito italiano da BBB a BBB- a fine aprile, la pensa come il governo per il 2020, con un decremento dell’8% del PIL, ma immagina una ripresa più limitata per il 2021, solo del 3,7%. In questo caso gli investimenti sono visti calare dell’8,8% e i consumi dell’8,2%. Quindi meno di quanto immagini il governo, ma per un recupero ci vorranno anni. Altri sono ancora più pessimisti. Per esempio il Fondo Monetario Internazionale, che crede che il PIL calerà nel 2020 del 9,1%. In questo caso il rimbalzo è un po’ più evidente l’anno prossimo, del 4,8%. Così come per gli altri previsori anche per il FMI l’Italia sarà la peggiore tra le economie più grandi, visto che per la Germania e la Francia immagina cali del 7% e del 7,2%, dell’8% per la Spagna, del 5,9% per gli USA.

La Commissione Europea abbassa le stime per il 2020 a un -9,5%, ma in compenso vede una ripresa molto più sostenuta per il 2021, del 6,5%. La UE vede movimenti più estremi, un crollo degli investimento del 14,2% cui segue un rimbalzo del 13% l’anno prossimo, superiore di quello di molti altri in Europa. In un certo senso a Bruxelles credono maggiormente che al FMI nella capacità italiana di risollevarsi.

Anche Standard & Poor’s vede un 2021 ad alta crescita, con un+6,4%, ma per il 2020 il crollo è quasi in doppia cifra. L’economia si contrarrà infatti del 9,9% secondo l’agenzia di rating che pure ha confermato, a differenza di Fitch, il rating a BBB. Probabilmente proprio perchè vede una ripresa decisamente più veloce. Questi calcoli naturalmente sulla base di una ripartenza graduale delle attività. In caso di una seconda ondata di contagi chiaramente sarà tutta un’altra storia.

I dati si riferiscono alla primavera del 2020

Fonte: FMI, Fitch, Standard & Poors, MEF, Confindustria, Commissione Europea

Leggi anche: Dopo il crollo la crescita del PIL nel 2021 sarà del 4,7%

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