E’ un indice simile alla povertà assoluta: il Paese su questo fronte è tra i peggiori d’Europa
Nei Paesi dell’Unione europea il 5,6% della popolazione, circa 24 milioni di persone, vivono in una condizione di grave deprivazione materiale. Parliamo di una classificazione molto vicina a quella di povertà assoluta in Italia, ma ci sono alcune differenze.
E’ necessario, però, chiedersi che cosa vuol dire vivere in uno stato di grave deprivazione materiale. Se con l’indice di povertà assoluta ci riferiamo a famiglie con una spesa complessiva per consumi inferiore al valore soglia di povertà assoluta sul totale delle persone residenti, con quello di grave deprivazione materiale indichiamo famiglie che non si possono permettere 4 di una lista di 9 tipologie di spesa. Eccole:
- Non poter sostenere spese impreviste di 800 euro
- Non potersi permettere una settimana di ferie all’anno lontano da casa
- Avere arretrati per il mutuo, l’affitto, le bollette o per altri debiti come per esempio gli acquisti a rate
- Non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni, cioè con proteine della carne o del pesce (o equivalente vegetariano)
- Non poter riscaldare adeguatamente l’abitazione
- Non potersi permettere una lavatrice
- Non potersi permettere un televisore a colori
- Non potersi permettere un telefono
- Non potersi permettere un’automobile.
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Povertà assoluta in Italia e grave deprivazione materiale
L’Italia è tra i primi Paesi in Europa per tasso di grave deprivazione materiale, come emerge dai dati appena pubblicati da Eurostat che si riferiscono al 2018 e al 2019. In altre parole: la quota di persone che vivono questa condizione arriva all’8,5% (il dato più aggiornato è quello del 2018). Parliamo di 5.140.000 persone residenti in Italia. Quelle in povertà assoluta, seguendo il dato Istat del 2018, sono invece 5 milioni. Attenzione: parliamo di residenti in Italia, non di italiani (nel caso della povertà assoluta gli italiani in questa condizione si stima siano 1,5 milioni).
Come vediamo dal grafico in alto, l’Italia 7° a livello europeo e presenta dati peggiori rispetto a tutti i primi Paesi europei, vale a dire Germania, Francia e Spagna. Nei Paesi dell’Unione europea il tasso è in calo costante dal 2012. Nel 2010 era parti a 8,9 per poi salire a 10,2 nel 2012. Adesso (dato del 2019) è a 5,6.
Fonte: Eurostat
I dati si riferiscono al 2018-2019
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