In testa Thailandia e Messico, Italia 18esima: 4° peggior Paese Ue
Dire quali sono i paesi più ignoranti del mondo significa provare a misurare le popolazioni che hanno le conoscenze più sbagliate sui temi che riguardano il loro Paese e il mondo. Immigrazione, criminalità, sessualità, inquinamento e disoccupazione, sono tutti temi che ci riguardano da vicino ma dei quali molte volte abbiamo una percezione distorta rispetto a quanto è veramente la realtà. Non si tratta, quindi, di verificare il tasso di scolarizzazione nel mondo, ma di verificare quanto le persone sappiano di ciò che gli succede intorno. Detto questo è chiaro che nello stilare questa speciale classifica un ruolo è ricoperto ovviamente anche dall’analfabetismo nel mondo.
Il tasso di analfabetismo nel mondo
E noi italiani siamo davvero sicuri di sapere come stanno le cose nel nostro Paese? Oppure abbiamo una percezione distorta di ciò che ci circonda? Per capirlo, basta guardare alla classifica elaborata dall’istituto di ricerca Ipsos-Mori sui Paesi più ignoranti al mondo. “Ignoranti” nel senso che “ignorano” ciò che succede realmente sul proprio territorio.
E’ bene ripeterlo, per non essere ignoranti non basta avere studiato; occorre aggiornarsi e conoscere i mutamenti a cui le nostre società sono soggette. Ad esempio, uno dei temi in cui c’è più ignoranza è quello del cambiamento climatico su cui si concentra la ricerca del 2021.
La classifica dei 10 Paesi più ignoranti del mondo
Come si vede dal grafico sopra, i Paesi più ignoranti del mondo sono Thailandia, Messico e Turchia. I thailandesi, in particolare, credono che nella propria nazione ci sia il 21% più di musulmani mentre sono solo il 4,3%. Messicani e turchi, invece, sono molto pessimisti in materia di lavoro: sono convinti che i loro connazionali disoccupati siano più del doppio rispetto a chi non ha davvero un impiego. In effetti, in Turchia c’è un problema grave di occupazione, che si attesta al 52% contro una media Ocse del 68%, ma non così grave come viene percepito.
Cose che non si sanno e si crede di sapere
In quarta e quinta posizione ci sono malesi e brasiliani. Entrambi sbagliano nel valutare l’età media dei propri connazionali: se gli si chiede quanti saranno gli over 65 entro il 2050, infatti, il 41% degli intervistati ne sovrastima (di molto) il numero. Il declino demografico, che è una problematica sicuramente dei Paesi occidentali, non è altrettanto esistente in Paesi come la Malesia o il Brasile. In quest’ultimo si registrano 14 nascite ogni 1.000 abitanti, a differenza dell’Italia dove il tasso di natalità è fermo a 8,5 nascite.
Anche l’Arabia è tra i Paesi più ignoranti del mondo
A chiudere la top 10 ci sono Paesi come l’Arabia Saudita, la Cina e il Perù i cui cittadini credono, ad esempio, di essere grandi utilizzatori di energie rinnovabili. Anche se non è affatto così. I sauditi sono convinti che il 28% dell’energia che consumano derivi da fonti pulite, mentre il dato reale è inferiore all’1%. Un dato preoccupante visto l’emergenza climatica di cui tutto il mondo soffre. Più vicino alla realtà la percezione europea su questa tematica.
Cos’è il cambiamento climatico? Molti non lo sanno
Il surriscaldamento climatico, e le emergenze a esso connesse, sono sicuramente qualcosa di cui è importante conoscere cause e conseguenze. Se ognuno non fa la sua parte, non sarà possibile invertire la tendenza negativa. Nonostante il 69% degli intervistati dichiari di conoscere le buone abitudini per avere il minor impatto possibile sul pianeta, la metà pensa che ridurre i packaging sarebbe la prima cosa da fare. Invece, nella to do list per il benessere del pianeta è addirittura in 38esima posizione. Discorso inverso su cani e gatti: non avere animali domestici ridurrebbe il nostro impatto sulla terra? Per gli intervistati è l’ultima causa di inquinamento in assoluta, eppure è la 25esima cosa da fare. Più grave di tutto l’inquinamento generato dalle macchine.
Il Belgio è il più ignorante d’Europa
Per trovare il primo Stato europeo nella classifica Paesi più ignoranti al mondo, bisogna scorrere fino all’11esima posizione. Il peggiore è infatti il Belgio, i cui abitanti credono che le donne che hanno subìto almeno una volta una molestia sessuale siano molte meno rispetto alla realtà. Il concetto di molestie sessuali, forse, è ancora inteso in maniera molto vaga, ma stando ad un report della Ong Plan International, è addirittura il 91% delle donne ad essere stata vittima di violenze sessuali per strada. Le molestie possono verificarsi come sguardi insistenti (79%), apprezzamenti sull’aspetto (62%), tentativi di flirt troppo espliciti (59%)e contatto fisico indesiderato, subiti da una donna su tre.
L’Italia è il 18esimo Paese più ignorante al mondo
Seguono Romania (13esima) e Germania (14esima), mentre l’Italia è in 18esima posizione. Quali sono le nostre convinzioni più errate? Quelle sulle abitudini sessuali. Ad esempio pensiamo che le ragazze sotto i 30 anni facciano sesso in media 29 volte in un mese. In realtà capita solo 5 volte. Stando ai dati più recenti del Censis nel nostro Paese l’83,5% degli italiani ha avuto esperienza di rapporti sessuali completi e il 6,3% ne ha avuti solo di incompleti. A non aver mai avuto rapporti sessuali è 1 italiano su 10, per l’esattezza il 10,2%. L’8,4% degli italiani pratica il sesso una volta al giorno e il 33,2% due o tre volte a settimana. Risulta così che il 41,6% degli italiani ha una vita sessuale intensa, ma sono dati ovviamente frutto di sondaggi e quindi il margine di errore non è indifferente.
Analfabetismo nel mondo e in Italia
É vero che non siamo primi in Europa in questa classifica , ma resta il fatto che in Italia ci sono serissimi problemi, chiamiamoli così, culturali. Lo abbiamo detto: non l’ignoranza in queste tematiche non è per forza segno di una mancanza di nozioni in storia o matematica, ma è comunque segno di grave lacune nel saper leggere il contesto in cui si vive. Si parla spesso di analfabetismo nel mondo, ma nel nostro Paese, per esempio, l’analfabetismo funzionale sfiora il 30%, un livello incredibilmente alto che ci pone ai vertici della classifica mondiale. C’è anche un 5,5% di italiani che non capiscono se non brevissimi testi, quelli composti da una o al massimo due frasi. Ecco perché anche se non stiamo parlando di materie prettamente scolastiche, la scuola ha sicuramente un ruolo e un dovere che va oltre all’insegnamento nozionistico. C’entra qualcosa il fatto che anche nei test Invalsi a scuola non siamo affatto tra i migliori e che la lettura di libri sia riservata a una ristrettissima élite del Nord?
I dati si riferiscono al: 2018-2021
Fonte: Ipsos-Mori
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