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La mappa delle regioni, la Sicilia è la peggiore. Adesso c’è una legge che vuole invertire la rotta

È stato approvato in Senato il disegno di legge per la promozione e il sostegno alla lettura. Si tratta di un piano nazionale d’azione per la promozione della lettura con un fondo di 4 milioni e 350mila euro a partire dal 2020, gestito dal Centro per il libro e la lettura. Inoltre, nelle librerie fisiche, negli store online e nella grande distribuzione si potranno applicare sconti massimi del 5% (prima era al 15%, tasso che rimane solo per la scolastica). La legge, per questo è stata definita anti-Amazon. Le stesse librerie, però, potranno organizzare una promozione all’anno con un limite di sconto del 15%, novità in un contesto che prima prevedeva gli sconti emanati solo dagli editori stessi.

Questo non è un Paese di lettori

Vediamo, però, qual è la situazione che la legge si pone l’obiettivo di migliorare. Abita al Nord, è donna ed è giovane. E’ l’identikit del lettore italiano secondo l’Istat. Il numero di lettori in Italia è stabile dal 2016, ma si legge soprattutto al Nord: secondo l’ultima rilevazione dell’Istituto nazionale di statistica sulla lettura e gli italiani ha letto almeno un libro il 49,4% delle persone residenti nel Nord-ovest e il 48,4% di quelle del Nord-est. Senza giri di parole: in Italia si legge poco e le differenze tra Nord e Sud, anche qui, non mancano.

La mappa dei lettori in Italia

Come si può vedere dalla mappa in alto, dove ogni regione si presenta con la percentuale di persone che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, al Sud la quota di lettori scende al 26,7% mentre nelle Isole si conferma una realtà molto differenziata tra Sicilia (24,9%) e Sardegna (44,7%). Ma ci sono differenze anche a livello comunale. L’abitudine alla lettura è molto più diffusa nei Comuni centro dell’area metropolitana, dove si dichiara lettore poco meno della metà degli abitanti (49,2%) mentre la quota scende al 36,1% nei Comuni con meno di 2mila abitanti.

Chi è un lettore?

Nell’indagine dell’IstatAspetti della vita quotidiana”, si considerano lettori le persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici o
professionali. Si definiscono anche i lettori deboli, quelli che non hanno letto più di 3 libri negli ultimi 12 mesi, e quelli forti che hanno letto più di 12 libri. Da notare anche che a partire dal 2000, quando la quota di lettori era al 38,6%, l’andamento è cresciuto fino a toccare il massimo nel 2010 con il 46,8% per poi diminuire di nuovo fino a tornare, nel 2016, al livello del 2001 (40,6%), stabile fino al 2018.

I giovani e i libri

I lettori si concentrano soprattutto nelle fasce d’età più giovani. La quota di lettori tra i 15 e i 17 anni è pari al 54,5% nel 2018, in crescita rispetto al 47,1% del 2016. Tra uomini e donne c’è un divario rilevante. Nel 2018 la percentuale delle lettrici è del 46,2% e quella dei lettori è al 34,7%. Il divario si manifesta dal 1988, anno in cui risultavano lettori il 39,3% delle donne rispetto al 33,7% degli uomini. Nel 2018 si osserva tuttavia un aumento significativo di 4,2 punti percentuali tra i maschi da 25 a 34 anni.

Anche il livello di istruzione conta

Anche il livello di istruzione si conferma elemento determinante per la la lettura: legge libri il 73,6% dei laureati (75,0% nel 2015), il 46,7% dei diplomati e solo il 26,5% di chi possiede al più la licenza elementare. La lettura è poi fortemente influenzata dall’ambiente familiare: i bambini e i ragazzi sono certamente favoriti se i genitori hanno questa abitudine. Ad esempio, tra i ragazzi sotto i 18 anni legge il 74,9% tra chi ha madre e padre lettori e solo il 36,2% tra coloro che hanno entrambi i genitori non lettori.

Fonte: Istat

I dati si riferiscono al: 2018

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