L’indagine dell’Istat sulla reazione delle persone alla seconda ondata

La mascherina si usa più al Nord che al Sud. In generale, l’84% delle persone la usa anche al chiuso. E ci laviamo le mani 8,7 volte al giorno. Non sono frasi frutto della percezione comune, ma tre dei principali di un’indagine realizzata dall’Istat sul comportamento degli italiani alle prese con la pandemia da coronavirus.
Un campione rappresentativo di 3mila persone nel periodo dal 12 dicembre 2020 al 15 gennaio 2021 (nel pieno della seconda ondata) è stato sottoposto dall’Istat a numerose domande su mascherine, lavaggi delle mani, rispetto delle norme di distanziamento e disponibilità a vaccinarsi. Vediamo che cosa hanno risposto.
Lavarsi le mani contro il Covid
Secondo l’indagine durante la seconda ondata epidemica, l’azione di lavarsi spesso le mani è stata molto diffusa, anche se meno frequente rispetto alla prime ondata. Le persone intervistate hanno dichiarato di aver lavato le mani in media 8,7 volte (11,6 volte ad aprile 2020) e di averle pulite con disinfettanti, come in pieno lockdown, circa 5 volte nel giorno precedente l’intervista. Ma chi si lava di più le mani? L’8,7% riferisce di averlo fatto almeno 20 volte nel giorno precedente l’intervista. Questa percentuale varia dal 15% dei 35-44enni (25,0% tra le donne in questa classe di età) al 2% degli anziani di 75 anni e più. Tra gli oggetti diventati ormai di uso comune, oltra alla mascherina, c’è sicuramente il disinfettante. Ma quanti li usano? Più di quattro persone su dieci (44,2%) hanno pulito le mani con un disinfettante almeno 5 volte.

Mascherine nei luoghi aperti e in quelli chiusi
Durante la seconda ondata, il 93,2% della popolazione fa sempre uso di mascherine quando si trova in luoghi aperti, il 5,9% lo fa spesso. L’84% usa le mascherine sempre, anche in luoghi al chiuso, in presenza di persone non conviventi. L’uso di questo dispositivo di protezione individuale appare più diffuso che in pieno lockdown nazionale, quando ad usare la mascherina era l’89,1% della popolazione, prevalentemente per difficoltà di approvvigionamento o perché, non allontanandosi dalla propria abitazione, le persone non ne avevano necessità.
Uscire di casa ai tempi del coronavirus
In un giorno medio della settimana, durante la seconda ondata, è uscito il 58,3% dei cittadini di 18 anni e più. Il 41,7% è rimasto in casa. Il 63% di chi è uscito lo ha fatto una sola volta, il 27,7% due volte e i rimanenti più di due volte. Rispetto al pieno lockdown (28,0%) è aumentata la quota di persone che sono uscite, ma si è ben lontani dalla normalità descritta dalle indagini canoniche dell’Istat (oltre il 90% della popolazione esce di casa in un giorno medio). Gli uomini sono usciti più delle donne (66% a fronte del 51,2%). Mentre rispetto all’età sono soprattutto gli adulti nelle classi di età centrale e in particolare tra i 45 e i 54 anni a essere usciti più numerosi (oltre il 66,6%).
Quanti sono i no-vax?
Ai cittadini è stato chiesto anche di esprimere la loro posizione rispetto alla seguente affermazione “Se un vaccino Covid-19 diventa disponibile ed è consigliato, lo farei”, utilizzando una scala da 1 a 7 dove 1 significa completamente in disaccordo e 7 assolutamente d’accordo. Il 70,3% esprime accordo (punteggi dal 5 in poi) con l’affermazione: più di 4 persone su 10 esprimono un accordo assoluto scegliendo il punteggio più elevato della scala. Esprimono incertezza, collocandosi al centro della scala (4) il 12% dei cittadini. Il rimanente 17,8% si colloca su posizioni che esprimono disaccordo. Il punteggio medio è 5,3 e conferma il generale orientamento a essere d’accordo con l’affermazione proposta. Non emergono differenze significative in base alle caratteristiche individuali o al territorio.
I dati sono aggiornati al: 12 dicembre-15 gennaio 2021
Fonte: Istat
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