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E’ la Corea del Nord il Paese più grande ufficialmente immune al Covid-19 a oggi

L’epidemia di coronavirus è stata dichiarata dall’OMS pandemia proprio perchè è diventata a un certo punto così diffusa nel mondo da non colpire in modo significativo un’area specifica del globo, come la Cina e pochi altri Paesi intorno. Quando dopo che in Italia ha fatto il proprio ingresso in tutta Europa e poi nelle Americhe e in Africa è stato chiaro che nessuno sarebbe stato risparmiato.

Quasi nessuno. Infatti ci sono ben 13 Paesi senza coronavirus, almeno ufficialmente. Sono quelli dell’infografica, in ordine di popolazione. In ognuno di quei Paesi non vi sono contagiati nè vi sono mai stati dall’inizio della pandemia.

Ora, naturalmente si deve distinguere. Queste sono informazioni ufficiali, rilasciate dai governi, in un certo senso autocertificate. Abbiamo Paesi con una popolazione ridottissima, che consistono in isole del Pacifico facilmente isolabili dal resto del mondo, si va dalle Isole Salomone, le più abitate con 652 mila persone, a Nauru, che ne ha 10 mila. In questi casi possiamo essere piuttosto fiduciosi sulla veridicità delle informazioni fornite.

E’ probabile che il virus qui non sia mai arrivato, del resto la Nuova Zelanda ha avuto solo 1488 casi, quasi tutti guariti e gestiti in modo molto efficiente, mentre l’Australia 6875, ancora meno in proporzione agli abitanti. In entrambi i casi il numero di test effettuato è stato molto alto, soprattutto a paragone con il livello di contagio, 33.325 e 27.006 per milione di abitanti.

I collegamenti via mare e aria possono essere controllati molto meglio, oltre che bloccati facilmente, ed è plausibile che queste isole siano effettivamente rimaste immuni. Per gli altri tre Paesi la storia potrebbe essere diversa.

I forti dubbi sulla Corea del Nord

Il Turkmenistan e la Corea del Nord sono allo stesso tempo due tra le dittature più chiuse al mondo e due Paesi confinanti con alcuni degli Stati più colpiti dal virus, la Cina e l’Iran. Questa coincidenza non può che gettare dei forti dubbi sulla veridicità delle comunicazioni ufficiali di regimi che nutrono fortissima diffidenza verso la comunità internazionale e puntano a tenere la popolazione isolata dalla sua influenza, dipingendo il proprio Paese come un’isola felice. Per quanto le frontiere siano sigillate si tratta di migliaia di chilometri in zone disabitate, ed è poco probabile che non vi sia stata una penetrazione, magari nel periodo immediatamente prima al lockdown.

Anche il caso del Lesotho è sospetto. Paese grande come il Belgio di più di due milioni di abitanti completamente circondato dal Sudafrica, da cui di fatto dipende, ha solo frontiere terrestri e un rapporto strettissimo con il vicino. In Sudafrica i contagi sono ufficialmente pochi, 7572 a oggi, ma c’è stata una densità di test 6-9 volte inferiore che in Australia e Nuova Zelanda, per esempio. Contando anche la giovane età media è possibile che magari casi asintomatici siano sfuggiti, e che anche il primato del Lesotho sia più un’illusione.

Più credibili forse i record di quei Paesi che erano stati sì colpiti, ma che ora appaiono liberi dal contagio perchè sono tutti i casi sono guariti o morti. Tra questi la Papua Nuova Guinea, sempre in Oceania, che ha avuto 8 malati, il Suriname, 10 di cui uno morto, e il Belize, 18 con due deceduti. Sempre che non sia sfuggito qualche contagiato. Ma del resto pochi possono lanciare accuse, non l’Italia dove il virus è circolato per circa un mese e mezzo mentre ci illudevamo di essere rimasti intoccati.

Fonte: Statista

Leggi anche: Coronavirus, in 24 ore 369 morti e 1.444 contagiati

 

 

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