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In tutto il mondo mancano i servizi igienici per 2,1 miliardi di persone, a qualcuno anche in Europa

Il 19 novembre di ogni anno si celebra la World Toilet Day, la Giornata mondiale dei servizi igienici. Istituita da una ONG nel 2001, quest’anno è inevitabilmente al centro dei riflettori delle Nazioni Unite che ne ricordano l’importanza contro il Covid-19.

Per noi europei, o meglio per quasi tutti gli europei, il problema sembra lontanissimo, ma la realtà è che nel mondo ci sono 2,1 miliardi di persone che non hanno accesso ad alcun servizio igienico nella propria casa o nel proprio villaggio. Altri numeri? Sempre secondo le Nazioni Unite sono 4,2 miliardi le persone che vivono senza toilette gestite in modo sicuro, 758 quelle che non hanno accesso ad acqua pulita e, infine, sono 673 milioni le persone che provvedono ai propri bisogni fisiologici all’aria aperta.

Le classifica dei Paesi senza wc

Molti Paesi hanno fatto progressi nel garantire che le persone abbiano almeno un livello minimo di igiene, di modo che gli escrementi siano separati igienicamente dal contatto umano. Un livello sanitario che a noi italiani, compatrioti del bidet, sembra un servizio di base, ma che per molti Paesi rappresenta un progresso significativo. Il grafico sopra mostra i Paesi in cui una toilette, come una latrina, un wc con sciacquone o una fossa non condivisa con altre famiglie rappresenta ancora un problema per gran parte della popolazione. In Chad la percentuale della popolazione in cui almeno una pratica igienica famigliare avviene all’aria aperta è del 91%. Il Burkina Faso ha ridotto la defecazione a cielo aperto di 25 punti percentuali nello stesso periodo, mentre la copertura sanitaria di base è diminuita di appena 8 punti.

Anche in Europa i servizi igienici non sono garantiti a tutti

Secondo Eurostat nel 2019 il 2% della popolazione che vive in Europa vive ancora senza una toilette di proprietà dentro le mura domestiche. La buona notizia è che la percentuale è diminuita dell’1,7% dal 2010, in cui la si registrava il problema per il 3,7% della popolazione europea. Quasi una persona su quattro in Romania ha riferito che la propria famiglia non dispone di uno sciacquone interno ad uso esclusivo della famiglia (24,2%). Questa è stata di gran lunga la percentuale più alta tra gli Stati membri dell’UE.

La Romania è seguita da Bulgaria (13,7%), Lituania (10,0%), Lettonia (8,7%), Estonia (4,7%) e Ungheria (3,1%). La percentuale di abitazioni senza servizi igienici con sciacquone, invece, era inferiore all’1% in 19 Stati membri dell’UE, con la quota più bassa in Svezia (vicino allo 0%), seguita da Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi e Slovenia (tutti 0,1%) come così come la Germania (0,2%). In Italia la percentuale di abitazioni senza servizi igienici con sciacquone è pari allo 0,6%.

Il costo delle malattie è altissimo

Nei paesi senza wc in ogni abitazione il concetto di bidet, a maggior ragione, è ignoto e  le malattie dovute alla mancanza d’igiene sono diffusissime.

Potersi lavare le mani con il sapone eviterebbe il 68% delle morti per diarrea. Le malattie che si potrebbero prevenire dando a tutti un bagno con l’acqua corrente sono numerose e il costo delle cure sanitarie legato a questo tipo di malanni è stato stimato, a livello mondiale, in 260 miliardi di dollari. Si tratta quasi del doppio del valore degli aiuti versati dai Paesi ricchi al Terzo Mondo. L’Onu, con l’aiuto dell’Oms, si è posto l’obiettivo di dare una toilette decente a tutti entro il 2030.

 

I dati si riferiscono al 2019
Fonte: WaterAid, Eurostat

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