Arrivano in particolare dalla Cina. La Germania ne ha importate più di noi
Il nuovo Dpcm le renderà obbligatorie anche all’aperto, con alcune eccezioni. Le mascherine in Italia non sono diventate solo un oggetto di uso comune con la pandemia, ma sono state anche un vero rebus per lo Stato nei primi mesi dell’emergenza. Non è difficile immaginare perché: in condizioni ordinarie vengono in particolare importate perché presentano margini bassi per chi le realizza. Però, in quelle condizioni era necessario produrle in tempi rapidi e tante aziende hanno riconvertito la produzione.
Quante mascherine abbiamo importato?
Adesso, però, abbiamo anche i dati ufficiali sul tema di Eurostat che ci aiutano a capire un po’ meglio da dove arrivano le mascherine. E’ utile, quindi, fare un confronto tra i numeri del primo semestre 2019 e quelli del primo semestre 2020. Partiamo dalla situazione generale. Nei primi sei mesi dell’anno (la pandemia è scoppiata a partire dalla fine di febbraio) nell’Unione europea sono state importate mascherine per un valore di 14 miliardi, 800 milioni di euro in più rispetto ad una situazione non pandemica, cioè i primi sei mesi del 2019.
Chi ha importato più mascherine?
Come si può immaginare, gli Stati più popolosi hanno importato più mascherine in numeri assoluti. Vediamo così che la Germania ha importato 4,4 miliardi di euro di mascherine. La Francia è la seconda con 3,4 miliardi di euro, mentre l’Italia è terza con 1,7 miliardi di euro (nei primi sei mesi del 2019 le importazioni sono state di 108 milioni di euro). Vale la pena, però, andare a vedere qual è il valore delle importazioni extra-Ue pro-capite valutando così la spesa totale di un Paese in relazione al numero di abitanti. Vediamo così, come possiamo osservare nel grafico in alto, che il primo Paese è il Lussemburgo con 121 euro. L’Italia, in questo caso, scende in classifica: è ottava con 29 euro pro-capite di importazioni.
La Cina è il primo esportatore di mascherine
Ma da dove arrivano queste mascherine in Italia? Però, non è interessante solo vedere quali sono i primi Paesi importatori, ma valutare anche come la pandemia ha cambiato le dinamiche del commercio facendo il confronto tra il primo semestre 2019 e il primo semestre 2020. Vediamo così che nel primo semestre 2019 le mascherine arrivavano nell’Unione europea per il 62,3% dalla Cina, mentre adesso questa percentuale è arrivata al 92,3%. Si è ridotto infatti il valore delle importazioni da Vietnam, Gran Bretagna, Turchia e Tunisia.
Fonte: Eurostat
I dati sono aggiornati al: primo semestre 2020
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