I depressi sono 264 milioni. In Italia più le donne (16%) degli uomini (13,6%)
Una persona su 10 a livello globale, cioè 792milioni di uomini e di donne, soffre di uno dei disturbi mentali più comuni, ovvero depressione, ansia, disturbo bipolare, disturbi alimentari, schizofrenia. Questo è quanto emerge dallo studio “Global Burden of Disease” dell’Institute for Health Metrics and Evaluation.
Nel grafico sopra abbiamo indicato, per ogni Paese, in rosa la percentuale di donne affette da disturbi mentali sul totale delle donne, in blu la percentuale di uomini con disturbi sul totale degli uomini mentre in giallo è indicata la popolazione totale di quel Paese (non, quindi, il numero dei malati di mente ma, appunto, il totale dei cittadini). Ma quali sono i fattori che possono influire sullo stato di salute mentale? Analizziamo tutti i dati.
Le 5 cause dei disturbi mentali
Sono almeno cinque i fattori responsabili di disturbi mentali. Ecco quali:
- Fattori individuali come una bassa autostima, la difficoltà nella comunicazione, una patologia, l’abuso di sostanze stupefacenti o di alcool, l’immaturità cognitiva o emotiva;
- Le circostanze sociale, cioè situazioni di povertà o basso reddito, insuccessi scolastici, la solitudine, la perdita di una persona cara, un senso di negligenza, la disoccupazione, lo stress da lavoro;
- Fenomeni legati all’ambiente circostante, come discriminazioni, ingiustizie, disuguaglianze di genere o sociali, guerre e disastri;
- Fattori di rischio soprattutto per le donne, come una gravidanza indesiderata o la depressione post partum;
- Altri fattori come la malnutrizione, i maltrattamenti, che danneggiare l’organismo e hanno gravi ripercussioni sulla psiche umana.
Soffrono di disturbi mentali più le donne degli uomini
In tutto il mondo sono le donne a soffrire di disturbi mentali più degli uomini: le prime rappresentano il 13,25% dei malati rispetto al 12,58% dei secondi. Una costante che si riscontra anche a livello europeo, come si vede nel nostro grafico. In Italia, su una popolazione di 60milioni di persone la percentuale di donne con disturbi mentali è di 16,04%, ben più alta rispetto a quella maschile (13,66%).

Ansia e depressione i disturbi mentali più comuni
Ma quali sono i disturbi mentali con il più alto numero di soggetti patologici? A livello globale le persone soffrono soprattutto di disturbi d’ansia e di depressione: si stima infatti che nel primo caso i malati siano 284milioni, dei quali il 63% (cioè 179milioni) sono donne, mentre gli affetti da depressione sono 264 milioni.
Quando si può parlare di depressione
Non è affatto semplice riconoscere un principio di depressione. Si tratta infatti di una condizione della mente che può essere diagnosticata solo su sintomi psicologici e psicanalizzando il comportamento delle persone. Non ci sono né marcatori nel sangue o nel Dna né si può fare una scansione cerebrale. Proprio la depressione nell’antica medicina greca veniva considerata come la condizione in cui ci si sente tristi, si ha paura, si è malinconici. Tant’è che dal XX secolo in poi la malinconia è stata classificata a tutti gli effetti come un grave sottotipo di depressione. Basti pensare che nel XIX secolo in Gran Bretagna la diagnosi di malinconia veniva usata per decidere chi dovesse essere ricoverato in un manicomio. Ed è stato così almeno fino alla rielaborazione concettuale e scientifica dello psichiatra Philippe Pinel, che ha distinto la “depressione maniacale” (quella che oggi viene chiamata anche disturbo bipolare) e la “dementia praecox” (cioè la schizofrenia).
Che cosa si intende per disturbo bipolare
Qual è allora la differenza tra depressione e disturbo bipolare? Se la depressione si manifesta principalmente con crisi di pianto improvvise, visioni pessimistiche sul futuro, inappetenza e scarsa autostima, il disturbo bipolare è caratterizzato da episodi ripetuti (in media almeno due al giorno) in cui il soggetto ha un innalzamento dell’umore e dell’energia (ipomania) e poco dopo una diminuzione umorale ed energetica (depressione). In altre parole: chi soffre di disturbo bipolare ha continui sbalzi d’umore e stati d’attività del tutto instabili. Nel mondo ne soffrono almeno 46 milioni, dei quali il 52% sono donne e il 48% uomini.
La connessione tra alimentazione e disturbi mentali
Anche l’alimentazione ha un peso nell’analisi dei disturbi mentali. Ci sono infatti nel mondo 16milioni di persone che soffrono di anoressia clinica e bulimia nervosa. Tendenzialmente questi disturbi alimentari sono più comuni nei giovani tra i 15 e i 34 anni d’età.
Le morti per disturbi mentali
I disturbi mentali sono la principale causa di suicidi nel mondo: sono da imputare a queste malattie almeno il 62% dei casi. Secondo le analisi degli studi di autopsia psicologica sul suicidio, un individuo depresso ha 20 volte più probabilità di suicidarsi rispetto ad un soggetto che non ha alcun disturbo mentale. La probabilità è altrettanto alta anche nei soggetti schizofrenici (nel mondo i “matti” sono 20milioni di persone) mentre è del 6,9% per dipendenza da alcol, del 7,6% per anoressia nervosa e del 2,7% per disturbi d’ansia.
I danni del Covid sulla mente degli individui
Negli ultimi anni, poi, anche il Covid ha contribuito ha lasciare una traccia indelebile sulla psiche umana: solitudine, tristezza, insonnia, stress psicologico sono solo alcune delle conseguenze del “nemico invisibile”. Ma, probabilmente, faremo i conti con la nostra mente solo quando tutto sarà finito.
Come curare i disturbi mentali
I disturbi mentali possono essere curati attraverso una serie di interventi terapeutici e farmacologici, in base alla natura del disturbo e alla gravità dei sintomi. Ecco alcuni dei principali approcci terapeutici utilizzati per curare i disturbi mentali:
- Terapia farmacologica: I farmaci possono essere utilizzati per ridurre i sintomi dei disturbi mentali. Esistono farmaci specifici per curare le diverse patologie, come ad esempio gli antidepressivi per la depressione e gli ansiolitici per l’ansia.
- Terapia psicologica: La terapia psicologica può essere utilizzata per aiutare le persone a comprendere e gestire i propri pensieri, emozioni e comportamenti. Ci sono diverse tipologie di terapia psicologica, tra cui la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia psicodinamica e la terapia familiare.
- Terapia occupazionale: La terapia occupazionale può essere utile per aiutare le persone a sviluppare le competenze necessarie per svolgere le attività quotidiane e migliorare la qualità della vita. La terapia occupazionale può includere la formazione all’autonomia, l’insegnamento di tecniche di rilassamento e il supporto nella ricerca di lavoro.
- Terapia interpersonale: La terapia interpersonale si concentra sui rapporti interpersonali e può essere utile per le persone che hanno difficoltà a stabilire e mantenere relazioni significative.
- Terapia comportamentale: La terapia comportamentale si concentra sul cambiamento dei comportamenti problematici e può essere utile per persone con disturbi come l’anoressia, la bulimia e la dipendenza.
Inoltre, molti pazienti beneficiano di un approccio terapeutico multidisciplinare, in cui vengono utilizzati diversi interventi terapeutici combinati tra loro.
I dati si riferiscono al: 2017-2021
Fonte: Institute for Health Metrics and Evaluation
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