Salute mentale in calo per anziani e giovani donne

Sono gli effetti della pandemia: i dati delle rilevazioni Istat del 2020

La pandemia ha effetti anche sulla salute mentale degli italiani. Sembra scontato, ma adesso abbiamo anche i dati ufficiali per poterlo affermare e per capire anche chi soffre di più questa sindrome. Abbiamo a disposizione le rilevazioni dell’Istat sulla salute mentale dei cittadini italiani raccolti nel 2020. La notizia è che la variazione rispetto al 2019 non è significativa per il totale della popolazione, ma lo è per alcune sue categorie. Vediamo quali.

Per chi la salute mentale è a rischio

In altre parole: per alcuni gruppi di persone c’è stata una differenza consistente tra i risultati delle risposte date alle rilevazioni nel 2019 e quelli del 2020. Sì, parliamo di risposte perché l’indice di salute mentale si basa sull’aggregazione dei punteggi totalizzati da ciascun individuo rispondendo a 5 specifiche domande che forniscono una misura del disagio psicologico degli individui e comprende stati correlati all’ansia e alla depressione.

Il disagio psicologico delle giovani donne

Vediamo nel dettaglio. L’indice di salute mentale delle donne che hanno tra 20 e 24 anni, che era cresciuto tra il 2017 e il 2019 da 67,4 a 69,3 è diminuito in un solo anno a 66,9. Si tratta del calo più importante considerando tutte le fasce di età e le suddivisioni di genere. E contrasta con quello che è in realtà un aumento a livello complessivo, forse anche sorprendente, nel 2020. Si passa infatti da un indice di 68,1 a uno di 68,4, e prosegue quel trend di miglioramento che era già in atto dal 2017.

A differenza dei cambiamenti intercorsi nell’indice della salute mentale negli anni precedenti tuttavia quello del 2020 presenta divari molto più ampi a livello di età e genere, come si vede dai dati presentati anche nella nostra infografica. A testimonianza dell’impatto profondamente diseguale che l’emergenza ha avuto sulla società.

salute mentale

Salute mentale in peggioramento anche tra gli over 65

Una prima disuguaglianza riguarda appunto il genere. Tra gli uomini la salute mentale migliora, con il suo indice che passa da 70,2 a 71, tra le donne diminuisce da 66,1 a 66. Da un lato vi sono quei segmenti di popolazione maschile che anzi hanno vissuto un incremento rilevante, come quelli rappresentati dagli adolescenti e dai 35-44enni, tra cui l’indice di salute mentale cresce rispettivamente di 1,5 e 1,8, molto più della media. Un miglioramento forse spiegabile per il 14-19enni con la possibilità di seguire le lezioni online e per i 40enni con il passaggio di larghe fasce a uno smart working particolarmente apprezzato.

La perdita di lavoro danneggia la salute mentale degli italiani

Dall’altro oltre al peggioramento tra le donne di 20-24 anni vi è quello vissuto da quelle di 25-34 e 65-74 anni.  In questi casi l’indice scende di un punto. Per quanto riguarda le più giovani non si può non pensare ai dati economici che rilevano come siano state soprattutto le donne a subìre l’impatto occupazionale maggiore della crisi, in particolare quelle con meno di 35 anni, appunto, perché più di altri occupate in modo precario in quei settori che hanno subìto maggiormente la crisi, commercio, turismo, ristorazione, intrattenimento, cultura. Negli anziani invece conta molto la paura del virus, che mette in pericolo soprattutto chi è più in là negli anni. E infatti anche tra gli uomini over 75 l’indice di salute mentale risulta peggiorato, passando da 67,9 a 66,9, ma è sempre tra le donne della stessa età che risulta più basso tra tutti, di 60,4.

Gli effetti del Covid sul disagio psicologico giovanile

Al di là dei cambiamenti avvenuti tra 2019 e 2020 considerando i dati in senso assoluto gli italiani più sereni, quindi con l’indice di salute mentale più alto, sono gli adolescenti maschi, tra cui si raggiunge 76,4, 14 punti in più delle donne over 75. Seguono gli uomini di 35-44 anni e quelli di 20-24 anni con 73 e 71,9. Gli uomini 40enni appaiono più felici delle adolescenti, per esempio.

La salute mentale per fasce d’età

In generale il livello di salute mentale scende con l’età, ma ci sono eccezioni: i 25-34enni hanno un punteggio più basso rispetto a chi ha mediamente 10 anni in più, forse perché in questa fascia di età si inizia una carriera e spesso si forma una famiglia, con le preoccupazioni e le ansie che in tale frangente sono più presenti rispetto a quando la situazione sembra essersi stabilizzata.

Allo stesso modo tra gli uomini i 65-74enni sembrano in condizioni di salute mentale migliore dei 55-64enni. I dati del 2020 in ogni caso non sono completi, e forse l’ultima parte dell’anno con la seconda ondata ha peggiorato la condizione mentale di chi già veniva da un lungo periodo di timori e restrizioni, ma lo scopriremo solo tra alcuni mesi.

I dati si riferiscono al 2016-2020

Fonte: Istat

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