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Le cause: bullismo, cyberbullismo, discriminazioni e depressione. Tutti i numeri

Il grafico mette a confronto le percentuali di persone che hanno tentato il suicidio tra la popolazione generale degli Usa (in marrone), tra le transessuali Mtf (“male to female”, cioè da uomo a donna, in fucsia), tra i transessuali Ftm (“Female to male”, cioè da donna a uomo, in blu). Sono considerate anche le crossdresser di sesso maschile (in rosa) e di sesso femminile (in azzurro) e tra le persone con un’identità di genere incerta e di sesso maschile (in verde) e femminile (in marrone).

Quanti suicidi di transessuali

I dati potrebbero essere sovrastimati perché sono stati raccolti attraverso un’associazione che difende i diritti delle persone Lgbt tanto è vero che buona parte delle persone intervistate si è avvicinata all’associazione perché ha subito atti di bullismo e cyberbullismo e discriminazioni, che aumentano la propensione alla depressione. Il binomio bullismo e suicidio si conferma, perciò, micidiale, soprattutto per le persone particolarmente fragili dal punto di vista sessuale.
Il dato, sconvolgente, è che in media il 41% del campione intervistato ha dichiarato di aver tentato il suicidio, anticipato da atti di autolesionismo, rispetto al 4,5% della popolazione generale. E’ una percentuale talmente elevata da risultare in ogni caso allarmante e che non si riscontra in altri gruppi discriminati: per esempio, hanno tentato il suicidio “solo” circa il 10-20% dei gay e delle lesbiche.

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Chi si opera è più esposto

Le transessuali Mtf e i transessuali Ftm  di solito sentono l’esigenza di trasformare del tutto o in parte il proprio corpo per adeguarlo alla propria identità di genere, ricorrendo ai farmaci e/o alla chirurgia. Negli Usa il 46% dei trans Ftm ha tentato di uccidersi almeno una volta: dieci volte di più della popolazione generale.

Per le trans Mtf la percentuale è di poco più bassa: 42%. Comunque, quello che emerge dai dati è che i transgender che non vogliono cambiare il proprio corpo hanno tentato il suicidio meno spesso di quelli che desiderano essere sottoposti a terapie ormonali o chirurgia o che vi si sono sottoposti.

Chi sono i crossdresser

Poi c’è il caso dei crossdresser: persone che non si riconoscono nel proprio sesso ma non sentono l’esigenza di modificare il proprio corpo e si limitano ad adottare l’abbigliamento e gli atteggiamenti del genere al quale sentono di appartenere.

In altri casi invece si riconoscono nel proprio sesso ma amano vestirsi con gli abiti del sesso opposto, per i motivi più vari. I crossdresser di sesso femminile tentano il suicidio con la stessa frequenza dei trans Ftm: 46%. Invece per le crossdresser di sesso maschile la percentuale è molto più bassa: 21%, ma sempre di oltre quattro volte superiore a quella della popolazione generale.

Identità di genere incerta

Le persone con identità di genere variabile o incerta si identificano a volte come uomini e a volte come donne, oppure non si riconoscono in nessuna di queste due categorie. Le persone con identità di genere variabile o incerta e sesso maschile hanno tentato il suicidio nel 38% dei casi mentre le persone con identità di genere variabile o incerta e sesso femminile ci hanno provato nel 35%.

I giovani transessuali i più fragili

Malgrado la società accetti i transgender molto più che in passato, i tentati suicidi di transessuali tra gli adolescenti sono più frequenti. Il 44% di chi ha tra i 18 e i 24 anni ci ha già provato almeno una volta mentre solo il 16% dei transgender che hanno più di 65 anni ha cercato di togliersi la vita nel corso della propria esistenza.
La percentuale di chi ha tentato il suicidio è più alta tra coloro che si sono stati emarginati dalla propria famiglia. In particolare, ha tentato almeno una volta il suicidio il 50% delle persone che non vedono più i propri figli dopo aver rivelato di essere transgender ma anche tra coloro che sono stati pienamente accettati dai familiari, il 33% ha ugualmente cercato di uccidersi.
Secondo i dati il 40% delle transessuali Mtf che si sentono riconosciute come donne hanno tentato il suicidio, ma la percentuale sale al 45% per quelle che percepiscono di essere considerate “trans” o “travestito”.
I transgender che si presentano come tali in tutti gli ambienti (famiglia, lavoro, amicizie) hanno tentato il suicidio più spesso (50%) di quelli che non lo dicono o che selezionano le persone alle quali rivelare la propria identità.

Ma c’è un Paese, in Europa, dove il suicidio è quasi un fenomeno di massa. Truenumbers lo ha raccontato in questo articolo.

 

I dati si riferiscono al: 2009
Fonte: elaborazione Ucla su dati Ntds

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