fbpx
 In Sport

Il campionato italiano è costato alle tv 4,2 miliardi, quello inglese 4,8. I francesi sono i più poveri

Nonostante la diversa appetibilità e presenza di top player, la Serie A continua ad avere il suo fascino quantomeno per le società di broadcasting sportivo. La Premier League vale 4,8 miliardi di euro in calo rispetto al contratto precedente. Chi aumenta i ricavi, invece, sono la Ligue 1 e la Bundesliga.

La Premier è sempre la più ricca

Il grafico in alto mostra a quanto ammontano i diritti tv nei massimi campionati di Inghilterra, Italia, Germania e Francia.

La Premier League in questo 2019 ha rinnovato il contratto con le emittenti televisive britanniche per la trasmissione delle partite. Nel triennio 2019-2022 l’accordo è di 4,8 miliardi di euro (4,4 miliardi di sterline) che annualmente fanno 1,6 miliardi di euro. Il campionato inglese resta la competizione più pagata dalle società di broadcasting sportivo, nonostante il calo della cifra complessiva rispetto al triennio 2016-2019 quando il contratto era di 5,5 miliardi di euro (5,14 miliardi di sterline).

Segue il campionato di Serie A con 1,4 miliardi di euro a stagione (4,2 miliardi tra il 2019-2022), che dopo anni torna ad essere trasmessa da due emittenti differenti e per la prima volta nella storia del calcio italiano una delle due è una piattaforma di streaming.

Il terzo campionato è la Bundesliga dove le squadre, per la stagione 2018/19, hanno messo in cassa 1,08 miliardi e nella stagione appena iniziata la cifra salirà a 1,16 miliardi e già si sa che per la stagione 201/21 diventeranno 1,40 miliardi di euro. La particolarità del contratto tedesco tra aziende televisive e società di calcio è che qui è quadriennale.

Il campionato più povero è quello francese. Le squadre della Ligue 1 devono suddividersi 726,5 milioni di euro. Questa però è l’ultima stagione che si giocherà con questo contratto. La lega della massima serie calcistica d’oltralpe ha già firmato il contratto per il prossimo quadriennio (2020-2024) che sarà di 1,15 miliardi a stagione. Resterà comunque il più basso tra i quattro campionati presi in considerazione.

Come sono distribuiti i diritti tv

Il grafico qui in basso, invece, mostra i criteri di distribuzione dei diritti tv in Serie A, Premier League e Bundesliga.

I criteri di ridistribuzione dei diritti televisivi della Serie A è una vera e propria selva e sono regolati dalla riforma Lotti. Dunque, a tutti i club va il 50% dell’offerta totale divisa in parti uguali; il 30% in base ai risultati (15% ultima stagione, 10% ultime 5, 5% risultati storici); 20% in base al radicamento territoriale, cioè audience tv 8% e spettatori allo stadio 12%.

In Inghilterra la suddivisione è più semplice: anche qui il 50% è suddiviso equamente; il 25% è assegnato per merito in base alla posizione ottenuta nella stagione precedente; il restante 25% è distribuito in base a quante partite della squadra sono state trasmesse in diretta.

In Bundesliga i criteri sono i più complessi: scientificamente meritocratici e niente equo compenso. Il 70% della cifra totale viene distribuita in base al patrimonio societario secondo l’andamento degli ultimi 5 anni, infatti il Bayern Monaco è la società che incassa di più dai diritti. Il 23% è assegnato secondo la competitività nella stagione precedente; il 5% per i risultati ottenuti negli ultimi 5 anni; e la Bundesliga è l’unico a dare un premio economico per lo sviluppo del settore giovanile, anche se solo del 2%.

 

I dati si riferiscono al 2019

Fonte: Lega Serie A, Dfl, Premieri League, Ligue 1

Leggi anche: Prezzo delle squadre, la Juve vale 31,4 volte il Lecce

Santi, poeti, allenatori. Il calcio vale 2,3 miliardi

Start typing and press Enter to search