Più della metà sono accise e Iva. Proroga sullo sconto al diesel, tutte le novità
Il Consiglio dei ministri di oggi, 16 settembre 2026, deve decidere se prorogare ancora lo sconto sulle accise dei carburanti, quello che riguarda il diesel. Il provvedimento in vigore vale 17,1 centesimi al litro, scade a mezzanotte del 17 settembre 2026 e sarebbe il sedicesimo decreto sul caro carburanti: l’ipotesi sul tavolo è un rinnovo breve, di sette o dieci giorni, giustificato dall’incertezza dello scenario internazionale. Sotto osservazione c’è anche la benzina, che da questa tornata di sconti è rimasta fuori. Ma quanto costa la benzina in Italia rispetto agli altri paesi dell’Unione europea?
Nell’ultima rilevazione del bollettino petrolifero settimanale della Commissione europea, quella del 7 settembre 2026, un litro di verde in Italia costa 2,0347 euro: è l’ottavo prezzo più alto dell’Unione, e sta appena sotto la media europea, che è di 2,0417 euro. Il bollettino esce ogni giovedì con i prezzi rilevati il lunedì precedente, ed è la sola fonte che misura tutti i paesi dell’Unione con lo stesso metodo nello stesso giorno. Il grafico in apertura mette in fila tutti e 27 i paesi per costo della benzina.
Dove costa di più la benzina in Europa
Il primato è danese: in Danimarca la benzina costa 2,6316 euro al litro, quasi sessanta centesimi più che in Italia. Seguono i Paesi Bassi con 2,4658 euro, poi la Germania, la Finlandia, la Francia, la Grecia e il Portogallo. Solo a quel punto arriva l’Italia. La Danimarca non è prima perché tassa più degli altri: è prima perché il carburante che arriva ai suoi distributori costa già in partenza più che ovunque nell’Unione. Quei sessanta centesimi di differenza con l’Italia valgono trenta euro a ogni pieno da 50 litri.
All’altro capo della classifica ci sono la Bulgaria e la Svezia, poco sopra 1,58 euro al litro, cioè quasi mezzo euro meno che in Italia, e insieme a loro Cipro, la Slovenia e l’Ungheria. Malta, dove c’è la benzina più economica di tutta l’Unione con 1,34 euro al litro.
Sul diesel l’Italia sta sopra la media
Il quadro cambia quando si passa al carburante di cui si occupa il Consiglio dei ministri. Il diesel italiano, nella stessa rilevazione del 7 settembre 2026, costa 2,1418 euro al litro: settimo posto nell’Unione e, questa volta, sopra la media europea, ferma a 2,1074 euro. Davanti all’Italia ci sono la Finlandia, i Paesi Bassi, la Danimarca, la Germania, la Francia e il Belgio, cioè sei paesi che sul diesel pagano ancora più di noi. Nel secondo grafico qui sotto ripete la classifica del costo del diesel in Europa.
Il motivo non è italiano ma europeo: le raffinerie colpite dalla guerra hanno reso il diesel più scarso della benzina, e i paesi che ne consumano di più lo pagano di più. Succede quasi ovunque nell’Unione, tanto che in ventuno paesi su ventisette il diesel costa oggi più della benzina. In Italia il sorpasso dura dal 12 gennaio 2026, e il 14 settembre 2026 ha portato il diesel al suo massimo storico, 2,1907 euro al litro.


Togli le tasse e la classifica si capovolge
Il bollettino europeo pubblica anche il prezzo al netto delle imposte, ed è lì che l’Italia cambia posto. Un litro di benzina, prima che lo Stato ci metta le mani, costa in Italia 0,9949 euro: meno che in tutti gli altri grandi paesi europei, dalla Polonia alla Francia, dalla Spagna alla Germania, dove il prodotto vale 1,1561 euro.
Quello che porta l’Italia dal fondo del gruppo all’ottavo posto assoluto sono le accise sui carburanti e l’imposta che ci si somma sopra. Fra accisa e Iva, il 51,1 per cento di quello che si paga alla pompa per un litro di benzina è imposte: più della metà, e la sesta quota più alta dell’Unione. Sul diesel la quota scende al 42,9 per cento, ma solo perché lo sconto in scadenza tiene bassa l’accisa: è una differenza che dura finché dura il decreto.
In Spagna la benzina costa 1,8160 euro al litro e le imposte pesano il 40,6 per cento. La differenza con l’Italia vale quasi undici euro a ogni pieno da 50 litri, e non nasce dal prodotto, che a Madrid costa più che a Roma: nasce per intero da quanto i due Stati prelevano sullo stesso litro.
Sulle accise dei carburanti l’Italia è quinta fra i paesi dell’euro
Le accise sui carburanti sono imposte fisse: si pagano sul litro, non sul prezzo, e restano le stesse che il barile costi trenta dollari o centodieci. In Italia l’accisa vale 0,6729 euro per ogni litro di benzina, e sopra quella cifra si applica poi l’Iva, che si calcola sul prezzo comprensivo dell’accisa.
Fra i venti paesi che usano l’euro, soltanto quattro chiedono più dell’Italia su un litro di benzina: i Paesi Bassi, la Finlandia, la Grecia e la Francia. Tutti gli altri stanno sotto, e alcuni molto sotto: in Irlanda l’accisa è la metà di quella italiana, in Spagna e in Portogallo poco di più. È il motivo per cui un pieno in Italia contiene decine di euro di tasse anche quando il prodotto costa poco.
Lo sconto sulle accise dei carburanti
Senza i 17,1 centesimi di sconto, e a parità di tutto il resto, il diesel italiano costerebbe 2,31 euro al litro, e l’Italia salirebbe dal settimo al quinto posto europeo, dietro solo a Finlandia, Paesi Bassi, Danimarca e Germania.
Per chi guida la differenza è di 8,55 euro a ogni pieno da 50 litri, e sale a 137 euro per un rifornimento da camion. Il governo sta valutando anche altre misure, fra cui uno sconto sul bollo auto, che è un’imposta regionale e non statale: il suo gettito va alle Regioni, e toccarlo richiede una partita diversa da quella delle accise.
I prezzi intanto continuano a salire. Sulla rete stradale italiana, il 16 settembre 2026, la benzina in modalità self ha toccato 2,132 euro al litro e il diesel 2,246.
I dati si riferiscono al: 2026
Fonte: Commissione europea, Weekly Oil Bulletin; Ministero delle imprese e del made in Italy; Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica; Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Leggi anche: Rialzi carburanti, prezzo diesel al record storico: 2,19 euro al litro






