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In caso di fusione se ne andranno in 5.000. I bancari sono calati di 89.511 unità in dieci anni

Quanti saranno i bancari che dovranno lasciare il loro lavoro dopo che Intesa SanPaolo avrà comprato Ubi Banca? Intesa San Paolo ha annunciato che, tra i benefici dell’acquisizione, attraverso un’offerta pubblica di scambio, ci sarà l’assunzione di 2.500 giovani, al fine di supportare la crescita del gruppo. D’altro canto non mancheranno le uscite: sono previste per il momento 5.000 uscite volontarie.

Il rapporto previsto, quindi, è di 1 assunzione ogni 2 uscite. Resta da capire come questo influirà sul bilancio totale dei dipendenti bancari italiani. Questo settore, secondo gli ultimi dati, è sottoposto a una perdita di addetti.

I bancari nel mondo

Osservando il grafico, si può notare che dal 2008 al 2017 si sono persi 89.511 dipendenti bancari in Italia, pari al 24.2% del totale: un quarto. Una tendenza che riguarda anche l’Europa (-17% nel decennio 2008-2017) e gli Stati Uniti (-15,2%), mentre al contrario (e a sorpresa) in Giappone sono aumentati del 35,4%. Dalle cifre dei dipendenti, indicate in numeri assoluti, si vede che l’Italia ha pochi più dipendenti bancari della Germania, ma con una popolazione inferiore (60 milioni contro 80).

I dipendenti bancari in Italia

Il calo più significativo in Italia è avvenuto tra il 2016 e il 2017, anno in cui si è registrata una diminuzione dell’11,5% dei dipendenti bancari, ovvero 23.775 persone. Questo fenomeno si spiega soprattutto con la cessione dei gruppi Bank Pekao e Pioneer Investments da parte di Unicredit. A lungo termine invece la tendenza va spiegata con la rivoluzione digitale e la diffusione dell’home banking: con la possibilità di utilizzare i servizi dal proprio computer, il numero di persone che ne usufruisce dagli sportelli fisici delle banche italiane è sensibilmente diminuito. Guardando le principali banche italiane, per esempio, si vede che dal 2008 i dipendenti proprio di Unicredit sono diminuiti del 46%, quelli del Monte dei Paschi del 30%, a quelli di Intesa SanPaolo del 15%.

La competitività delle banche

Sempre nel decennio considerato, in Italia sono in cresciuti sia la produttività (i ricavi annui per dipendente, 191.300 euro) del 5,9% che il costo del lavoro pro-capite, arrivato a 69.400 euro all’anno, +20%. Il rapporto tra il secondo e il primo indicatore mostra la competitività, in Italia allo 0,3, molto vicina a quella europea (0,31) ma distante da quella americana (0,74) e da quella cinese (addirittura 1,18). Le banche migliori sono però quelle olandesi: 1,71 nell’indice di competitività, soprattutto grazie a un +52,3% dal 2008 al 2017 della voce ricavi per dipendente. Un dato che in Cina arriva addirittura al +93,7%.

I dati si riferiscono al 2017

Fonte: R&S Mediobanca

Leggi anche: Le banche tedesche sono le meno efficienti d’Europa

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