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Intesa San Paolo e Unicredit le banche in cuil Cet1 Ratio è cresciuto di più

Quali sono le banche europee più sicure? Dipende da che parametro si prende. Si potrebbe usare quello delle agenzie di rating. Oppure quello della grandezza in termini di capitalizzazione (che rende un istituto sottoposto alla supervisione europea e, quindi, diventa impossibile che fallisca). Oppure si prende il parametro ritenuto il più importante chiamato tecnicamente Cet1 ratio che sta per “Common Tier Equity 1 ratio”.

Si tratta di un numero, espresso in percentuale, che indica le risorse patrimoniali della banche, ovvero capitale versato, riserve e utili non distribuiti, divise per le attività, che sono sostanzialmente i prestiti, ponderati però per il rischio. Se una banca ha concesso crediti a società, per esempio, molto piccole e, quindi, poco solide, il suo Cet1 Ratio si abbasserà. Se ha prestato soldi a grandi corporation (che si suppone siano più solide), il suo Cet1 Ratio è più alto.

Il Cet1 delle due principali banche italiane

Il grafico mostra la classifica delle banche del continente, o perlomeno di un campione delle più importanti, messe in ordine di Cet1 il quale, più è alto, più indica la solidità dell’istituto di credito. In questa classifica è indicato anche il Cet1 delle due principali banche italiane nel 2020. Le italiane, come si vede dal grafico, non sono certo in testa a questa graduatoria, è vero. Tuttavia sono posizionate bene, Banca Intesa con un Cet1 Ratio del 14,25% è al settimo posto, Unicredit è al decimo con il 13,44% Questo vuol dire che hanno più che sufficiente capitale per far fronte a una crisi finanziaria dei clienti, anche se in Europa altri istituti di credito ne hanno di più. Non vi sono per ora dati ufficiali sulle altre banche italiane dopo Unicredit e Intesa. In base ai numeri dell’ultimo trimestre 2019 Banco BPM era terza tra le italiane con un  CET1 ratio del 12,9%. Dopo veniva Monte dei Paschi di Siena con il 12,7%, mentre per esempio una banca che ha avuto gravi problemi come la Popolare di Bari era solo al 6,22%

Unicredit e Intesa migliorano di più dell’1% in anno

Il dato però probabilmente più indicativo è quello relativo alle variazioni rispetto allo stesso trimestre del 2019. E qui vi sono sorprese molto positive in merito alle due maggiori banche italiane, Unicredit e Intesa. Sono quasi le uniche che vedono il proprio CET1 Ratio crescere di più dell’1%, nonostante il primo trimestre 2020 includa l’inizio dell’emergenza coronavirus, i cui effetti saranno più chiari comunque nei dati sul prosieguo dell’anno.

Intesa passa da un Cet1 Ratio del 13,13% a uno del 14,25%, Unicredit da una del 12,25% a una del 13,44% con incrementi quindi del 1,12% e dell’1,19%. Solo Socièté Gènérale, che è comunque più indietro, vede un aumento simile, dell’1,1%. Negli altri casi si ferma sempre sotto l’1%. E vi sono anche diversi cali, il maggiore dei quali è quello di Deutsche Bank, del 0,93%

Le banche europee più solide

Utilizzando il parametro Cet1 Ratio nel primo trimestre del 2020 la banca più solida d’Europa in questo campione è però la danese Danske Bank che ha un Cet1 Ratio del 17,6%, in crescita del 0,94% in un anno. Al secondo l’olandese ABN Amro (17,3%) e al terzo l’inglese Royal Bank of Scotland (16,6%). Seguono due francesi, Credit Agricole e il gruppo BCPE.

La banca tedesca con i dati migliori viene in questa selezione piuttosto indietro, dietro Intesa e Unicredit, si tratta di Commerzbank, con un Cet1 Ratio del 13,2%

Significa che i prestiti concessi dalle banche scandinave in generale sono concentrati su soggetti più solidi. Il motivo? Il principale è che in Italia e nell’Europa del Sud ci sono poche multinazionali alle quali prestare soldi, dato che l’economia nazionale si basa soprattutto su piccole e medie imprese. In generale però sia per le banche italiane in particolare che per quelle del resto d’Europa il 2019 e l’inizio del 2020 ha visto dei miglioramenti della solidità, con poche eccezioni. Si è trattato di grano messo in magazzino in vista di periodi di tempesta come quelli che stiamo affrontando ora

I dati si riferiscono al: quarto trimestre 2019

Fonte: Standard & Poor’s

Leggi anche: In Italia 917.313 immobili sono ipotecati dalle banche

Le misure economiche anti-coronavirus a confronto 

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