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 In Crisi&Ripresa

La graduatoria aggiornata realizzata con i dati dell’Eba. Unicredit, Intesa San Paolo in testa

Quali sono le banche italiane più sicure? Dipende da che parametro si prende. Si potrebbe usare quello delle agenzie di rating. Oppure quello della grandezza in termini di capitalizzazione (che rende un istituto sottoposto alla supervisione europea e, quindi, diventa impossibile che fallisca). Oppure si prende il parametro ritenuto il più importante chiamato tecnicamente Cet1 ratio che sta per “Common Tier Equity 1 ratio”.

Si tratta di un numero, espresso in percentuale, che indica le risorse patrimoniali della banche, ovvero capitale versato, riserve e utili non distribuiti, divise per le attività, che sono sostanzialmente i prestiti, ponderati però per il rischio. Se una banca ha concesso crediti a società, per esempio, molto piccole e, quindi, poco solide, il suo Cet1 Ratio si abbasserà. Se ha prestato soldi a grandi corporation (che si suppone siano più solide), il suo Cet1 Ratio è più alto.

Il Cet1 delle banche italiane

Il grafico mostra la classifica delle prime banche del continente messe in ordine di Cet1 il quale, più è alto, più indica la solidità dell’istituto di credito. In questa classifica è indicato anche il Cet1 banche italiane 2019. Le italiane, come sembrerebbe indicare il grafico, non sono certo in testa a questa graduatoria. Unicredit, per esempio, è al 25esimo posto e Intesa SanPaolo al 27esimo con Cet1 Ratio rispettivamente di 13,22% e 13%. Questo non vuol dire che non siano banche sicure, vuol dire che prendendo come parametro quello della Bce, hanno abbastanza capitale per far fronte a una crisi finanziaria dei clienti, ma che in Europa altri istituti di credito ne hanno di più. Dopo Unicredit e Intesa tra le italiane viene proprio Banco BPM, che è 28esima e terza tra le italiane con un  CET1 ratio del 12,9%

Come valutare la solidità di una banca

Si capisce, alla luce di questi dati, quindi anche il problema della Banca Popolare di Bari, che il governo ha deciso di salvare dal crack con 900 milioni di euro che, attraverso Invitalia, finiranno al Mediocredito e che serviranno per ricapitalizzare la più grande banca del Sud. Il problema sta proprio nell’indice Cet1 ratio: se le banche italiane più solide sono a oltre l’11%, la Popolare di Bari mostra un Cet1 ratio al 6,22%. Il problema della solidità è clamoroso.

Al quarto posto, forse a sorpresa, si piazza Monte dei Paschi di Siena, travolta gli anni scorsi da scandali e crisi finanziarie. Con un Cet1 Ratio del 12,7% è al 29esimo posto europeo. Con un netto miglioramento rispetto all’11,35% dell’ultimo trimestre del 2018. Anche Unicredit ha visto notevoli progressi, passando nello stesso lasso di tempo dal 12,07% al 13,22%, e pure Intesa, con un incremento dal 12% al 13%. Ma tra le migliori banche italiane quella con la performance migliore è stata Banco BPM. Il suo Cet1 Ratio era al 10% a fine 2018 e in un anno è passato al 12,8%.

Le banche europee più solide

Utilizzando il parametro Cet1 Ratio nel primo trimestre del 2019 la banca più solida d’Europa è però la finlandese OP Financial Group che ha un Cet1 Ratio del 19,5%, in calo di un punto in un anno. Al secondo posto c’è la norvegese Dnb ASA (18,56%) e al terzo la svedese Svenska Handelsbanken (18,53%). La prima cosa da notare è che tra le prime 7 banche europee più solide, in base al criterio del Cat1 Ratio 6 sono di Paesi scandinavi e una è olandese. All’ottavo posto vi è la Royal Bank of Scotland Per trovare la prima “mediterranea” bisogna scendere fino al decimo posto dove c’è la francese il Credit Agricole, se vogliamo includere la Francia in questa definizione, con un CET1 Ratio del 15,94%.

Significa che i prestiti concessi dalle banche nordiche sono concentrati su soggetti più solidi. Il motivo? Il principale è che in Italia ci sono poche multinazionali alle quali prestare soldi, dato che l’economia nazionale si basa soprattutto su piccole e medie imprese. In generale sia per le banche italiane che per quelle del resto d’Europa il 2019 ha visto dei miglioramenti della solidità, con poche eccezioni. Si è trattato di grano messo in magazzino in vista di periodi di tempesta come quelli che stiamo affrontando ora

I dati si riferiscono al: quarto trimestre 2019

Fonte: Eba

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