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Ecco gli istituti che negli ultimi mesi sono cresciuti di più nel Cet1 Ratio

Jean Pierre Mustier lascerà Unicredit a fine mandato, nell’aprile 2021. Ha inciso la partita Montepaschi, che potrebbe finire al colosso di piazza Aulenti anche se le resistenze, dentro e fuori l’istituto di piazza sono tante. Nonostante questo è più che probabile che la partita Unicredit-Mps si concluda. Però, per avere un quadro più preciso del risiko bancario italiano, si dovrebbero conoscere i dati più aggiornati sulla solidità bancaria. Ma partiamo dalle basi.

Quanto è sicuro Unicredit-Mps

Quali sono le banche europee più sicure? Dipende da che parametro si prende. Si potrebbe usare quello delle agenzie di rating (quelle che valutano anche la solidità del debito degli Stati, compreso quello italiano). Oppure quello della grandezza in termini di capitalizzazione (che rende un istituto sottoposto alla supervisione europea e, quindi, diventa impossibile che fallisca). Oppure si prende il parametro ritenuto il più importante chiamato tecnicamente Cet1 ratio che sta per “Common Tier Equity 1 ratio”.

Si tratta di un numero, espresso in percentuale, che indica le risorse patrimoniali della banche, ovvero capitale versato, riserve e utili non distribuiti, divise per le attività, che sono sostanzialmente i prestiti, ponderati però per il rischio. Se una banca ha concesso crediti a società, per esempio, molto piccole e, quindi, poco solide, il suo Cet1 Ratio si abbasserà. Se ha prestato soldi a grandi corporation (che si suppone siano più solide), il suo Cet1 Ratio è più alto.

Il Cet1 Ratio delle due principali banche italiane

L’infografica in alto mostra la classifica delle banche del continente, o perlomeno di un campione delle più importanti, messe in ordine di Cet1 il quale, più è alto, più indica la solidità dell’istituto di credito. In questa classifica è indicato anche il Cet1 delle banche italiane nel 2020. Le italiane, come si vede dal grafico, non sono certo in testa a questa graduatoria, è vero. Tuttavia sono posizionate bene, soprattutto considerando che la crisi economica del 2020 ha colpito il nostro Paese più degli altri. 

Unicredit-Mps: cosa succede in caso di fusione

Banca Intesa con un Cet1 Ratio del 14,62% è al sesto posto, Unicredit è al nono con il 14,54%. Erano rispettivamente al settimo e al decimo a fine 2019. Questo vuol dire che hanno più che sufficiente capitale per far fronte a una crisi finanziaria dei clienti, anche se in Europa altri istituti di credito ne hanno di più. Non vi sono per ora dati ufficiali sulle altre banche italiane dopo Unicredit e Intesa. In base ai numeri dell’ultimo trimestre 2019 Banco BPM era terza tra le italiane con un  CET1 ratio del 12,9%. Dopo veniva Monte dei Paschi di Siena con il 12,7%, mentre per esempio una banca che ha avuto gravi problemi come la Popolare di Bari era solo al 6,22%. A guardare i numeri, quindi, un’eventuale combinazione Unicredit-Mps non inciderebbe sulla solidità complessiva.

Unicredit segna il maggior miglioramento in Europa

Il dato però probabilmente più indicativo è quello relativo alle variazioni rispetto al primo trimestre del 2020, che rivelano l’impatto legato alla crisi pandemica, che nei primi tre mesi dell’anno era solo in parte inclusa . Ebbene, vi sono sorprese molto positive in merito alle due maggiori banche italiane, Unicredit e Intesa. Non solo come si è visto cresce la loro posizione nella classifica di Standard & Poor’s, ma nel caso di Unicredit vi è il migliore aumento del CET1 Ratio registrato in questo trimestre, assieme a quello di Barclays, dell’1,1% in solo tre mesi

Infatti se Intesa passa da un Cet1 Ratio del 14,25% a uno del 14,62%, Unicredit fa ancora meglio andando dal 13,44% al 14,54% con incrementi quindi dello 0,37% e dell’1,1%. Solo Barclay appunto ne vede uno simile. Negli altri casi si ferma sempre sotto l’1% e anzi si registrano diversi cali.

Le banche europee più solide

Utilizzando il parametro Cet1 Ratio nel primo trimestre del 2020 la banca più solida d’Europa in questo campione è però la danese Danske Bank che ha un Cet1 Ratio del 17,6%, stabile rispetto al trimestre precendente. Al secondo l’olandese ABN Amro (17,3%) e al terzo l’inglese Natwest, sussiddiaria della Royal Bank of Scotland (16,6%). Seguono HSBC Group e l’olandese ING.

Dati migliori quindi per le banche inglesi e italiane, mentre la banca tedesca con i dati migliori viene in questa selezione piuttosto indietro, dietro Intesa e Unicredit, si tratta di Commerzbank, con un Cet1 Ratio del 13,4% Significa che i prestiti concessi dalle banche scandinave e inglesi in generale sono concentrati su soggetti più solidi. Il rafforzamento delle banche italiane appare però evidente e i dati migliori entreranno nel dibattito in corso dentro l’Istituto (ancora per poco) guidato da Mustier sull’eventuale combinazione Unicredit-Mps.

I dati si riferiscono al: secondo trimestre 2020

Fonte: Standard & Poor’s

Ultima modifica: 1 dicembre 2020

Leggi anche: In Italia 917.313 immobili sono ipotecati dalle banche

Le misure economiche anti-coronavirus a confronto 

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