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BUFALE-TABELLA

Gli italiani credono scie chimiche e rettiliani. E chiedono a Google di saperne di più

La linea verde indica il numero di ricerche mensili per ciascuna parola o frase e la linea blu il numero di pagine, in migliaia, indicizzate da Google come attinenti a quella ricerca.

Quante bufale in rete

A digitare “scie chimiche” sono 14.800 persone ogni mese, mentre le pagine dedicate all’argomento sono addirittura 476mila. L’idea che le scie lasciate dagli aeroplani siano in qualche modo sospette e “non naturali” appassiona gli italiani al punto che ci sono state ben 16 interrogazioni parlamentari sull’argomento. La prima pagina che Google mostra è una voce di Wikipedia riguardante la “Teoria del complotto delle scie chimiche”, che spiega come si tratti di un fenomeno perfettamente naturale: gli aerei emettono vapore acqueo che, in determinate condizioni atmosferiche, si condensa, creando una scia. Non spargono sostanze strane sostanze chimiche dagli effetti misteriosi ma solo il normale (e invisibile) inquinamento da idrocarburi, esattamente come le automobili.

La seconda pagina  che si trova con Google è invece il sito del comitato “Cieli Puliti”, gente convintissima che gli aerei spargano sostanze che favoriscono il “controllo mentale“. Va forte anche la teoria secondo cui il morbo di Morgellons (1900 ricerche ogni mese) sarebbe causato dalle scie chimiche. I complottisti sono divisi: c’è chi sostiene si tratti di un effetto collaterale e chi pensa che le scie chimiche servano proprio a farci ammalare. In realtà si tratta di una malattia mentale, che porta a credere di essere infestati da parassiti della pelle e a procurarsi ferite cercando di eliminarli.

Il sinistro gruppo Bilderberg

Il gruppo Bilderberg, in sé, non è una bufala, esiste veramente e ha pure un sito Internet ufficiale. Si tratta di un’associazione formata da circa 150 finanzieri, industriali, politici e giornalisti di altissimo livello, che s’incontrano una volta all’anno per discutere in privato e in modo informale di come va il mondo. Tuttavia, proprio perché si tratta di incontri riservati e d’élite, la fantasia dei complottisti si scatena, al punto di arrivare a sostenere che alle riunioni del Bilderberg si fanno riti magici, con orge rituali e sacrifici umani, per ottenere il potere, che i membri del gruppo hanno già in abbondanza e non in modo “occulto” ma assolutamente palese.

In realtà non sappiamo se le 12.100 persone che cercano “Bilderbergogni mese credano di scoprire sinistri complotti o se siano solo interessati a qualche indiscrezione su cosa si sono detti i partecipanti, che si impegnano con gli altri membri a mantenere il segreto sul contenuto delle discussioni. Le pagine Internet che, bene o male, ne parlano sono quasi 5 milioni. 

I rettiliani dominano il mondo

I rettiliani sarebbero degli alieni capaci di assumere sembianze umane, che hanno creato l’uomo con un’operazione d’ingegneria genetica e, segretamente, governano il mondo, con l’obiettivo di affliggerci con ogni tipo di mali, di succhiarci l’energia vitale per vivere in eterno o di sterminarci tutti, questo non è ben chiaro. I rettiliani, ovviamente, praticano il controllo mentale attraverso le scie chimiche e il microchip sottocutaneo e  stanno dietro al progetto Monarch , al gruppo Bilderberg e al signoraggio bancario. Su questi personaggi fanno ricerche 8.100 italiani ogni mese, trovando 757mila pagine in cui si spiega come riconoscerli e quelli che sono già stati identificati: di certo Elisabetta II D’Inghilterra, Barack Obama e Hillary Clinton, mentre su Papa Francesco e lady Diana le opinioni sono discordanti.

Al confronto i “grigi”, cioè i classici alieni con grandi occhi e arti lunghissimi, che siamo abituati a vedere nei film di fantascienza, contano ben poco: solo mille ricerche al mese. Del resto, secondo l’opinione dominante, sarebbero qui per guidarci sulla via della luce, quindi sono molto meno interessanti degli extraterrestri malvagi.

Il signoraggio è una truffa. Ma non delle banche

Le 2.900 persone che ogni mese cercano “signoraggio” su Google trovano prima tre siti in cui si spiega, in sostanza, che il denaro in realtà non vale nulla ed è una truffa perpetrata dalle banche ai danni degli onesti cittadini, proponendo  poi o di acquistare libri o di finanziare campagne d’informazione. Solo al quinto posto si trova la pagina della Banca d’Italia in cui si dice cos’è veramente il signoraggio: il reddito che le banche ricavano dall’emissione di moneta e che che poi versano ai rispettivi Stati.

La spiegazione di questo meccanismo è relativamente complessa e si basa sul fatto che le banche centrali nazionali e la Banca Centrale Europea hanno il compito di controllare che gli Stati non emettano troppe banconote, per evitare impennate dell’inflazione. Così qualcuno preferisce credere di dover finanziare una crociata per recuperare la “sovranità monetaria”.

La paura del controllo mentale

Ogni mese, 1.300 persone cercano “microchip sottocutaneo”. La possibilità di inserire un microchip sotto la pelle delle persone è reale, quello che è falso è che dal 2018 sarà obbligatorio farsene impiantare uno. Il timore che sta alla base di questa bufala è che lo Stato, o meglio i “poteri occulti” che lo controllano, voglia sapere in ogni momento dove si trovano e cosa stanno facendo le persone. Nella versione più estrema, il microchip servirebbe a controllare la mente di chi lo porta, teleguidandolo a distanza. Le parole “controllo mentale” vengono cercate 720 volte al mese, come “progetto Monarch”, noto anche come MK-Ultra, una serie di esperimenti condotti dalla Cia negli anni Sessanta, che avevano veramente l’obiettivo di scoprire come controllare la mente delle persone, anche attraverso pratiche criminali come la tortura. Ma, alla fine, il progetto è fallito ed è stato cancellato. Tuttavia, continua a fare paura.

C’è un rapporto tra vaccini e autismo?

Malgrado le discussioni sul presunto rapporto tra vaccini e autismo, abbondantemente smentito dalla scienza, invadano i social network, solo 420 persone al mese cercano “vaccini autismo” su Google. L’unica spiegazione plausibile è che tutti, ormai, si siano già fatti un’opinione sull’argomento e preferiscano difenderla sui social che cercare altre informazioni.

I dati si riferiscono al: maggio 2015-aprile 2016
Fonte: Google

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