Il gioco d’azzardo colpisce il 31,9% degli italiani

Il 78,6% degli adolescenti usa videogames e 1,4 milioni spende soldi online

Gli italiani che spendono soldi per giocare e vincere somme di denaro sono 16 milioni e 609mila pari al 31,9% della popolazione con 14 anni e più. Tra quelli che hanno 14 anni anni o più, il 52,9%, cioè 27 milioni e 510mila persone, gioca senza scommettere soldi mentre il 29,7% della popolazione di tre o più anni, 17 milioni 91mila persone, gioca online.

Il gioco d’azzardo è più diffuso al Sud

La rilevazione dell’Istat sul fenomeno del gioco d’azzardo in Italia, ma anche il gioco senza vincite in denaro, restituisce il quadro di un’Italia spaccata, con le scommesse più diffuse al Sud e i giochi di società più presenti al nord e dove una fetta importante di popolazione si cimenta in 4 o più giochi. Ma soprattutto a stupire (anche se fino ad un certo punto) sono i numeri impressionanti dei video giocatori, che sono soprattutto adolescenti, disposti a spendere denaro (1 su 3 lo fa) per avanzare nel gioco o comprare particolari features offerte dal videogame. E adesso vediamo i numeri, riassunti nel grafico interattivo sopra.

La suddivisione per titolo di studio

Partiamo dal gioco senza spesa e senza vincite in denaro: è più diffuso nel Nord (57,6%), poi nel Centro (53,5%), infine nel Mezzogiorno (45,9%) mentre la geografia del gioco con vincite in denaro mostra una fotografia in parte ribaltata: è più alta nel Centro (33,6%) e nel Mezzogiorno (33,1%) che nel Nord (30,3%). Se si scende al dettaglio regionale, l’inversione diventa quasi perfetta. La Calabria è ultima per abitudine al gioco non a premi (41,8%) e prima per partecipazione alle scommesse (37,4%). Il Trentino-Alto Adige fa l’esatto contrario: 67% di giocatori che gioca non per vincere denaro, la quota più alta d’Italia, e 25,3% di scommettitori, tra le più basse; la sola provincia di Trento si ferma al 23,2%. Un altro dettaglio: mentre a Bolzano il 70,6% dei residenti gioca a carte, a scacchi o ai cruciverba, in Calabria lo fa solo il 41,8%. Lo stesso fenomeno si nota se si considera il titolo di studio: tra le persone di 25 anni e più, gioca il 63,3% di chi ha almeno una laurea e il 43,3% di chi si è fermato alla licenza media mentre tra chi ha al massimo la licenza elementare la percentuale scende al 33,6%.

Il gioco d’azzardo preferito è il Gratta e Vinci

Le scommesse con vincite in denaro riguardano il 37,2% dei diplomati e il 36,2% di chi ha la licenza media, contro il 28,6% dei laureati e tra i 45-64enni scommette il 38,6% dei diplomati e il 29,6% dei laureati. Tra coloro che giocano per vincere soldi, il Gratta e Vinci è lo strumento preferito: “gratta” il 25,1% della popolazione italiana di 14 anni e più pari a 13 milioni 45mila persone. Seguono il lotto e le lotterie tradizionali o istantanee (16,5%, 8 milioni 577mila) e il Superenalotto (13,8%, 7 milioni 173mila). Da soli, questi tre prodotti coprono la quasi totalità dell’esposizione al gioco d’azzardo legale in Italia.

Molto più indietro tutto il resto: i giochi a base sportiva, come il nuovo Totocalcio, al 4,7% (2 milioni 468mila persone), gli altri giochi numerici a totalizzazione al 3,7%, il bingo al 2,9%, le slot machine, le new slot e le videolottery al 2,6% (1 milione 360mila), gli altri giochi da casinò all’1,8%, il videopoker all’1,6%, le corse dei cavalli all’1,5%.

Il 5% degli italiani pratica quattro tipi di gioco diversi

L’indagine dell’Istat misura anche quanti prodotti diversi frequenta la stessa persona nell’arco dell’anno, ed è l’indicatore che più si avvicina. La modalità più comune è un solo tipo di gioco (12,7% della popolazione), seguita da due tipologie (8,2%) e tre (6,0%), ma il 5% degli italiani dichiara di dedicarsi a quattro o più tipi di gioco diversi nell’arco di dodici mesi, e a farlo sono di più gli uomini (7,5%) che le donne (2,6%). Nel Mezzogiorno pratica quattro o più tipologie di gioco il 6,4% della popolazione, contro il 3,9% del Nord.

gioco d'azzardo in Italia

Per quanto riguarda le scommesse, si scommette di più in Calabria (37,4%), Campania (36,7%) e Abruzzo (36,2%). All’estremo opposto Trento (23,2%), Bolzano (27,5%) e Veneto (28,0%). Nei comuni centro delle aree metropolitane scommette il 33,2% dei residenti, nei comuni fino a 2mila abitanti il 27%.

A 11-14 anni tutti matti per i videogiochi

Passiamo ai videogiochi: hanno raggiunto il 29,7% della popolazione di 3 anni e più, contro il 20,7% di venticinque anni fa. Già tra i bambini di 3-5 anni la quota di utilizzatori supera la media generale (35,5%), sale al 68,8% tra i 6 e i 10 anni e tocca il massimo tra gli 11 e i 14 anni, nella quale gioca ai videogiochi il 78,6% dei ragazzini. Nella fascia 15-17 resta al 72,2%, tra i 18-24enni al 58,4%, poi scende: 41,3% tra i 25-34enni, 25,1% tra i 45-54enni, 11,4% tra i 65-74enni, 3,8% oltre i 75.

La quota di chi non ha mai toccato un videogioco in dodici mesi è del 62,8% tra i bambini di 3-5 anni, scende al 29,7% tra i 6-10 anni, tocca il minimo del 19,4% tra gli 11 e i 14, e da lì risale costantemente fino a superare il 94% tra gli ultra 75enni.

Il 36,4% degli italiani usa i giochi online

Tra gli 11 e i 14 anni gioca ai videogiochi tutti i giorni il 44,7% dei maschi e il 13,8% delle femmine e, nella stessa fascia d’età, il 35,6% dei maschi e il 38,2% delle femmine gioca almeno una volta a settimana. Sul totale della popolazione, usa videogiochi il 36,4% degli uomini e il 23,4% delle donne. Il divario è presente in tutte le classi di età ma raggiunge il massimo tra i 18 e i 24 anni, dove i videogiocatori sono il 74% dei maschi e il 38,3% delle femmine: quasi trentasei punti. Tra le persone di 65 anni e più la differenza si annulla quasi del tutto (11,1% contro 11,7% nella fascia 65-74).

Si gioca soprattutto sullo smartphone

Tra i videogiocatori di 3 anni e più, il 50,2% gioca online, cioè 8 milioni 574mila persone. Anche qui il profilo è giovane e maschile: online il 56,8% dei maschi e il 40,3% delle femmine, con il picco tra gli 11 e i 14 anni (72%), seguito dai 15-17enni (69,1%) e dai 18-24enni (68,2%). Dai 25 anni in poi la quota cala fino al 22,5% degli ultra 65enni.

Sui dispositivi il primato è dello smartphone, usato dal 64,4% dei giocatori online (5 milioni 520mila persone), davanti alla console (50,3%, 4 milioni 310mila), al computer fisso o portatile (22,9%) e al tablet (16,1%). Marginali la smart TV (4,7%) e gli altri dispositivi (1,8%). Poiché ciascun giocatore può usarne più di uno, le percentuali non sommano a cento.

Il dettaglio per sesso ribalta la gerarchia. La console è un oggetto prevalentemente maschile (57,6% contro 34,8%) e prevalentemente adolescente: la usa il 62,1% degli 11-14enni e il 68,2% dei 15-17enni, contro il 9,1% degli ultra 65enni. Lo smartphone è invece più diffuso tra le femmine (74,3% contro 59,6%) ed è il dispositivo più trasversale per età. Il tablet segue lo stesso schema di genere (22,2% contro 13,2%) e tocca il 31,2% tra i bambini di 6-10 anni.

Quanti sono i ragazzi che spendono soldi online

Torniamo al numero da cui siamo partiti. Tra i videogiocatori online di 11 anni e più, il 41% ha giocato nel 2024 con titoli che permettono di spendere denaro per acquistare strumenti — potenziamenti, risorse, accessori — o per avanzare più in fretta: sono 3 milioni 57mila persone.

Dentro quel perimetro, la quota che ha effettivamente speso “qualche volta o spesso” è del 47,9%: 1 milione 464mila persone: in pratica quando la possibilità di pagare compare dentro il gioco, poco meno di una persona su due la usa e l’Istat qualifica questo comportamento come “disfunzionale nell’utilizzo dei videogiochi”.

Il picco della spesa è tra i 15 e i 17 anni

Tra gli utilizzatori di videogiochi online che hanno incontrato la spesa in-game, ha pagato “qualche volta o spesso” il 56,2% dei 15-17enni, la quota più alta, seguono i 18-19enni (52,5%), i 20-24enni (48,2%) e i 25-34enni (47,2%). Tra gli 11 e i 14 anni la quota è del 47,9%, esattamente pari alla media nazionale.

I dati si riferiscono al: 2024

Fonte: Istat

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