A Modena Park erano 225.173. Un concerto italiano medio ne fa 464
Un concerto italiano, in media, fa 464 spettatori. Non proprio San Siro: dentro questa media ci sono club, teatri, piazze, festival e anche sagre. Poi è arrivato il 4 luglio 2026. A Tor Vergata, Roma, il concerto di Ultimo ha registrato 250 mila spettatori paganti. Per avere un’idea delle proporzioni, come mostra il grafico in apertura, sono 539 volte il pubblico di un concerto italiano medio.
Il mercato dei concerti vale 1,16 miliardi di euro
Il 26 giugno 2026 la Siae ha presentato la 90ª edizione del suo Rapporto. E per i concerti è stato un anno da record. La spesa del pubblico ha raggiunto 1.162.064.377 euro, il 17,5% in più rispetto ai 989,3 milioni del 2024. È la prima volta che il settore supera la soglia del miliardo. E lo fa con numeri piuttosto particolari: i concerti rappresentano appena il 2% degli eventi dell’intero sistema dello spettacolo, ma raccolgono il 12,5% degli spettatori e soprattutto il 27% della spesa complessiva. In altre parole, sono pochi rispetto al totale degli spettacoli, ma muovono moltissimi soldi.
I 250 mila spettatori di Ultimo non sono ancora nelle statistiche
C’è però un piccolo problema di calendario. Il Rapporto Siae pubblicato a giugno fotografa il 2025, mentre il concerto di Tor Vergata si è tenuto nel luglio 2026. Per trovarlo nelle statistiche ufficiali bisognerà quindi aspettare il prossimo Rapporto, atteso nell’estate del 2027. Il miliardo appena superato racconta dunque il mercato italiano nell’anno precedente al maxi-evento di Ultimo. Nel 2025, il concerto di musica leggera con più spettatori era stato quello di Ligabue alla Rcf Arena di Reggio Emilia, il 21 giugno, con 87.938 presenze. I 250 mila dichiarati a Tor Vergata sono quasi tre volte tanto: 2,8 volte, per la precisione.
Il 91,6% della spesa dei concerti arriva dal pop
Quando si parla di concerti, però, non tutti i generi pesano allo stesso modo. Pop, rock e musica leggera rappresentano il 57,7% degli eventi, ma raccolgono l’83,8% degli spettatori e addirittura il 91,6% della spesa. Nel 2025 parliamo di 39.195 spettacoli, 26,4 milioni di spettatori e oltre 1,06 miliardi di euro.
La musica classica, con 21.485 eventi, arriva a 3,99 milioni di spettatori e 77,8 milioni di euro. Il jazz si ferma invece a 7.210 concerti, 1,13 milioni di presenze e 19,4 milioni di euro. In compenso resta il più economico: la spesa media per spettatore è di 17,23 euro. Stesso mercato, insomma, ma scale completamente diverse.


Una notte a Tor Vergata può valere tra 12,5 e 25 milioni
I biglietti per il concerto di Ultimo erano in vendita tra 50 e 100 euro e sono andati esauriti in tre ore, nel luglio 2025. Se applichiamo quella forbice ai 250 mila ingressi dichiarati, otteniamo un incasso teorico al botteghino compreso tra 12,5 e 25 milioni di euro.
Per confronto, nel 2025 l’introito medio di un concerto italiano è stato di 17.117 euro, già il 13,3% in più rispetto all’anno precedente. Tradotto: anche prendendo la stima più prudente, la serata di Tor Vergata vale quanto circa 730 concerti italiani medi messi insieme. Con quella più alta si arriva a 1.461. Una notte contro centinaia, forse più di mille, serate normali.
Nelle grandi venue gli spettatori sono cresciuti del 40%
Nel 2024 la Siae aveva registrato un calo del 22% degli eventi negli stadi. Nel 2025, invece, la tendenza si è ribaltata. Le grandi venue, cioè gli impianti con almeno 30 mila posti, hanno ospitato 169 eventi, il 28% in più. Gli spettatori sono saliti a 5,4 milioni, +40%, mentre la spesa ha raggiunto 378,9 milioni di euro, con una crescita del 34,2%.
Sono appena lo 0,4% dei concerti pop, rock e leggera, ma concentrano il 35,6% della spesa del settore. E c’è un altro dettaglio interessante: in questi grandi spazi stanno crescendo soprattutto gli artisti italiani. I loro concerti sono passati da 80 a 129 in un anno. Quelli degli artisti stranieri, invece, sono scesi da 39 a 30.
Il biglietto medio costa 45,55 euro
Nel 2025 il prezzo medio di un biglietto per un concerto pop, rock o di musica leggera è stato di 45,55 euro, il 12,4% in più rispetto all’anno precedente. La spesa media effettiva per spettatore è stata invece di 40,34 euro.
A Tor Vergata il biglietto più economico partiva da 50 euro. Quindi anche chi ha speso meno per vedere Ultimo ha pagato più del prezzo medio di un concerto italiano. Il Lazio, peraltro, parte già da livelli elevati: è la regione con la spesa media per spettatore più alta d’Italia, 51,35 euro contro una media nazionale di 36,88.
A Modena Park furono emessi 225.173 biglietti
Prima di Ultimo, il record italiano apparteneva a Vasco Rossi con Modena Park, il 1º luglio 2017. Al Parco Enzo Ferrari furono emessi 225.173 biglietti, ma circa 5.000 erano gratuiti. I paganti effettivi furono quindi circa 220 mila. Per Tor Vergata, invece, l’organizzazione parla di 250 mila spettatori tutti paganti.
Il sorpasso quindi c’è, ma bisogna fare attenzione alle grandezze che confrontiamo: biglietti emessi e biglietti venduti non sono esattamente la stessa cosa. Per un confronto del tutto omogeneo bisognerà aspettare i dati certificati dalla Siae.
In estate si concentra il 53,7% della spesa
C’è infine un altro elemento da tenere presente: il mercato dei concerti è fortemente stagionale. Tra giugno e agosto si svolge il 34% degli eventi italiani, ma in quei tre mesi si concentra il 48,8% degli spettatori e soprattutto il 53,7% della spesa dell’intero settore. Se guardiamo soltanto a pop, rock e musica leggera, la quota sale ancora: il 55,7% del giro d’affari annuale viene realizzato durante l’estate.
Una singola serata da 250 mila paganti equivale allo 0,8% di tutti gli spettatori registrati in Italia nell’intero 2025 e al 4,6% di quelli passati per le grandi venue. Insomma, Tor Vergata non sposta soltanto la classifica dei concerti più grandi. Si inserisce esattamente nel periodo dell’anno in cui il live italiano fa più di metà del proprio giro d’affari.
Il prossimo Rapporto Siae, atteso nell’estate del 2027, ci dirà quanto il concerto di Ultimo sia stato un caso eccezionale e quanto invece faccia parte di una tendenza più ampia. Per ora un’indicazione c’è già: nel 2025 gli eventi nelle grandi venue sono aumentati del 28% e il loro pubblico del 40%, mentre il numero complessivo dei concerti pop, rock e leggera è rimasto quasi fermo, appena +0,7%. Il mercato italiano del live, quindi, non sta producendo molti più concerti. Sta producendo concerti sempre più grandi.
Anni di riferimento: 2017, 2024, 2025, 2026
Fonti: Siae, Rapporto Siae 2025 (90ª edizione)
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