Un lombardo costa meno di un valdostano. Solo al Lazio 43,3 miliardi
La Ragioneria Generale dello Stato suddivide la spesa pubblica tra le Regioni attraverso un processo chiamato “regionalizzazione”, e lo fa per chiarire come utilizza i fondi pubblici. Non tutte le spese possono essere distribuite per regione, come quelle relative alla difesa o al Corpo Diplomatico, ma molte altre sì, tra cui stipendi, acquisti di beni e servizi, trasferimenti a enti pubblici, imprese e famiglie, interessi e investimenti.
Nel 2023, lo Stato italiano ha speso un totale di 852,236 miliardi di euro: di questa somma, 340,786 miliardi sono stati distribuiti tra le Regioni, pari al 40% del totale. Circa 165,6 miliardi non sono stati assegnati alle Regioni, in quanto riguardano voci contabili, correzioni fiscali o spese all’estero, mentre il resto, 345,812 miliardi (40,6%), è stato destinato a enti e fondi, con 218,841 miliardi per gli enti e 126,971 miliardi per i fondi.
Spesa pubblica e Regioni, chi ha incassato di più?
Anche nel 2023, come già potuto constatare in passato, le Regioni che hanno ricevuto i maggiori finanziamenti statali sono quelle con la maggiore densità demografica: il Lazio, con 43,3 miliardi di euro, guida la classifica, seguito dalla Lombardia con 34,6 miliardi. Queste due regioni sono beneficiarie delle risorse più ingenti grazie alla presenza delle principali istituzioni governative e di un tessuto industriale e produttivo maggiormente sviluppato. Come si vede anche dal grafico, in questa classifica ci sono poi la Sicilia con 28,3 miliardi, la Campania con 26,4 miliardi e l’Emilia Romagna con 19,3 miliardi.
Spesa pubblica e Regioni…a statuto speciale
Per confrontare le spese statali tra le diverse regioni, è utile considerare quanto viene speso per ogni abitante. Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato, le Regioni con una maggiore spesa statale pro capite sono quelle a statuto speciale. Per ogni cittadino della Valle d’Aosta lo Stato ha speso 11.921 euro, per uno della provincia di Bolzano 11.069 euro, per uno della provincia di Trento 9.840 euro, mentre per un friulano 7.538 euro. Per un cittadino del Lazio, prima regione a statuto ordinario, invece lo Stato ha speso 7.576 euro.
Invece, lo Stato Italiano destina meno risorse ai cittadini delle regioni più industrializzate e produttive del paese. Questo divario emerge chiaramente se si guarda alla classifica capovolgendola: la spesa per ciascun toscano è di 4.413 euro, per ciascun piemontese 4.388 euro, per ciascun emiliano 4.344 euro, per ciascun veneto 3.872 euro e, sorprendentemente, per ogni lombardo soltanto 3.470 euro.
I soldi per la lotta al crimine e la sicurezza
Si possono analizzare i dati anche suddividendo le spese per singole voci. Un esempio significativo riguarda i fondi destinati al contrasto al crimine e alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. In questo ambito, la regione che beneficia del budget più consistente è ancora una volta il Lazio, con una cifra di 1,177 miliardi di euro, cifra che tiene ovviamente conto della massiccia presenza del governo e dei ministeri sul suo territorio. Segue la Lombardia, che però, pur trovandosi al secondo posto, riceve una somma significativamente inferiore, pari a 524 milioni di euro. Al terzo e quarto posto la Sicilia con 513 milioni e la Campania con 455 milioni. L’Emilia Romagna entra nella top five delle Regioni che ricevono i fondi per la sicurezza con una dotazione di 300 milioni di euro
Se consideriamo la spesa per la sicurezza pubblica in base alla popolazione, la classifica cambia completamente. Ad esempio, per ogni abitante del Lazio, lo Stato spende 206 euro per garantire la sicurezza. Seguono la Valle d’Aosta con 131 euro, la Liguria con 129 euro, la Calabria con 123 euro e il Molise con 108 euro. Ma chi riceve meno soldi per la sicurezza? Secondo i dati della Ragioneria dello Stato, i cittadini della Lombardia sono i meno tutelati: per ognuno di loro, lo Stato spende solo 52 euro, la cifra più bassa di tutte.
Lombardi e veneti, pochi soldi per l’immigrazione
In Italia, la distribuzione delle risorse destinate alla garanzia dei diritti e all’accoglienza degli immigrati mostra notevoli discrepanze tra le diverse regioni, con cifre che variano significativamente da un territorio all’altro. Ad esempio, un cittadino residente in Molise beneficia di 105 euro per le politiche migratorie, mentre in provincia di Bolzano di soli 28 euro. Le differenze sono ancora più marcate in alcune Regioni, come la Lombardia, dove per l’immigrazione ogni abitante riceve solo 31 euro, mentre in Veneto, 32 euro. E questo succede nonostante le due regioni del Nord ospitino un numero di immigrati molto più alto rispetto ad altre zone d’Italia.
Tuttavia, se si considerano i fondi complessivi in termini assoluti, la situazione cambia radicalmente. Le regioni con il maggior numero di abitanti e, conseguentemente, con una maggiore esigenza di risorse, si vedono destinate importi maggiori: il Lazio riceve infatti 362 milioni di euro, la Lombardia 311 milioni, la Sicilia 303 milioni, l’Emilia Romagna 225 milioni e il Piemonte 203 milioni.
L’eterna sfida tra Lazio e Lombardia
Su un totale di 34 categorie analizzate, il confronto tra Lazio e Lombardia, le due regioni che ricevono le maggiori risorse, vede prevalere la Lombardia in appena sette voci di spesa. La Lombardia supera il Lazio in ambiti come il “Diritto alla mobilità e sviluppo dei sistemi di trasporto”, con una spesa di 2,269 miliardi contro 1,839, e in “Opere pubbliche e infrastrutture”, dove la Lombardia riceve 26,765 milioni di euro rispetto ai 17,826 del Lazio.
Inoltre, la Lombardia ottiene più fondi per i sistemi stradali e autostradali (198 milioni contro 196), per “Ricerca e innovazione” (808 milioni contro 470), per l’istruzione scolastica (5,7 miliardi contro 3,7), per l’istruzione universitaria e post-universitaria (1,4 miliardi contro 1,1), e per il debito pubblico (15,4 miliardi contro 10,7).
Soccorso civile: il caso dell’Emilia Romagna
Ci sono poi alcuni primati in specifici capitoli di spesa che meritano di essere evidenziati, soprattutto alla luce di eventi recenti che hanno reso particolarmente rilevante l’allocazione delle risorse pubbliche. L’Emilia Romagna ha ricevuto il maggior stanziamento per il Soccorso Civile, con un totale di 1,646 miliardi di euro, un importo che riflette anche le esigenze legate alle frequenti emergenze alluvionali che hanno colpito la regione, come quella devastante del maggio 2023. A grande distanza segue l’Abruzzo, con 536 milioni euro, le Marche, con 373, la Sicilia, con 219, e la Campania, con 187.
Social Card e Pnrr: ecco la distribuzione
Un altro aspetto interessante riguarda le risorse destinate agli enti e ai fondi. Per quanto concerne la spesa corrente per gli Enti di Previdenza, nel 2023 è stata prevista una somma complessiva di 403 milioni di euro. La Lombardia conferma di essere la regione che ha ricevuto la quota più alta, con 111 milioni euro, seguita dalla Sicilia con 72. Il Piemonte ha ottenuto 42,9 milioni di euro, mentre il Veneto ha ricevuto 40 milioni, e l’Emilia Romagna 28.
Per quanto riguarda i finanziamenti destinati alla Social Card, invece, la Campania si distingue per aver ottenuto il contributo più elevato, pari a 29,677 milioni di euro, superando di poco la Sicilia, che ha ricevuto 28,655 milioni di euro. La Lombardia occupa il terzo posto con 14,401 milioni di euro, seguita dal Lazio con 12,188 milioni di euro e dall’Umbria, che ha ottenuto 11,670 milioni euro.
Nel 2023, le cinque regioni italiane che hanno ricevuto i maggiori finanziamenti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), su un totale di 6,8 miliardi di euro, sono state la Campania, con 754,454 milioni di euro, seguita dal Lazio con 704,548 milioni, dalla Lombardia con 690,857 milioni, dalla Sicilia con 660,062 milioni e dall’Emilia Romagna con 578,476 milioni.