Startup: Piemonte record tra gli under 35, il Molise per quelle a guida femminile
Smartphone, cloud e intelligenza artificiale non sono solo parole d’uso comune: dietro c’è un intero mondo produttivo che in Italia cresce senza sosta. Nel 2024 le imprese del settore ICT — quello che tiene insieme software, servizi digitali e telecomunicazioni — sono arrivate a 132.400, con un aumento del 2,1% rispetto all’anno precedente. Le persone che ci lavorano sono 631.500, con un aumento del 3,4%.
La parte più forte del comparto resta quella del software e della consulenza IT, con 56.707 imprese e 379.607 lavoratori. Seguono i servizi IT, che contano 55.292 aziende e 125.430 addetti. L’unica flessione riguarda le telecomunicazioni, dove il numero di imprese è in calo. Tutti dati che arrivano dall’Osservatorio ICT di Anitec-Assinform e InfoCamere, la fotografia più aggiornata dell’economia digitale italiana.
Lombardia capitale dell’innovazione digitale italiana
Se c’è un cuore dell’innovazione digitale italiana, batte in Lombardia. Qui operano 30.017 imprese ICT, che danno lavoro a 221.151 persone. La Lombardia è la regione con la maggiore concentrazione di aziende del settore e la più alta occupazione digitale. Subito dopo c’è il Lazio, dove le imprese ICT sono 16.255 e gli addetti 97.537: un polo che combina la presenza di grandi player tecnologici con un tessuto di piccole e medie realtà sempre più specializzate.
A seguire spicca l’Emilia-Romagna, con 9.966 imprese e 49.259 lavoratori. Qui l’innovazione passa anche dalle 737 startup e PMI ICT attive, che impiegano 4.226 addetti, soprattutto nella zona di Bologna. Più a nord-est, Friuli-Venezia Giulia e Veneto si confermano tra le aree più dinamiche per tasso di crescita del settore. Nel resto del Paese la mappa resta invece frammentata, con molte microimprese e una concentrazione minore di attività tecnologiche rispetto ai grandi poli del Nord.
Le startup italiane fanno correre il settore ICT
C’è chi inventa un’app per ridurre gli sprechi alimentari, chi sviluppa software per la sanità o piattaforme per il turismo sostenibile. Tutte queste realtà hanno un nome comune: startup. Sono imprese giovani, nate per innovare e crescere in fretta. Non operano solo nell’ICT, ma rappresentano uno dei termometri più precisi della capacità dell’Italia di creare lavoro e trasformare le idee in progetti concreti, come emerge dal rapporto del Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere elaborato su dati InfoCamere.
Secondo l’analisi, e come si vede anche dal grafico, ancora una volta la Lombardia guida l’Italia dell’innovazione con 3.321 startup, pari al 27,4% delle 12.133 attive nel Paese. Di queste, 568 sono guidate da under 35 e 382 da donne. Seguono la Campania, con 1.498 startup (242 giovanili e 232 femminili), e il Lazio, con 1.412 imprese (231 under 35 e 224 femminili). A livello provinciale, Milano resta la locomotiva dell’innovazione con 2.418 startup, seguita da Roma (1.277) e Napoli (821).
Il Nord vale metà delle startup italiane
Nel 2024 il Nord Italia si conferma la spina dorsale dell’innovazione nazionale. Secondo il Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, nell’area sono attive 6.311 startup, pari al 52% di tutte quelle italiane. Numeri che raccontano un territorio dove università, imprese e ricerca continuano a collaborare, trasformando competenze industriali in nuovi modelli di business. La spinta arriva come detto da Lombardia, e in seconda battuta da Emilia-Romagna e Piemonte, con filiere forti in ICT, manifattura avanzata, green tech, automotive e servizi digitali. È il Nord delle aziende che lavorano sull’intelligenza artificiale, sulla mobilità elettrica e sulle tecnologie per la sostenibilità.
Le startup fondate da under 35 sono 1.084, pari al 17,2% del totale settentrionale. Le restanti 5.227 hanno fondatori più esperti, segno di un equilibrio tra creatività e competenza. Il Piemonte è la regione più “giovane” con il 23,2% di startup under 35, mentre il Nord-Ovest concentra il 37,3% delle imprese giovanili italiane. Il punto debole resta il Nord-Est, dove il peso delle startup guidate da giovani scende al 15,5% e la crescita tra il 2016 e il 2024 si ferma al +12,7%, contro una media nazionale del +66,5%.
Sul fronte della leadership femminile, le startup a guida donna nel Nord sono 745, pari all’11,8% del totale. Le altre 5.566 sono maschili. La Lombardia è prima con 382 imprese, seguita da Emilia-Romagna (125) e Piemonte (75). Dal 2016 al 2024 la crescita è stata del +99,7%, ma il Nord-Est resta indietro con un incremento del +59,5%.

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