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Gli italiani pagano più dei tedeschi le prestazioni “out of pocket”, per visite o esami privati

Il Sistema sanitario nazionale, nel pieno dell’emergenza per il virus Covid19, è costantemente sul banco degli imputati. Si discute dell’andamento della spesa sanitaria, dei “tagli” e delle risorse a disposizione come è capitato raramente negli ultimi anni. Ma il modo migliore per analizzare la spesa sanitaria, quando si fanno i confronti tra Paesi, è quello di metterla in relazione al Pil, quindi alle dimensioni dell’economia, o al numero di abitanti. In questo secondo caso catturiamo anche le differenze economiche tra i diversi Stati.

Nel caso dell’Italia parliamo di una spesa sanitaria totale di 2522.52 euro a testa. E include tutto, sia quella che mette lo Stato (o i cittadini e le aziende in casse obbligatorie, in altri Paesi), sia quella sostenuta dalle famiglie in assicurazioni private, sia quella “out of pocket”, ovvero gli esborsi per visite ed esami fatti presso professionisti o strutture private, sia quelle sostenute da sistemi sanitari esteri.

Quello che salta all’occhio è il peso non trascurabile della spesa per prestazioni private, 592,43 euro, in proporzione a quella sostenuta dal pubblico per ogni residente, 1864,08 euro all’anno. Poco meno di un terzo. Anche in questo aspetto, ma non solo, le differenze con altri Paesi appaiono rilevanti.

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In Romania per la sanità meno di 500 euro

Differenze che in generale sono enormi. Basti pensare che in Europa si passa dai 493,79 euro a testa in Romania, ai 5.206,34 in Svezia. Quest’ultimo valore è più del doppio di quello italiano. Tra l’altro è proprio nei Paesi scandinavi e del Centro-Nord Europa che è maggiore il peso della spesa pubblica o degli schemi obbligatori. In Germania, Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, ma anche in Francia, rappresentano più dell’80% del totale. In Italia il 73,9%. Nel nostro Paese incide invece più che altrove la spesa out of pocket, che ammonta al 23,5% di quella complessiva. In Francia invece si rimane sotto il 10%, e in Germania ci si ferma al 12,5%.

Il confronto con Francia Germania

In Francia e Germania infatti la spesa pubblica è rispettivamente di 3.237,59 e di 3.762,04 pro capite, contro i 1.864,08 italiani, mentre quella out of pocket è di 364,39 e 557,71 a fronte di 592,43 in Italia. Vuol dire che le famiglie italiane, per costrizione o scelta, spendono di più di quelle tedesche e francesi per una ecografia privata o per una visita da uno specialista al di fuori del settore pubblico.

Il fatto che forse non sia un segnale molto positivo è che in Grecia per esempio si arriva al 34,8% di spesa sanitaria out of pocket, e solo nei Paesi mediterranei e quelli dell’Est si supera il 20%, mentre in quelli più ricchi prevale maggiormente il settore pubblico. Le assicurazioni private hanno invece ancora poco peso in Europa. In Italia solo 66,01 euro a testa sono spesi per queste. Si arriva a 634,05 euro solo in Irlanda, forse il Paese più simile agli Usa su questo aspetto, e solo qui a Cipro e in Slovenia le assicurazioni rappresentano più del 10% della spesa sanitaria.

I dati sono del 2017

Fonte: Eurostat

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La spesa sanitaria negli ultimi anni non è calata

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