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In Italia misure anti-coronavirus più ampie che in Francia, Spagna e Regno Unito

Tutto il mondo sta correndo per diminuire il numero di contagi e di morti per coronavirus. Ma allo stesso tempo anche per evitare che queste misure necessarie, i vari lockdown decisi un po’ ovunque, provochino una depressione economica duratura.

I provvedimenti economici però, a differenza di quelli contro il contagio, presentano forti differenze da Paese a Paese. E in parte sono poco paragonabili. Perchè gli interventi messi in atto si dividono tra spesa diretta e garanzie al credito, con le seconde molto più numerose e preponderanti in alcuni casi, come l’Italia e meno in altri.

Al primo posto comunque vi sono gli Stati Uniti. Si parla sui media di 2200 miliardi di dollari totali, ovvero 2022,77 euro. Sono inclusi i 350 miliardi di prestiti alle piccole e medie imprese e la creazione di un fondo di 504 miliardi di dollari per le grandi aziende, tra cui quelle aeree, che mobiliterebbero fino a 4500 dollari di prestiti, ma oltre a ciò vi sono ben 1346 dollari di spesa diretta o mancate entrate, ovvero circa 1223,29 miliardi di dollari. Una parte è dedicata all’helicopter money, ovvero al regalo, di fatto, di 1200 dollari a testa a milioni di americani che guadagnano meno di 99 mila dollari l’anno, con un bonus di 500 per bambino. C’è poi l’aumento del sussidio di disoccupazione di 600 dollari a settimana, oltre che il prolungamento dello stesso.

Dalla Spagna solo 121 miliardi di interventi

La Spagna ha messo in campo meno di tutti finora. Il piano di intervento spagnolo è nel complesso di 121 miliardi e comprende 8,9 miliardi di spesa diretta per la sanità, per il sostengo dei redditi sia dei lavoratori, dipendenti e autonomi, che delle piccole imprese, e poi 2 miliardi di garanzie per l’export e 10 per il turismo, e 100 miliardi per il credito a tutte le aziende e gli autonomi in generale.

Sembra non esserci confronto con l’Italia, dove si arriva a 775,4 miliardi, che però nella quasi totalità sono garanzie sui crediti. Le risorse spese effettivamente sarebbero 25,4 miliardi. I 25 del Cura Italia con gli stop agli adempimenti fiscali e gli aiuti in termini di bonus alle partite IVA e la cassa integrazione, e i 400 milioni di assistenza per la spesa dei più poveri, che si aggiungono a un anticipo dei trasferimenti ai comuni di 4,3 miliardi, che però appunto non sono nuova spesa. Per il resto vi sono i 350 miliardi di garanzie nel Cura Italia di marzo e poi i 400 degli ultimi provvedimenti di aprile, di cui 200 miliardi di rafforzamento del Fondo centrale di garanzia per i prestiti alle PMI e Sace, e 200 miliardi per il mercato dell’export. Si tratta di euro potenziali, naturalmente, che si attiverebbero solo se le aziende non potessero ripagare i prestiti, garantiti al 90% in generale, e al 100% per le aziende più piccole.

In Germania le misure anti coronavirus per 944,2 miliardi

Solo in Germania in Europa  si fa più che in Italia. Qui la manovra, a livello di spesa, è di 156 miliardi, e include infatti 33 miliardi di minori entrate per uno stimolo netto di 122,5 miliardi, il 3,6% del PIL che porterà il Paese in deficit dopo tanti anni. 50 miliardi sono gli aiuti alle piccole imprese e agli autonomi, e 60 miliardi i sostegni al reddito delle famiglie e i sussidi aggiuntivi. Tuttavia considerando anche in questo caso A livello di garanzie sui prestiti parliamo invece di 822 miliardi, di cui 600 per le grandi imprese tramite anche la KfW, la Cassa Depositi e Prestiti tedesca. Nel complesso le risorse mobilitate ammontano a 944, 2 miliardi.

In Francia si torna a cifre più basse, ovvero a 45 miliardi di interventi diretti per imprese, lavoratori, persone vulnerabili, cui si aggiungono garanzie per i crediti che ammontano a 300 miliardi. Una cifra di poco superiore si ritrova nel Regno Unito , dove tra garanzie e spesa effettiva si arriva, secondo il governo,a 350 miliardi di sterline, quasi 400 miliardi di euro. In parte, per 20 miliardi, sterline parliamo di tagli di tasse e sussidi. Sarà garantito poi l’80% degli stipendi, fino a 2500 sterline a persona.

La limitatezza degli stimoli spagnoli e la vastità di quelli italiani spiegano anche l’insistenza dei loro governi per un aiuto più deciso europeo, tramite il MES o il CoronaBond. Nel caso italiano in particolare si tratta di avere risorse per mantenere le spese già fatte.

Fonte: Senato Italiano

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