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Tutti i dati ufficiali: i permessi di soggiorno concessi sono stati 3.247.129. Ecco dove

I dati del grafico sopra indicano i permessi di soggiorno concessi a immigrati per provincia e regione nel 2016. In tutto sono stati 3.247.129.

Gli immigrati per provincia

Più della metà dei permessi sono stati concessi al Nord: 1.982.839. In Lombardia la maggioranza relativa di 818.725, seguita dal Lazio con 371.642. Da notare quanti pochi siano al Sud: in Campania, che ha gli stessi abitanti del Lazio, sono solo 157.511, meno della metà e sono meno di 100mila in Sicilia, che ha una popolazione simile. A livello di immigrati per provincia Milano è quella che conta più permessi di soggiorno: 384.853.  Segue Roma con 315.749. Il minimo nella piccola Oristano, con 1.419.

La percentuale per abitante

Ma più importante del numero degli immigrati per provincia è il conto dei permessi di soggiorno per abitante: solo questo rapporto dà l’idea della maggiore o minore concentrazione di immigrati per provincia, a prescindere dal valore assoluto. I dati sono mostrati dal grafico sotto.

Ebbene, in testa c’è Prato. E di gran lunga: 17.113 permessi di soggiorno ogni 100mila abitanti. Ovvero: di fatto più del 17% dei suoi residenti ha avuto un permesso di soggiorno rinnovato o concesso per la prima volta.

Sono in gran parte cinesi, naturalmente. Una situazione particolare, diversa da molte altre aree. A seguire ci sono due province dell’Emilia Romagna: Reggio Emilia e Modena con, rispettivamente, 9.745 e 9.704 permessi per 100mila abitanti. Sono da sempre tra le aree con più immigrati, impiegati soprattutto nell’industria zootecnica. Sono in gran parte asiatici, indiani, in particolare. Ma non solo.
Milano è “solo” al quarto posto, con 9.416 permessi di soggiorno ogni 100mila residenti, davanti a un’altra città emiliana, Parma. Poi viene Mantova con 9.137, una provincia lombarda che economicamente è molto simile all’Emilia. Seguono Bergamo e Brescia e poi Firenze e Piacenza.

La prima provincia che non sia dell’Emilia Romagna, della Lombardia o della Toscana, che sono il centro dell’immigrazione regolare in Italia, è Macerata, con 8.172 permessi ogni 100mila abitanti. Nessuna provincia meridionale si colloca al di sopra della media italiana degli immigrati per provincia, che è pari a 5.359 permessi ogni 100mila abitanti. La prima è Teramo, se vogliamo considerarla tecnicamente del Sud, con 5.186, seguita da l’Aquila.
La prima provincia di “vero” Sud è, invece, Ragusa, con 4.293 concessioni e rinnovi su 100mila abitanti. Nel Sud Est della Sicilia c’è da sempre una industria orto-frutticola intensiva che costituisce una eccezione nel panorama meridionale. Agli ultimi posti aree periferiche, come Enna o Oristano, con meno di mille permessi per 100mila abitanti. Sotto i 2 mila anche province popolose come Palermo e Catania.

La mappa delle diversità

La mappa qui sotto mostra molto bene le diversità territoriali. Di fatto questa è la mappa che mostra la percentuale degli immigrati per provincia. Come si vede i permessi sono concentrati nella pianura padana centrale con la sua agricoltura intensiva e specializzata, nonché nei distretti della manifattura, più l’area milanese, con i suoi servizi alla persona. Si potrebbe sovrapporre alla mappa dell’occupazione o del reddito pro-capite perché gli immigrati vanno dove c’è più ricchezza e più lavoro.
Non a caso al Sud la concentrazione di stranieri è meno di un terzo: Sicilia, Calabria, Sardegna, terre da cui anche gli italiani emigrano, non sono attrattive per nessuno.


Ma è veramente il lavoro l’unico motivo per cui gli stranieri arrivano nel nostro Paese?
No, a quanto pare la maggioranza relativa dei permessi è per motivi di famiglia, di fatto ricongiungimenti familiari tra genitori e figli, tra coniugi, o parenti stretti: si tratta di 1.380.925 permesso, il 42,5% del totale. I dati sui motivi della concessione dei permessi sono mostrati dal grafico sotto.
Quelli per lavoro subordinato sono poco meno, il 39,4%.

Certo, insieme ai permessi per lavoro autonomo sono il 46,7%, al primo posto, ma comunque meno della metà. E’ probabilmente tra questi che si trovano gli immigrati che sono riusciti a comprare una casa e, quindi, si presume, ad integrarsi sia dal punto di vista economico che sociale. Perché poi vi sono le varie forme di protezione, che sia la richiesta di asilo, nel 2,4% dei casi, o l’ottenimento dello stesso, per il 0,7%, o altri strumenti simili. Nel complesso quelli legati all’asilo assommano al 5,3% dei motivi per i quali vengono concessi i permessi. Poi vi sono coloro che sono in Italia per motivi religiosi, il 0,7%, o per questioni minori.

In generale distinguendo per regione, è al Nord che ci sono più permessi per lavoro subordinato, il 42,8% in Lombardia, ma sono curiosamente il 43,6% in Campania, dove però, ricordiamolo, sono molto pochi in valore assoluto.

Immigrati lavoratori autonomi

In generale il Sud supera la media nazionale per la proporzione di permessi finalizzati al lavoro autonomo. Si tratta di venditori ambulanti o proprietari di piccoli negozi: attività più presenti al Sud che nel resto d’Italia dove prevale il lavoro dipendente.
Al Nord sono anche maggiormente concentrati i ricongiungimenti familiari, che sono il 47,6% in Piemonte e il 49,8% in Trentino Alto Adige, e sono invece sotto il 30% in Campania. Al Sud sono decisamente di più, in percentuale, le richieste di asilo e protezione. Le richieste d’asilo sono infatti il 5,2% delle motivazioni dei permessi nel Sud e il 5,4% nelle Isole. Tra tutti i motivi legati alle protezioni umanitarie nelle Isole si raggiunge il 16,8% dei permessi. Nel Sud il 12,1%. Contro il 3,2% del Nord-Ovest.
Di fatto la circostanza che gli sbarchi avvengono soprattutto in Sicilia influisce molto. In aree in cui di immigrati ve ne sono pochi, i nuovi sbarcati incidono molto e sono uno su 6 di fatto tra tutti gli stranieri che chiedono un permesso. Al Nord invece il fenomeno conta molto meno.

Dove va chi si ricongiunge

Il grafico sotto mostra altri dati interessanti: i motivi della concessione dei permessi su base regionale. Si scopre così che in regioni con numeri molto piccoli come Basilicata e Molise i permessi per richiesta di asilo arrivano al 16,9% e al 15,7% mentre la concessione del permesso per motivi religiosi raggiunge il 4,6% nel Lazio, contro una media del 0,8%. Il motivo è chiaro: il Vaticano. Nel Lazio anche il massimo di concentrazione dei motivi di studio, 2,6%.

La somma per area non fa 100 perché non si considerano i motivi minori.

Da dove vengono gli immigrati

Il grafico sotto mostra, infine, la provenienza degli immigrati ai quali è stato concesso il permesso di soggiorno. Come si vede c’è un grande equilibrio tra europei, africani, e asiatici: 928.559 i primi, 982.377 i secondi, 978.614 i terzi.

Gli europei sono maggiormente presenti nel Nord Est, molto probabilmente sono coloro che provengono da Ucraina, Moldova, Balcani. A Nord Ovest invece prevalgono gli africani: sono 383.995 contro i 269.532 europei e i 320.061 asiatici. Questi ultimi sono maggiormente concentrati nel Centro, e certo qui i cinesi in Toscana contano. Al Sud, anche se su livelli minori, ancora grande equilibrio. Europei, asiatici, africani tra i 101.205 e i 112.247.
Infine: prevalenza di africani nelle Isole, dove sono 61.132: la metà del totale. E questo non deve stupire: è proprio in Sicilia che avvengono la quasi totalità degli sbarchi, che coinvolgono quasi solo persone provenienti dall’Africa. Quelle stesse persone delle quali la Germania, che negli anni scorsi è stata una delle nazioni più accoglienti, nel 2017 ha bloccato l’arrivo: basta guardare i numeri ufficiali del governo di Berlino che Truenumbers ha pubblicato in questo articolo.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Ministero dell’Interno

Leggi anche: Nel 2017 la Germania ha alzato il muro anti-immigrati

Il 54% dei minori immigrati è sfruttato sessualmente

 

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