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I conti degli scaglioni Irpef: quello tra i 35mila e i 75mila euro è il primo per importo versato

Se negli Usa il gettito (l’insieme delle entrate fiscali) è sostenuto in particolare dai ricchi, in Italia arriva soprattutto dalla cosiddetta classe media. Ma vediamo meglio chi sono gli italiani che contribuiscono di più al gettito fiscale. La tabella qui sopra rappresenta, infatti, il gettito Irpef dello Stato in base agli scaglioni di reddito dei contribuenti. I dati sono stati raccolti dalle dichiarazioni fiscali del 2018 (anno di imposta 2017).

L’Irpef e gli scaglioni di reddito

Andando in ordine il primo gruppo significativo è quello di coloro che hanno reddito negativo o comunque inferiore a 1.500 euro, di fatto i nullatenenti. Sono poco meno di 4 milioni, il 9,6% dei contribuenti. Come è facile immaginare nel loro caso il gettito è addirittura negativo, di 11 miliardi e 751 milioni di euro, ovvero il -1,4% del gettito totale.

Viene poi lo scaglione dell’Imposta sul reddito persone fisiche di quelli che guadagnano tra 1.500 e 6mila euro, composto di 3 milioni e 741mila persone, il 9,1%. Siamo, nel caso si sia dipendenti, nella no tax area. E infatti qui è gettito è positivo, sì, ma minimo, di 13 miliardi e 641 milioni di euro: l’1,6% del totale. Ovvero il 9,1% della popolazione paga l’1,6% delle tasse in questo caso. Il gettito aumenta nel caso dello scaglione successivo, tra 6 mila e 10mila euro, rappresentato dal 12,9% dei contribuenti. Questi versano 41 miliardi e 271 milioni di euro, il 4,9% del gettito.

Tasse, chi paga di più?

Tra i 10 e i 15mila euro i contribuenti sono pochi di più, 5 milioni e 601 mila euro, il 13,6% del totale. Versano però quasi il doppio rispetto allo scaglione precedente, 69 miliardi e 746 milioni, che corrisponde all’8,3% del gettito.
Lo scaglione successivo, tra 15 e 20mila euro, è l’ultimo che dà meno che proporzionalmente rispetto alla sua numerosità. Visto che i 5 milioni 806 mila contribuenti che ne fanno parte, il 14,1% di tutti i contribuenti, versano il 12,2% del gettito, 102 miliardi e 82 milioni.

Dopo i 20mila euro le cose cambiano. Tra i 20 e i 26 mila euro vi sono 6 milioni e 377 mila cittadini, il 15,5%, che però versano il 17,3% dell’Irpef, 145 miliardi e 327 milioni. Cresce la quantità di imposte pagate da chi si ritrova a guadagnare tra i 26mila e i 35 mila euro: nonostante si tratti di meno persone, 5 milioni e 344 mila, il 13%, che però versano il 19,1% del gettito, 159 miliardi e 770 milioni. Tra i 35 e i 75mila euro il numero dei contribuenti scende a 4 milioni e 124 milioni, esattamente il 10%, ma l’Irpef pagata cresce a 192 miliardi e 496 milioni, il 23%.

Lo scaglione dei più ricchi

Nel complesso possiamo dire che quel 38,5% di quanti guadagnano tra 20mila e 75 mila euro è responsabile del 59,4% del gettito. Manca l’ultimo scaglione, quello dei più ricchi, che in Italia è molto piccolo (per l’evasione?). Al di sopra di un reddito di 75mila euro ci sono 938mila persone, il 2,3% del totale, che pagano il 15% delle tasse, 125 miliardi e 646 milioni di euro.

Unendo questo agli ultimi due abbiamo che il 25,3% dei contribuenti, quelli sopra i 26mila euro, versa il 57% del gettito. Non cambia il fatto che per arrivare al 50% dell’Irpef pagata si devono coinvolgere anche redditi non certo ricchi, appunto anche sotto i 30 mila euro. Diventa molto chiaro che in Italia la spesa pubblica, il welfare, le pensioni sono pagate con il contributo indispensabile anche di chi prende circa 1.500 euro al mese.

Fonte: Ministero delle Finanze
I dati si riferiscono al: 2017 

Leggi anche: Tasse in Italia: nel 2017 si è toccato il record storico

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