Quanto guadagna un arbitro di serie A: 60mila euro a stagione

Per ogni match 3.800 euro, ma nella Champions si arriva a 5.800 più bonus

Ci sono calciatori che guadagnano milioni al giorno. E ci sono gli arbitri che non guadagnano pochissimo. Sapete quanto guadagna un arbitro di Serie A? Ad ogni partita un arbitro incassa mediamente 3.800 euro (lordi). In una stagione, in cui il giudice di gara scende in campo 15-16 volte, guadagna 60mila euro. Senza tener conto poi della retribuzione fissa legata al numero di partite disputate e ai diritti d’immagine, come vedremo dopo.

Quanti sono i tesserati alla Figc 2019-2020

Nella stagione 2019-2020 i tesserati alla Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio) sono oltre 1,3 milioni, dei quali il 78% (cioè 1 milione) calciatori. Un altro 18% sono dirigenti (237.405) e il 4% restante sono arbitri (30.861) e tecnici (29.169). Dei 30.861 arbitri tesserati 29.111 sono uomini e 1.750 donne. Nel 2018-2019 gli arbitri tesserati erano di più: 31.534. Si registra, quindi, un calo del 2,1% nell’ultima stagione.

Quanto guadagna un arbitro di serie A in una stagione

Per ogni stagione di Serie A l’Aia (Associazione Italiana Arbitri) seleziona 20 arbitri, tra cui un paio di debuttanti, che lavorano come liberi professionisti con partita Iva. Il compenso di un arbitro, quindi, viene calcolato su basa lorda, da cui poi detrarre le tasse. Ma quanto guadagna un arbitro di serie A? Come detto, ogni arbitro per ogni partita arbitrata guadagna un compenso di 3.800 euro lordi. Un assistente del direttore di gara, come evidenziato nel nostro grafico sopra, incassa mille euro a partita, mentre il quarto uomo (l’ufficiale di gara che collabora con i 2 assistenti arbitrali e l’arbitro) ne percepisce 500.

E l’arbitro in sala Var (Video Assistant Referee, Video Assistenza Arbitrale)? Prende ben 1.500 euro solo per controllare la moviola. Il suo assistente ne incassa 700 ad ogni match seguito. Solo il servizio Var, dunque, ha un costo di 25mila euro, una stima calcolata moltiplicando il compenso dell’arbitro di Var per una media di 15-16 partite a stagione.

Il guadagno di un arbitro per la Coppa e la Supercoppa italiana

Il compenso di un arbitro per la Coppa Italia può variare in base ai turni arbitrati e agli introiti pubblicitari. Per gli ottavi generalmente incassa mille euro a partita, ai quarti 1.500 euro a match, alle semifinali 2mila euro e alla finale 3.800 euro, la stessa cifra se arbitra la Supercoppa italiana.

Lo stipendio di un arbitro in Champions League

Gli arbitri più “ricchi” sono quelli che arbitrano in Champions League: per una partita europea possono incassare tra i 4.800 e i 5.800 euro. L’Uefa (Unione Europea delle Federazioni Calcistiche Europee) prevede, inoltre, altri 200 euro extra al giorno per gli arbitri (dalla partenza al rientro) e altri 200 euro una tantum come rimborso forfettario.

quanto guadagna un arbitro di serie a

Quanto guadagna un arbitro di serie A con il “fisso”

Oltre al compenso per ogni partita arbitrata, ad ogni arbitro spetta anche un compenso fisso qualificato come “diritto di immagine” e legato alla quantità di partite disputate. Gli importi? Un arbitro di fama internazionale riceve 80mila euro all’anno; da 1 a 25 partite arbitrate lo stipendio fisso è di 45mila euro all’anno, da 26 a 50 competizioni l’arbitro riceve 55mila euro annui, da 51 a 71 partite il guadagno è di 62mila all’anno e oltre le 71 partite è di 72mila euro.

Gli arbitri storici della Serie A

Ci sono alcuni arbitri che sono passati alla storia. Tra questi:

  • Sergio Gonella, che ha arbitrato 165 partite in Serie A. Ha esordito negli anni ’60 e ha concluso la sua carriera di arbitro nel 1978. Per la sua imparzialità e dedizione ha ricevuto il Premio Mauro, il premio assegnato al miglior arbitro della stagione.
  • Luca Banti, arbitro in Serie A dal 2005, anno in cui ha ottenuto il Premio Bernardi come miglior arbitro debuttante. Ha arbitrato la partita Juve-Lazio nella storica finale di Supercoppa italiana a Shangai nella stagione 2014-2015. Arbitra sia in Fifa che in Uefa.
  • Pierluigi Collina, uno dei più noti nel mondo. Ha vinto nel 1992 il Premio Bernardi nel 1992 e nel 1999 il Premio Mauro. Ha diretto la finale dei mondiali del 2022. Dal 2005 è supervisore degli arbitri della Federazione calcistica dell’Ucraina.
  • Nicola Rizzoli, che ha arbitrato diverse volte sia in Coppa Uefa che in Champions League. Ha diretto la finale di Uefa Champions League 2012-2013 e la finale dei Mondiali del 2014. Ha ottenuto il premio come miglior arbitro Aic (Associazione Italiana Calciatori) e il Premio Giulio Campanati come miglior direttore di gara del Campionato Europeo di Francia 2016 (Coppa Uefa).
  • Stefano Braschi, arbitro in serie A dal 1992. Ha lavorato come arbitro internazionale nel 1996 ed ha arbitrato la finale di Champions League 1999-2000. È stato premiato con il Premio Mauro. Dal 2010 è referente della Commissione Arbitri Nazionale, l’Organo Tecnico dell’Aia che designa gli arbitri e gli assistenti per le gare dei campionati di Serie A, Serie B, Serie C, Serie D.

I 2 migliori arbitri italiani del 2020

Daniele Orsato, l’ultimo arbitro ad aver diretto la finale di Uefa Champions League 2019-2020, ha ottenuto la nomina dall’Iffhs (International Federation of Football History and Statistics, Federazione internazionale di storia e statistica del calcio) come miglior arbitro del mondo.

E nel 2020 Pierluigi Collina è stato nominato come miglior arbitro della storia del calcio dal periodico francese France Football.

I dati si riferiscono al: 2019-2021

Fonti: Aia, Fgci

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