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I rider non si sono fermati in queste settimane di lockdown. In Svezia si arriva a 13 euro l’ora

Le città sono ferme, ma loro sfrecciano – come sempre – per consegnare il cibo a chi deve restare chiuso in casa. L’attività dei rider è stata una di quelle che non si è fermata in questo lockdown per il coronavirus e molti bar e ristoranti hanno incrementato l’offerta delle consegne a domicilio perché avevano l’obbligo di tenere i locali chiusi. I rider, però, negli ultimi giorni hanno protestato per la mancanza di condizioni di sicurezza. Ad esempio, davanti ai ristoranti si formano talvolta code di rider in attesa e, quindi, assembramenti che possono diventare pericolosi.

Il lavoro di questi ragazzi rientra nella categoria del “platform work”, una forma di occupazione che utilizza una piattaforma online per abbinare l’offerta e la domanda di lavoro retribuito. Il loro lavoro è stato al centro anche del lavoro di magistrati e giudici in risposta alla cause legali di alcuni rider che chiedevano, in sostanza, condizioni di lavoro migliori. Già, ma quanto guadagna un rider?

Quanto guadagna un rider

Definirlo è molto complicato: il mondo dei rider vive ancora in un’ombra più o meno ampia di vacatio legis. C’è un ampio insieme di retribuzioni legate ad una serie di variabili, che includono non solo la forma contrattuale (lavoratore autonomo o dipendente), ma anche il mezzo di trasporto o il giorno della settimana in cui si consegna. 

Il grafico in alto mostra la complessità di questo universo retributivo, mettendo a confronto quattro Paesi dell’Unione Europea: Svezia, Austria, Italia e Francia. Non essendo ancora presente un tabulato definitivo delle retribuzioni, i dati sono frutto di interviste effettuate dall’Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. E sono i dati più attendibili reperibili.

Il paese in cui si guadagna di più è la Svezia, dove i lavoratori vengono pagati 11 euro l’ora durante la settimana e 13 euro l’ora nei fine settimana. Segue la Francia: qui i fattorini sono inquadrati con un contratto di microimpresa e possono guadagnare 7,50 euro all’ora nei giorni feriali e 11,50 euro nel weekend, con l’aggiunta di un bonus di 2 euro a consegna. Con ben quattro euro di differenza, quindi, si cerca di incentivare l’impegno lavorativo nel weekend.

La paga di un rider austriaco

In Austria, la paga è legata al tipo di inquadramento contrattuale: un rider dipendente riceve 7,60 euro all’ora e 60 centesimi per ogni ordine. Se, invece, il fattorino è un lavoratore autonomo, incasserà solo 4 euro all’ora, ma 2 euro a consegna. Questa differenza determina, quindi, un grande incentivo per i lavoratori autonomi ad effettuare il delivery nel minor tempo possibile.

Quanto si guadagna con Deliveroo

La situazione si complica ulteriormente in Italia. In questo caso, i dati raccolti da Eurofound riguardano solo due delle catene di consegna cibo a domicilio più diffuse: si tratta di Deliveroo e di Foodora (quest’ultima presa in esame prima dell’acquisizione da parte di un altro player del food delivery, Glovo).

Quanto guadagna un rider che lavora per Foodora? Ha un tariffario di 8 euro all’ora e 4 euro a consegna. Deliveroo, invece, effettua una distinzione in base al mezzo di trasporto utilizzato: la paga è di 7 euro per chi si muove in bici e di 8,50 euro per chi utilizza il motorino. Viene quindi conferita una sorta di rimborso sul carburante.

La Procura indaga sulle condizioni di lavoro

Da qualche settimana il mondo dei riders vive sotto i riflettori grazie all’indagine avviata dalla Procura di Milano, che sta cercando di assicurarsi che non ci siano violazioni delle norme sulla sicurezza del lavoro, che si evitino possibili forme di caporalato digitale e che aumentino incidenti stradali e problemi igienico-sanitari. 

Di recente, inoltre, il governo ha cercato di regolamentare il settore con il decreto legge 101 del 3 settembre 2019. La normativa prevede che ai fattorini vengano riconosciuti stessi diritti, retribuzioni e contribuzioni dei dipendenti dell’azienda per cui lavorano.

I dati si riferiscono al: 2018

Fonte: Eurofound

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