La maggior parte nei professionali. Il primo anno è quello con più ripetenti 10,3%
Essere bocciati alla maturità è il peggior incubo degli studenti, ma i maturandi possono stare tranquilli le statistiche sulle bocciature nella scuola italiana ci dicono una cosa: quelli che vengono bocciati di più sono gli studenti del primo anno delle superiori. Per la precisione, secondo i dati più recenti del Miur, non riesce a superare il primo anno di scuola secondaria di II grado il 10,3% degli studenti.
Bocciati alla maturità solo lo 0,2% degli studenti
Le statistiche mostrano quindi come, una volta ammessi all’esame di maturità, sia praticamente fatta. Solo lo 0,2%, difatti, viene bocciato all’esame di stato che sancisce la fine del percorso di studi superiori. Ma non è stato sempre cosi, se negli anni passati gli studenti bocciati alla maturità sono sempre stati un numero esiguo, lo 0,3% nel 2019, lo 0,4% nel 2018, lo 0,5% nel 2017, non si può dire la stessa cosa degli studenti che hanno fatto la maturità a fine anni Novanta e inizio Duemila.
Nel 1999 i bocciati furono il 5,1% dei candidati, nel 2000 il 4,8%, nel 2001 il 3,2%. Ma bisogna tenere conto che la legge, allora, prevedeva per tutti l’ammissione all’esame di maturità, se teniamo conto degli studenti non ammessi all’esame sommandoli con quelli bocciati all’esame finale (lo sbarramento è entrato in vigore nel 2007) scopriamo che non ci sono molte differenze tra oggi e vent’anni fa: il 3,9% nel 2019, il 4,0% nel 2018, il 3,9% ancora nel 2017. Anche nel 2021, il 4% dei candidati alla maturità non è stato ammesso.
Studenti bocciati, ogni anno sono sempre di meno
In Italia tuttavia, se guardiamo a tutte le classi e scuole superiori nel complesso, scopriamo che si boccia sempre di meno, come si può evincere dall’infografica in apertura che mostra come dal 2014 al 2019 la percentuale di studenti bocciati sia calata di tre punti percentuali, passando dal 9,8% al 6,8%. Gli istituti dove la penna rossa dei professori consuma più inchiostro sono quelli professionali, nel 2019 nelle scuole che prevedono un percorso abilitante verso una professione lavorativa gli studenti bocciati sono stati il 10,4%, una percentuale alta ma in deciso calo rispetto all’anno precedente quando si attestava al 12,1%. Scendono le bocciature anche nei licei, dal 4,2% al 4%, e negli istituti tecnici, dal 9,8% al 9,5%.
Studenti rimandanti a settembre, ecco cos’è la sospensione del giudizio
Rispetto ai bocciati gli studenti rimandati a settembre sono molti di più, per la precisione il 21%. Per loro si applica la sospensione del giudizio, un vero e proprio limbo, ecco come funziona: lo studente a fine anno scolastico non riceve nessun voto sul tabellone perché lo scrutinio viene, appunto, sospeso. I professori riapriranno la pratica a settembre e, se lo studente rimandato riuscirà a superare le verifiche di recupero, lo ammetteranno all’anno successivo, in caso contrario dovrà ripetere l’anno. Questo vuol dire una sola cosa per gli studenti con sospensione del giudizio: andare a scuola anche a luglio per partecipare ai corsi di recupero.
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Regioni con più bocciati, Sardegna e Lombardia maglie nere
Le Regione italiane con più studenti bocciati alle superiori risultano Sardegna e Lombardia. Nell’Isola nel 2019 gli studenti promossi sono stati infatti solo il 63,3%, non ha fatto molto meglio la Lombardia che registra una percentuale di ammessi pari al 67,8%. Di contro le Regioni dove si boccia di meno sono Puglia, dove i promossi nel 2019 sono stati il 79,3%, Calabria, 79% e Umbria, 78,7%. Nel grafico qui sotto, (non sono compresi i risultati di Trentino e Valle d’Aosta in quanto non inclusi nel report stilato dal Miur) la classifica delle regioni italiane in base al tasso di promozione, in vetta l’Umbria con il 78,7% di promozioni scolastiche
Quante volte si può essere bocciati alle superiori?
Nello stesso istituto si può ripetere la stessa classe al massimo per due volte dopo le quali lo studente è obbligato a iscriversi in un’altra scuola. A dirlo è la legge, precisamente l’articolo 182 del Decreto Legislativo 297 del 16 aprile 1994. Per quanto riguarda il numero di bocciature complessive non esiste un limite ma dopo i sedici anni di età, alla scadenza dell’obbligo scolastico, viene meno la possibilità di iscriversi nuovamente a un corso diurno e subentra il diritto all’iscrizione ai corsi per adulti.
Ultimo aggiornamento: giugno 2022
Fonte: Ministero dell’Istruzione
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