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Sesti in Europa, dove la media è del 10,2%. In Croazia dispersione scolastica ai minimi

In Italia è sempre stato un problema, che ha colpito in particolare le regioni e le aree meno sviluppate, il Mezzogiorno in testa, si tratta dell’abbandono scolastico, che è anche tra i temi caldi su cui sono puntati i riflettori dell’Unione Europea. Tra gli obiettivi del Piano strategico Europe 2020, varato nel 2010, infatti c era anche quello di portare il tasso di abbandono scolastico al 10%.

Nel 2019, secondo i dati Eurostat, la percentuale di giovani europei tra 18 e 24 anni che ha lasciato gli studi prima di diplomarsi è stata dell’10,2%. Obiettivo quasi centrato, insomma, tuttavia la percentuale italiana si è rivelata ancora una volta più alta, del 13,5%. Il grafico in alto mostra il tasso di abbandono scolastico registrato da ciascun Paese dell’Unione europea nel 2019.

I giovani islandesi non studiano

A sorpresa il tasso più alto di abbandoni è stato quello islandese, del 17,9%. In un Paese piccolo bastano pochi casi specifici e a fare innalzare le statistiche, ma rimane un dato sorprendente considerando che i Paesi nordici  sono sempre stati esempi virtuosi nel campo dell’istruzione. A seguire la Spagna e Malta con, rispettivamente, il 17,3% e il 16,7% di percentuale di dispersione scolastica. Peggio dell’Italia fanno anche Romania e Bulgaria, di solito del resto in fondo alle classifiche europee, con rispettivamente il 15,3% e il 13,9%.

I Paesi con la minore abbandono scolastico sono, invece, Grecia (4,1%), Lituania (4%) e Croazia (solo il 3%).

Italia: sesto peggior risultato

L’Italia ha ottenuto il sesto posto. Il caso italiano però può essere letto anche sotto un’altra luce, meno allarmante. Il grafico qui in basso mostra infatti l’andamento dell’abbandono scolastico in Europa e in Italia tra il 2010 e il 2019.

I dati mostrano che i giovani italiani dieci anni fa erano più propensi a mollare tutto piuttosto che a continuare a sgobbare sui libri. La media europea di abbandono scolastico infatti quell’anno era al 13,8%, mentre quella italiana era del 18,6%.

Il miglioramento italiano è stato più veloce di quello europeo, e questo è un dato certamente positivo, anche perchè si partiva da dati decisamente superiori. Il gap si restringe dunque. Ma c’è chi ha fatto meglio, almeno a credere alla correttezza dei dati. Per esempio Spagna e Portogallo, in cui si è passati rispettivamente dal 28,2% al 17,3% e dal 28,3% al 10,6%.  Sorprendente anche la Grecia, in cui l’abbandono scolastico dal 13,5% del 2010 è crollato al 4,1% del 2019. Un progresso, quello di in particolare di Grecia e Portogallo, tra l’altro ottenuto in un periodo di grave crisi economica, che getta le basi forse per un futuro migliore. E da cui possiamo imparare.

I dati si riferiscono al: 2010-2019

Fonte: Eurostat

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