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La Lombardia colpita dal coronavirus vale il 22% del Pil. Lazio, Sicilia, Campania e Calabria sono in negativo

La Lombardia è la regione più colpita dall’emergenza coronavirus e la sua economia vale il 22% del Pil italiano. Questo valore – per quanto sia generico – dà l’idea del peso della regione sullo scenario italiano. Un peso che supera abbondantemente il 30% se si considera anche il Veneto, la seconda regione più colpita dai contagi. Per questo motivo gli effetti economici (molto concreti) di questa situazione saranno ancora più gravi. Però, guardando gli ultimi dati dell’Istat sull’andamento del Pil delle varie regioni scopriamo che le Marche sono la regione che cresce di più nel Pil.

Le Marche corrono

Secondo l’Istat nel 2018 la regione ha aumentato il proprio prodotto interno lordo del 3% rispetto all’anno precedente. Un deciso recupero dell’attività produttiva viene registrato anche per l’Abruzzo, dove il Pil è cresciuto del 2,2% a fronte dello 0,6% del 2017, e per la Provincia Autonoma di Bolzano (+2%).

Come si vede nel grafico sopra, in cui vengono descritte nelle barre le variazioni percentuali dal 2017 al 2018, si posizionano sopra la media nazionale altre tre regioni del Mezzogiorno: Sardegna e Puglia (+1,4%) e Molise (+1,2%). In Lombardia, invece, la crescita economica rallenta sensibilmente: nel 2018 il Pil è aumentato dello 0,5%, contro il + 2,2% dell’anno precedente. Le altre – in rosso nel grafico in alto – sono in negativo: Lazio (-0,2%) e Sicilia (-0,3%) chiudono il 2018 con una diminuzione del Pil in volume, ma le flessioni più rilevanti si riscontrano in Campania (-0,6%) e Calabria (-0,8%).

Il Pil pro capite, regione per regione

Se prendiamo, invece, il Pil pro capite la graduatoria italiana vede in testa la Provincia Autonoma di Bolzano, con un Pil per abitante di 47mila euro, seguita da Valle d’Aosta (38,9mila euro) e Lombardia
(38,8mila euro). Con 33,6mila euro, Iil Lazio risulta la prima regione del Centro in termini di Pil per abitante. Nel
Mezzogiorno la prima regione è l’Abruzzo con 25,6mila euro, mentre l’ultimo posto della graduatoria è occupato dalla Calabria, con 17mila euro, lievemente sopra i 16,9mila euro del 2017.

I consumi delle famiglie

Per quanto riguarda, invece, i consumi delle famiglie la dinamica nel 2018 è positiva e pari allo 0,9% appena superiore a quella del Pil (+0,8%). Gli incrementi più significativi dei consumi delle famiglie in volume si registrano in Liguria e Lazio (+1,7% in entrambe le regioni), seguite da Abruzzo (+1,5%), Umbria e Molise (+1,4%). Un rallentamento deciso della spesa delle famiglie si riscontra, invece, per la Provincia Autonoma di Bolzano e per il Piemonte, dove i consumi sono aumentati solo di un modesto 0,3%.

Fonte: Istat

I dati si riferiscono al: 2018 

Leggi anche: Pil Germania, il 2019 si chiude con un misero +0,6%

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