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Secondo l’Istat sono 16 milioni. L’Ocse: entro il 2050 saranno più dei lavoratori

L’Italia è il primo tra i Paesi Ocse per numero di pensionati, e altri cittadini over 50 inattivi, ogni 100 lavoratori. Da noi sono 68 e sono di più di Francia, Belgio, Grecia e Polonia (gli Stati che sono dietro in classifica). Ma, come si può vedere nel grafico sopra passando da una slide all’altra, l’Italia resta in testa anche nella proiezione per il 2050. Ed è questo il dato che deve preoccupare: saranno 105 ogni 100 lavoratori. Vuol dire una cosa molto semplice: i pensionati supereranno i lavoratori. E’ facile intuire che tutto ciò porterebbe il sistema pensionistico verso il collasso.

L’Ocse, per la precisione, parla di “lavatori anziani inattivi”. Chi sono? Le persone di età superiore ai 50 anni che non fanno parte della forza lavoro. Questi dati sono stati estrapolati dal rapporto dell’Ocse “Working better with age“. Un rapporto che, quando è uscito, non è passato inosservato. A fare notizia, però, è stato il monito dell’Ocse all’Italia e non i singoli dati. Il rischio per l’Italia, del resto, è quello di registrare il sorpasso dei lavoratori sui pensionati entro il 2050. Sulla base degli attuali schemi pensionistici il numero dei pensionati potrebbe aumentare infatti del 40%. E – come registra l’Ocse – i Paesi che rischiano di più sono Grecia e Polonia, oltre all’Italia.

Quanti sono i pensionati in Italia?

Guardando i dati del 2018 (gli ultimi aggiornati) i pensionati sono circa 16 milioni, per un numero complessivo di trattamenti pensionistici erogati pari a poco meno di 23 milioni. Questa volta è l’Istat a dircelo. La spesa totale pensionistica (inclusa la componente assistenziale) raggiunge così i 293 miliardi di euro (+2,2% su variazione annuale). E pesa sul Pil per il 16,6%, un valore appena più alto rispetto al 2017 (16,5%) che  un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente.

Infatti, come si vede nel grafico sotto, dopo l’aumento del rapporto tra spesa pensionistica e Pil indotto dalla forte contrazione dell’economia negli anni di crisi (con un picco del 17,0% nel 2014), l’andamento più favorevole della crescita e il dispiegamento degli effetti delle riforme sulla spesa hanno determinato una sua riduzione fino al minimo del 16,5% nel 2017.

Il rapporto tra pensionati e lavoratori

A noi, però, interessa un altro dato: nel 2018 ci sono 606 pensionati da lavoro – con pensione diretta o indiretta – ogni mille persone occupate (sono 60,6 su 100), erano 683 nel 2000. Come si può vedere nel grafico qui sopra questo rapporto, quindi, è diminuito di quasi 6 punti nei sei anni successivi alla riforma del sistema pensionistico del 2012, mentre nei precedenti dodici anni si era ridotto di 2 punti. Sì, sono dati diversi rispetto a quelli dell’Ocse. Il motivo è semplice: l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico non prende in considerazione solo i pensionati, ma tutta la popolazione inattiva oltre i 50 anni.

L’allarme dell’Ocse

Resta, però, l’allarme dell’Ocse. Anche se, va detto, molti Paesi occidentali condividono questi problemi perché l’aspettativa di vita cresce dovunque. In Italia, però, si sta creando un mix micidiale con l’aumento del numero di pensionati a carico delle casse previdenziali e il buco demografico delle generazioni più giovani visto che mancheranno all’appello alcuni milioni di lavoratori. La Francia, per esempio, ha numeri simili a quelli italiani, ma non è stata inserita dall’Ocse tra i Paesi da guardare con attenzione perché si è mossa con programmi di incentivi per ridurre il problema demografico.

L’Ocse, comunque,  invita i governi a promuovere “maggiori e migliori opportunità di lavoro in età avanzata per proteggere gli standard di vita e la sostenibilità delle finanze pubbliche”. Ritardando l’età media in cui i lavoratori più anziani lasciano la forza lavoro e riducendo il divario di genere nella partecipazione della forza lavoro in età più giovane, l’aumento medio per l’area Ocse potrebbe infatti essere ridotto al 9%.

Fonte: Ocse, Istat

I dati si riferiscono al: 2018

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