I Paesi della Nato sono (quasi) triplicati in 74 anni

Con la Finlandia le adesioni salgono a 31. La cronologia completa degli ingressi

 

Il 4 aprile 2023 la Finlandia è entrata a far parte della Nato e ha portato a 31 gli Stati membri dell’Alleanza guidata dal segretario generale Jens Stoltenberg. Stando a quello che ha detto il segretario generale presto i Paesi Nato potrebbero diventare 32 con l’ingresso, auspicato da Stoltenberg stesso, dell’Ucraina. Stando alle regole che governano la Nato, con l’ingresso dell’Ucraina tutti i 31 attuali Paesi sarebbero tenuti ad attaccare la Russia che, a quel punto, diventerebbe un Paese che ha aggredito un Paese Nato. Gli scenari sono inquietanti ma, stando alla lettera, questo è quello che dovrebbe succedere. Ed è per questo che la frase di Stoltemberg è stata accolta con freddezza dalle cancellerie occidentali. Ma andiamo ai numeri: qual è stata la cronologia delle adesioni alla Nato dai Paesi che attualmente ne fanno parte?

Quando è nata la Nato

Il grafico sopra mostra l’aumento delle adesioni a partire dal 1949. In quell’anno i Paesi fondatori della Nato erano solo 12 e cioè: Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Gran Bretagna e Stati Uniti. L’idea di far nascere un’alleanza difensiva contro possibili aggressori, ufficialmente celebrata il 4 aprile del 1949, fu del presidente americano Harry S. Truman sempre più preoccupato di, dopo aver dovuto combattere, e sconfiggere, il nazismo in Europa, dover fronteggiare l’aggressività della Russia la cui ideologia comunista stava prendendo piede in modo dilagante in molti Paesi dell’Europa occidentale dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

I Paesi della Nato e la “dottrina Truman”

Già nel 1947 Truman espose quella che andò sotto il nome di “dottrina Truman” in base alla quale gli Usa si impegnavano a sostenere economicamente e militarmente i paesi minacciati dall’espansione comunista. Da questa “dottrina” nacque prima il piano Marshall e poi la Nato. Nel 1948 alcuni paesi europei decisero di collaborare nella difesa comune contro l’Unione Sovietica creando l’Organizzazione Europea di Cooperazione Economica (Oece). L’anno successivo, questi stessi paesi firmarono il Trattato di Bruxelles, che creò l’Unione Occidentale (Wew), un’alleanza militare, progenitori dell’Alleanza così come la conosciamo oggi.

I Paesi della Nato dopo il 1949

Nel corso del tempo l’Alleanza si è allargata a tal punto che oggi associa quasi il triplo dei Paesi della Nato del 1949. Il grafico sopra mostra la cronologia completa. Il primo allargamento c’è stato nel 1952 con l’ingresso tra i Paesi della Nato della Grecia e della Turchia. L’arrivo di quest’ultimo Stato è, ancora oggi, molto discusso dato che nel corso dei decenni la Turchia ha sempre avuto un atteggiamento molto ambiguo nei confronti dell’Occidente. La sua posizione geografica e una guida politica attentissima al mondo islamico ne fatto uno dei Paesi Nato più “problematici” ma comunque fondamentali per la stabilità della Regione.

La Germania entra tra i Paesi Nato nel 1955

Passano 3 anni e i Paesi Nato aumentano di nuovo e questa volta con un ingresso di peso: la Germania, cioè lo Stato che aveva scatenato la Seconda guerra mondiale. A Bonn (allora capitale della Germania dell’Ovest) era stato vietato, dai Paesi che avevano sconfitto Hitler, di avere una forza armata nazionale dopo la fine della guerra. Questo divieto è stato abolito, appunto, solo nel 1955 e a quel punto ha potuto fare richiesta ed essere ammessa tra i Paesi della Nato. Inizialmente, la Germania Ovest non fu invitata a unirsi ai Paesi della Nato perché era vista ancora come una minaccia per la pace in Europa.

Paesi della Nato

Nel 1955 la situazione politica era cambiata: l’Unione Sovietica aveva formato il Patto di Varsavia, un’alleanza militare contro la Nato, e la guerra fredda era ormai realtà. Eppoi la Germania Ovest era stata ripristinata come Stato sovrano e democratico, aveva aderito alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio e aveva dimostrato la sua adesione ai principi democratici.

La Nato si allarga ad altri Paesi

Devono passare circa 30 anni perché un altro Paese decida di entrare a far parte dei Paesi della Nato. Nel 1982, infatti, è il momento della Spagna. Passano 17 anni e tocca alla Polonia, alla Repubblica Ceca e all’Ungheria. Il loro ingresso tra i Paesi della Nato è arrivata 10 anni dopo il crollo del Muro dei Berlino che divideva la parte Est della Germania (sotto l’influenza dell’allora Urss) e l’Ovest occidentale. Si tratta, quindi, del “passaggio a Ovest” di tre Paesi che precedentemente facevano parte del Patto di Varsavia (capitale della Polonia) e conferma della dissoluzione dell’ex impero sovietico che, dopo aver perso la Germania Est, vedeva uscire dalla sua sfera di influenza Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.

L’impero sovietico si dissolve, tra i Paesi della Nato le nazioni dell’Est

Nel 2004 l’esodo dalla sfera di influenza sovietica continua con l’ingresso tra i Paesi della Nato di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia, tutti Stati confinanti o comunque con un passato di legami fortissimi con Mosca. Il loro ingresso tra i Paesi della Nato ha esteso il suo raggio d’azione e ha accresciuto la sua capacità di deterrenza dell’Occidente contro le minacce alla sicurezza, inclusi i potenziali attacchi terroristici, la proliferazione delle armi di distruzione di massa e le aggressioni da parte di paesi non membri. L’adesione ha inoltre rappresentato un importante segnale politico e simbolico per i Paesi dell’ex Patto di Varsavia, che hanno così sancito la loro volontà di adottare valori democratici, di rispettare lo Stato di diritto e di cooperare con gli altri Paesi membri della Nato per promuovere la pace.

La storia recente dei Paesi della Nato

E siamo praticamente ai giorni nostri: nel 2009 entrano a far parte dei Paesi della Nato anche Albania e Croazia. Nel 2017 è il turno del Montenegro e nel 2020 della Macedonia del Nord e, infine, come detto, nell’aprile del 2023 della Finlandia. In attesa dell’Ucraina?

Che cosa la fa Nato

La North Atlantic Treaty Organization è un’organizzazione politico-militare creata per la difesa collettiva dei suoi membri. Il suo compito principale è quello di garantire la sicurezza e la difesa del territorio dei paesi membri attraverso una cooperazione militare e una difesa collettiva. I Paesi della Nato si impegnano a promuove la pace e la stabilità nell’area atlantica e prevenire conflitti attraverso la cooperazione politica e la gestione delle crisi. Inoltre ha il compito di promuovere la cooperazione tra i suoi membri in materia di sicurezza e difesa, compresa la cooperazione nella lotta al terrorismo e alla criminalità transnazionale.

I dati si riferiscono al: aprile 2023

Fonte: Nato

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