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Tutti i numeri del pallone tedesco: solo una squadra dei Länder orientali è in Bundesliga

Dal 2009 al 2016 non ha avuto nessuna squadra in Bundesliga, la massima serie tedesca. La ex Germania Est, a poco di più di 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino, rincorre l’Ovest anche nel pallone, non solo dal punto di vista economico. Anzi, la mancanza di club rispecchia un tessuto economico in cui la disoccupazione è da sempre più alta e l’emigrazione interna ha svuotato intere province. Certo, c’è la favola del Rb Lipsia, il vanto della Sassonia calcistica (è arrivata terza nell’ultimo campionato), ma è un caso isolato ed è il frutto degli investimenti di una multinazionale austriaca, la Red Bull.

La nazionale tedesca

La crisi dell’Est calcistico, però, non riguarda solo i club. Basta un dato: tra i 23 convocati della Germania campione del mondo nel 2014 solo uno è nato in una città della ex Germania Est dopo la riunificazione. E’ Toni Kroos, centrocampista del Real Madrid, nato nel 1990 a Greifswald in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dieci mesi prima della riunificazione tedesca. E’ stato il primo giocatore nato nell’est ad aver vinto una Coppa del Mondo. E nella stessa rosa – come si può vedere anche nel grafico in alto – c’erano persino due giocatori nati in Polonia, come Podolski e Klose, quando il paese era ancora sotto il controllo sovietico.

Est più povero anche nel calcio

Dal 1948 al 1991 il massimo campionato della Germania Est è stato la Ddr-Oberliga. E’ stato vinto per 7 volte dalla Dinamo Dresda e per 10 volte dalla Dinamo Berlino, dal 1978 al 1988. Due anni dopo la riunificazione del 1990 la Bundesliga, che dal 1968 era il campionato della Germania Ovest, si allargò a 20 squadre per la partecipazione di due club dell’est, la Dinamo Dresda e l’Hansa Rostock. L’anno prima le due squadre orientali erano arrivate rispettivamente in prima e seconda posizione nell’ultima edizione della DDR-Oberliga, il vecchio campionato della Germania dell’Est.

Come andò? L’Hansa Rostock venne subito retrocesso, la Dinamo Dresda resistette in Bundesliga ancora per qualche campionato, ma nel 1995 arrivò ultima e retrocesse. L’Hansa Rostock, però, sarebbe riuscita in seguito a partecipare a undici edizioni della Bundesliga, l’ultima nel 2008. La Dinamo Dresda invece non sarebbe più riuscita a tornare in Bundesliga. Sono solo altre due le squadre dell’Est che hanno partecipato al massimo campionato tedesco: il Lokomotive Lipsia ci giocò solo nella stagione 1993/1994 mentre l’Energie Cottbus è riuscito a disputarvi nove stagioni, l’ultima nel 2008/2009.

Quella notte a Vienna

La differenza dal punto di vista economico tra Ovest ed Est, quindi, si nota anche nel calcio. I länder orientali scontano da sempre un certo divario sia nel Pil con una disoccupazione più alta e un maggiore rischio povertà. Lo spopolamento di intere province, spesso a causa di una forte immigrazione interna, ha fatto il resto. C’è da dire anche che il calcio non è mai stato in cima ai piani della Ddr e la gestione pubblica dei club non permetteva, anche prima della caduta del Muro, di investirci. Inoltre, per i club dell’Est è stato molto difficile sopravvivere alla caduta del Muro. Già la notte stessa della caduta del muro, molti dirigenti delle squadre della Repubblica Federale arrivarono a Vienna, dove la nazionale della Germania dell’Est si trovava in ritiro prima della partita contro l’Austria, per ingaggiare in fretta i giocatori presenti.

La favola del Rb Lipsia

Quella della Rb Lipsia, l’unica squadra della ex Germania Est in Bundesliga, è stata una bella storia di scalata dalla serie più basse ai massimi livelli in pochi anni. Tutto inizia quando la Red Bull acquista nel 2009 il titolo sportivo del Ssv Markranstädt, un club della quinta divisione tedesca. Lo rinominò RasenBallsport Lipsia e inizia a investirci diversi milioni di euro. Dopo tre promozioni consecutive la squadra resta in seconda divisione per due anni per poi approdare in Bundesliga nella stagione 2016/2017 e arrivare seconda dietro al Bayern Monaco nel campionato d’esordio. Red Bull, però, non ha mollato la presa e ha continuato ad investire, tanto che il Rb Lispia è arrivato terzo in campionato nella stagione 2018/2019. Quella del Lipsia è una sorta di favola del calcio tedesco, ma non rappresenta certo il riscatto della ex Germania Est. Si tratta di un caso isolato e non è frutto del tessuto economico locale, ma degli investimenti di una multinazionale austriaca, la Red Bull, che associa storicamente il proprio nome allo sport.

I dati si riferiscono al: 2019

Fonte: Bundesliga

Leggi anche: Sorpresa, la Germania mette da parte l’austerità

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