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Ecco come è fatta la finanziaria tedesca. La Merkel vuole crescere dell’1,5% nel 2020

La Germania frena con stime di crescita del Pil sempre più basse. Ma sono lontani i tempi dell’austera locomotiva tedesca. Anche in Germania, infatti, si discute la legge finanziaria per il 2020 e ci si interroga, come in Italia, su quali siano le misure più adatte per uscire da questa fase di stagnazione economica internazionale. E la sorpresa arriva quando si leggono i documenti del Governo di Angela Merkel. Altroché austerità, nei prossimi mesi lo stato spenderà di più e abbasserà le tasse. Insomma, una manovra espansiva.

Economia tedesca

La tabella qui sopra rappresenta l’andamento dell’economia tedesca come immaginato dal governo di Angela Merkel nella sua legge di Bilancio per il 2020. Ci dice anche la direzione che il governo attuale sta dando. Quella di quest’anno è infatti una manovra espansiva. Si nota dal fatto che l’avanzo di bilancio (il contrario del deficit) è in diminuzione, e neanche di poco. Sarà del 0,75% del Pil nel 2020, come delineato nei documenti inviati alla Commissione Europea, contro l’1,25% del 2019. Non si tratta di un aumento delle spese in interessi sul debito, che rimangono al 0,75% del Pil, ma di una crescita delle uscite, che andranno dal 45,25% al 45,5% sempre del PIL e di una diminuzione delle entrate, che scendono dal 46,5% al 46,25%.

Meno tasse

Sostanzialmente la Germania ha intenzione di spendere di più e fare pagare meno tasse. E questo si nota nell’andamento dell’avanzo primario, che è la differenza tra entrate e uscite senza gli interessi. Che è in netta diminuzione, dal 2,25% del 2019 all’1,5% del 2020.  Questa manovra espansiva, che comunque avviene in un contesto di avanzo e non di deficit, non impedirà al debito pubblico di continuare a calare, passando dal 59,75% del Pil del 2019 al 57,75% nel 2020. E per i prossimi anni è previsto lo stesso trend. Infatti l’avanzo totale dovrebbe calare al 0,25% nel 2021 e nel 2022 per risalire al 0,5% nel 2023. Con l’avanzo primario che va all’1% del Pil sempre nel 2021 e 2022. E il debito che continuerà a scendere fino ad arrivare al 52,75% nel 2023.

Aumentano gli investimenti pubblici

Tra le ragioni di questa impostazione, molto lontana dall’austerità che aveva caratterizzato la Germania alcuni anni fa, vi è anche l’aumento molto limitato del Pil nel 2019, circa del 0,5%, che ha fatto scattare un campanello d’allarme. Praticamente solo l’Italia sta facendo peggio. Una manovra espansiva serve quindi anche a far riprendere la crescita, che infatti secondo le previsioni dovrebbe andare al +1,5% nel 2020. Tra le misure più importanti vi è un aumento degli investimenti pubblici da 38,9 a 41,7 miliardi, con 25 miliardi specificamente rivolti all’educazione e alla ricerca, e il resto per infrastrutture e trasporti, l’edilizia, la lotta al cambiamento climatico, nonché lo stanziamento di 40 miliardi da qui al 2038 per la riconversione delle aree minerarie, di cui 14 per l’assistenza a investimenti regionali e locali, e 26 per infrastrutture e ricerca in quelle stesse aree.

A 30 anni dal Muro di Berlino

Tra le misure sono da segnalare alcune che riguardano la tecnologia e la ricerca:

  • Un emendamento alla legge contro i vincoli alla concorrenza riguardante maggiori poteri per i consumatori nella gestione dei propri dati e maggiore chiarezza nelle regole per le piattaforme digitali
  • L’estensione a tutta la Germania dei programmi di sviluppo per aree deboli che erano stati specificamente previsti solo per l’Est e della fibra ottica ai comuni dove non sarebbe profittevole per le aziende
  • Misure per la digitalizzazione nella pubblica amministrazione, come la creazione di un certificato di malattia elettronico, la registrazione digitale nel settore dell’hospitality, e maggiore assistenza ai land per la digitalizzazione delle scuole, tramite la fornitura di infrastrutture Ict
  • La deducibilità delle spese in ricerca e sviluppo fino a un massimo di 2 milioni di euro per le aziende, per aiutare quelle più piccole.
  • La creazione di una Agenzia per l’Innovazione con un fondo di un miliardo per selezionare e aiutare idee particolarmente disruptive.
  • Lo stanziamento di 3 miliardi tra 2019 e 2025 per la Strategia per l’Intelligenza Artificiale, per incrementare la ricerca in questo campo.

La ricetta per ripartire

Dal lato fiscale e più propriamente economico, invece, il governo tedesco sta lavorando ad altre misure:

  • La revisione della tassazione della proprietà, che deve basarsi sull’effettivo valore della stessa. La revisione non dovrà provocare maggiori né minori introiti per lo stato, ma solo maggiore equità
  • L’estensione dei controlli sugli affitti, con la possibilità da parte degli affittuari di richiedere dai padroni di casa le somme illecitamente richieste
  • La riduzione per 25 miliardi della tassa di solidarietà varata nel 1995 per aiutare l’Est per le famiglie a basso e medio reddito. E’ la maggiore riduzione delle tasse fatta in 10 anni.
  • L’impegno all’introduzione di una pensione minima, che sia il 10% maggiore dell’attuale pensione minima di vecchiaia
  • L’aumento da 9,19 a 9,35 euro all’ora del salario minimo
  • L’introduzione di un salario minimo per gli apprendisti
  • Maggiore assistenza alle donne migranti con figli che vogliano lavorare
  • Lo stanziamento di 1,3 miliardi in più per l’educazione professionale.

I dati si riferiscono al: 2019 

Fonte: Governo tedesco 

Leggi anche: Nella ex Germania Est spopola l’ultradestra 

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