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 In Green Economy

In Italia le vittime legate alle polveri sottili sono 908 ogni 100mila abitanti

L’Italia ha iniziato il 2020 in una nuvola di smog. In molte regioni e città italiane, da inizio anno, sono scattati i blocchi alla circolazione dei mezzi più inquinanti. L’Italia con il decreto legislativo 155 del 2010 ha adottato la direttiva europea 2008/50/CE con lo scopo di tutelare la qualità dell’aria. Vengono fissati una serie di limiti agli agenti inquinanti presenti nell’aria (ad esempio biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, piombo, Pm10), superati i quali le regioni e le province autonome devono adottare un piano colpendo le principali sorgenti di emissione.

In Italia si guarda con particolare attenzione al Pm10, una sottocategoria del cosiddetto “materiale particolato”, cioè l’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese, in particolare quelle particelle che hanno un diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 10 µm (millesimi di millimetro. E’ il caso, però, di vedere quali sono gli effetti reali dell’inquinamento atmosferico.

I morti per lo smog

Stime prudenziali dell’Unione europea parlano di almeno 412mila persone che in media ogni anno muoiono prematuramente a causa della bassa qualità dell’aria. Per l’Organizzazione mondiale della sanità questo è uno dei principali fattori di rischio per la salute dell’essere umano, costantemente minacciato da ciò che respira.

A causare la morte di migliaia di europei ogni anno sono le polveri sottili (Pm), il diossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3). Il grafico in apertura mostra la stima del numero dei morti da inquinamento nel 2014 in Europa, secondo due diversi scenari ipotizzati dall’Agenzia ambientale europea nel suo annuale report sulla qualità dell’aria.

Lo smog e il confronto con gli altri Paesi

Il rapporto Air Quality in Europe dell’Agenzia europea dell’ambiente, oltre a indicare in 412mila il numero di morti ogni anno attribuibili all’inquinamento atmosferico in Europa, specifica anche che sarebbero 374mila i morti nei Paesi dell’Europa a 28. In Italia, basandosi sui dati del 2016, le morti premature legate al Pm sarebbero 908 ogni 100.000 abitanti, 227 quelle legate al diossido di azoto e 48 quelle attribuibili all’ozono. Guardando, invece, la situazione degli altri Paesi scopriamo che i tassi più alti sono nei Paesi dell’Est Europa. Nel grafico qui sotto, comunque, si può fare direttamente il confronto con Paesi più vicini e più simili all’Italia: Germania, Francia e Spagna.

La Germania è il paese che, in entrambi gli scenari, conta più morti per inquinamento atmosferico in tutta Europa: 81mila secondo i primi calcoli e oltre 101mila secondo le stime alternative. L’Italia purtroppo segue a ruota, al secondo posto. Secondo le stime pubblicate dall’agenzia ambientale europea, il numero dei morti per inquinamento atmosferico potrebbe oscillare tra i 79.820 e i 95.930 dello scenario alternativo.

 

I dati si riferiscono all’Air Quality Europe 2019 – stime sulle vittime su dati 2016

Fonte: Unione europea-Agenzia ambientale europea

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