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 In Green Economy

L’11,1% dell’Emilia Romagna e il 7,8% della Lombardia ad alto rischio idraulico

I danni dell’acqua alta a Venezia sono letteralmente incalcolabili. La città uscirà da questa emergenza profondamente cambiata; dovrà curare le sue ferite e aspettare che i danni provocati dalla salsedine si rimarginino. Ci si può consolare pensando che Venezia è una città unica al mondo: tanto bella e tanto fragile, e che è fatale, al di là delle responsabilità, che venga sommersa dall’acqua. Ma non è così.

La tragedia di Venezia

In realtà c’è una fetta di Italia che può fare la fine di Venezia. Nel 2018, secondo il dossier elaborato dal Cnr, le frane e le inondazioni hanno causato in Italia 38 vittime, a cui si aggiungono 2 dispersi, 38 feriti e oltre 4.500 tra sfollati e senzatetto. Numeri ben al di sopra della media recente (23 morti all’anno) e che ci ricordano quanto il nostro territorio sia esposto al rischio idrogeologico. Gli ultimi dati arrivano dall’Ispra: gli italiani in pericolo sono più di 2 milioni e vivono in tutte le Regioni d’Italia. Ecco quali.

Il rischio idrogeologico in Lombardia

Il grafico sopra mostra la percentuale di territorio di ogni singola Regione italiana che è attualmente classificata come “ad alto rischio idraulico”. Un indicatore che permette di misurare il cosiddetto “rischio idrogeologico”, cioè quei pericoli legati a pioggia e inondazioni nelle diverse zone del Paese. Da un lato sono dovuti all’azione umana e alla cementificazione di molte aree extraurbane, dall’altro a quei fenomeni atmosferici estremi che sono sempre più frequenti negli ultimi anni. La causa? Il cambiamento climatico.

In Liguria le zone a rischio idrogeologico, nonostante che negli ultimi anni la regione abbia pagato il tributo di vite più alto al maltempo, sono inaspettatamente poche: solo il 2,1% del territorio è ad alto rischio. Molto, molto peggio è messa l’Emilia Romagna dove il rischio idrogeologico è più alto che altrove con l’11,1% del territorio esposto ad “alto rischio idraulico”. Seguono la Lombardia (7,8%) e, appunto, il Veneto (6,7%).

Il rischio idrogeologico nelle Marche è, invece, il più basso d’Italia con lo 0,1%. Ciò non significa che sia la Regione più sicura del Paese, ma che il suo territorio risponde meglio ad alluvioni e maltempo. I motivi sono diversi, come ad esempio  l’assenza di quella fitta di canali di irrigazione e bonifica che caratterizza il territorio emiliano-romagnolo.

Il rischio idrogeologico in Italia

In base agli ultimi dati rilasciati dall’Ispra, l’ente governativo per la protezione ambientale, è possibile sapere anche quante sono le persone che vivono nelle zone d’Italia più esposte al dissesto idrogeologico.

Gli italiani maggiormente in pericolo sono poco più di 2 milioni, perché abitano in zone ad alto rischio. Circa 6 milioni si trovano in aree a pericolosità media, mentre quelli in aree a basso rischio sono (per fortuna) la maggioranza: 9,3 milioni.

Soluzioni? Investire nella tutela ambientale è certamente la strada migliore, il problema è che spesso i soldi (pochi) che ci sono spesso non vengono spesi.

I dati si riferiscono al: 2017

Fonte: Ispra

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