Fotovoltaico, c’è il crollo delle nuove installazioni: -5%

Solegreen 5,7%, EF Solare 5,5% e Tages 5,2%: nessuno domina il mercato italiano

La spinta che negli ultimi anni aveva portato pannelli solari su tetti, capannoni e terreni in tutta Italia nel 2025 perde intensità. Il fotovoltaico continua a crescere e resta uno dei pilastri della transizione energetica nazionale, ma il ritmo delle nuove connessioni rallenta. Secondo le elaborazioni di Italia Solare sui dati Gaudì di Terna, per la prima volta dal 2020 la nuova potenza collegata alla rete registra una frenata: nell’anno sono stati installati 6.437 MW, il 5% in meno rispetto al 2024. Il dato non indica un arretramento del settore, ma segnala un cambio di equilibrio dopo una fase di forte espansione. Al 31 dicembre 2025 in Italia risultano connessi 2.092.088 impianti fotovoltaici, per una potenza cumulata di 43.513 MW. La base installata resta ampia e ormai strutturata, ma la crescita non procede più con la stessa continuità: il rallentamento riguarda soprattutto alcuni segmenti, mentre altri continuano a sostenere la nuova capacità solare.

Il rallentamento emerge anche dal numero degli impianti entrati in esercizio. Nel 2025 le nuove installazioni sono state 213.200, contro le 283.914 registrate nel 2024: una riduzione del 25%. Questo passaggio è importante perché mostra che la frenata non riguarda soltanto la quantità di potenza collegata alla rete, ma anche la diffusione più capillare del fotovoltaico sul territorio. In altre parole, nel 2025 sono cresciuti meno i nuovi impianti e, allo stesso tempo, la nuova capacità si è concentrata maggiormente in alcuni segmenti del mercato.

Come si divide il fotovoltaico in Italia

Dentro il rallentamento del 2025, non tutti i segmenti del fotovoltaico italiano si muovono nello stesso modo. Secondo il Report Fotovoltaico Q4 2025 di Italia Solare, elaborato su dati Gaudì di Terna, la potenza installata si divide in tre grandi blocchi. Il residenziale pesa per il 27%, con 11.627 MW distribuiti su 1.968.587 impianti. Il segmento commerciale e industriale è il più rilevante in termini di potenza: vale il 43% del totale, con 18.850 MW e 120.512 impianti. I grandi impianti utility-scale, sopra 1 MW, arrivano invece al 30% della potenza, con 13.036 MW, pur contando appena 2.989 impianti. Il dato mostra uno squilibrio netto: il fotovoltaico resta molto diffuso sui tetti delle abitazioni, ma una parte rilevante della capacità installata si concentra in un numero ridotto di impianti di grandi dimensioni.

Quanto perde il fotovoltaico residenziale

Nel 2025 la frenata non colpisce tutto il fotovoltaico allo stesso modo. A perdere terreno sono soprattutto i segmenti più diffusi sul territorio, cioè quelli legati a famiglie e imprese. Il residenziale passa da 1.689 MW di nuova potenza connessa nel 2024 a 1.282 MW nel 2025. Il commerciale e industriale segue la stessa direzione: da 2.194 MW scende a 1.744 MW. In entrambi i casi il rallentamento racconta un cambio di fase: per le abitazioni pesa la fine della spinta del Superbonus, mentre per le imprese l’incertezza legata ai bandi può aver portato a rinviare alcuni investimenti.

La direzione opposta arriva dai grandi impianti. Gli utility-scale, cioè gli impianti sopra 1 MW, crescono da 2.910 MW nel 2024 a 3.412 MW nel 2025. È qui che si concentra la parte più dinamica del mercato. Il risultato è un fotovoltaico meno trainato dalle installazioni capillari su case e aziende, e più sostenuto dai progetti di grande taglia. La crescita dei grandi impianti compensa una parte della frenata, ma non cambia il dato di fondo: nel 2025 il rallentamento riguarda proprio i segmenti che avevano reso il solare più diffuso tra famiglie e imprese.

Quali regioni hanno più impianti fotovoltaici

La distribuzione regionale conferma che il fotovoltaico italiano non cresce ovunque nello stesso modo. Guardando al numero di impianti connessi, il peso maggiore resta concentrato nelle regioni più grandi e produttive del Paese: come si vede dal grafico in testa c’è la Lombardia con 338.034 impianti, seguita dal Veneto con 283.832 e dall’Emilia-Romagna con 205.155. In fondo alla classifica si trovano invece la Liguria con 22.785 impianti, il Molise con 9.752 e la Valle d’Aosta con 4.731.

Il quadro cambia però se si osserva la potenza connessa per abitante: qui guidano regioni meno popolose o con una maggiore incidenza degli impianti rispetto alla dimensione demografica, come Sardegna con 33 W per abitante, Marche con 29 W e Friuli-Venezia Giulia con 28 W. All’estremo opposto si collocano Valle d’Aosta con 9 W per abitante, Campania con 7 W e Liguria con 4 W. La particolarità è proprio questa: avere molti impianti non significa necessariamente avere più potenza distribuita in rapporto alla popolazione. La Lombardia, prima per numero di connessioni, si ferma infatti a 15 W per abitante, mentre la Sardegna, molto più indietro per numero assoluto di impianti, risulta la prima nella classifica pro capite.

fotovoltaico in Italia

Quali aziende guidano il fotovoltaico in Italia.

Il fotovoltaico italiano non è soltanto un settore in crescita: è anche uno dei mercati rinnovabili più frammentati. A differenza dell’idroelettrico o dell’eolico, dove il peso dei grandi operatori è più concentrato, nel solare nessuna azienda ha una posizione dominante. Secondo il report di TP ICAP Midcap su Altea Green Power, i primi cinque produttori fotovoltaici attivi in Italia detengono insieme il 20,3% della quota di mercato. In testa c’è Solegreen con il 5,7%, seguita da EF Solare con il 5,5% e da Tages con il 5,2%. Più distanziate A2A, al 2,3%, ed ERG, all’1,6%. Il dato più evidente è la distanza molto ridotta tra i primi tre operatori, tutti compresi in mezzo punto percentuale, segno di un mercato nel quale anche i player principali restano lontani da una posizione di controllo.

Il fotovoltaico italiano è un mercato frammentato

Questa struttura distingue il fotovoltaico dalle altre fonti rinnovabili. Nel comparto idroelettrico, i primi cinque operatori concentrano il 70% della potenza, mentre nell’eolico arrivano al 37,2%. Nel solare, invece, quasi l’80% del mercato resta distribuito tra altri soggetti. È un elemento importante per leggere lo sviluppo del settore: la crescita del fotovoltaico italiano non passa solo dai grandi gruppi energetici o dagli impianti utility-scale, ma anche da una platea molto ampia di operatori, società specializzate, installazioni industriali e progetti diffusi sul territorio. In questo senso, la frammentazione non è un dettaglio marginale, ma una delle caratteristiche strutturali del mercato italiano del solare.

L’Italia nella top ten mondiale del fotovoltaico

Il rallentamento registrato nel 2025 non cancella il peso raggiunto dall’Italia nel mercato mondiale del fotovoltaico. Con 43,5 GW di capacità cumulata, il Paese si colloca all’ottavo posto nella classifica globale. È alle spalle della Spagna, che arriva a circa 45 GW, e davanti all’Australia, ferma a circa 41 GW. La distanza dai leader resta però molto ampia. La Cina domina con circa 1.200 GW. Seguono gli Stati Uniti, con circa 210 GW, e l’India, con circa 135 GW. Subito dopo si trovano la Germania, con circa 110 GW, e il Giappone, con circa 92 GW. Il dato italiano va quindi letto in doppia prospettiva. Da un lato conferma una posizione rilevante nella geografia mondiale del solare. Dall’altro mostra quanto la competizione internazionale sia ormai guidata da Paesi che installano capacità fotovoltaica con volumi molto superiori.

 

I dati si riferiscono al 2025
Fonti: Italia Solare su dati Gaudì di Terna; TP ICAP Midcap su Altea Green Power; IRENA, Renewable Capacity Statistics 2026