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 In Fisco e tasse

Il valore è stato di 1.689 miliardi di euro. A Milano ne sono state scambiate 257 milioni

Un miliardo di fatture elettroniche trasmesse in 6 mesi da parte di 3,3 milioni di operatori in tutta Italia. E’ la mole di soldi e dati mossa in soli 6 mesi dall’obbligo della fatturazione elettronica entrato in vigore da gennaio 2019. Un bacino di informazioni sul quale anche il Governo ha messo gli occhi per intensificare la lotta all’evasione fiscale. Non è certo, ovviamente: serve un decreto – allo studio del Governo – per permettere alla Guardia di finanza di utilizzare questi dati e fare controlli incrociati con le altre fonti.

L’e-fattura e le partite Iva

Fino a giugno la fatturazione elettronica ha raggiunto un valore di 1.689 miliardi di euro, tra imponibile e imposta. Tra l’altro – come fa notare l’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b della School of Management del Politecnico di Milano – a giugno 2019 la fattura elettronica era stata utilizzata da 3,2 milioni di partite Iva, 400.000 in più rispetto a quelle soggette all’obbligo. 

Lotta all’evasione

Il primo passo nel percorso verso la fatturazione elettronica è stato fatto nel 2014 con l’obbligo per della e-fattura per tutti i rapporti con la pubblica amministrazione, gli enti pubblici e poi verso le società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa Italiana. Dal 2017 il Sistema di Interscambio (il sistema dell’Agenzia delle Entrate utilizzato per lo scambio delle fatture elettroniche) è stato messo a disposizione anche degli operatori economici privati per poter trasmettere o ricevere fatture elettroniche in modo facoltativo. Ma è stata la legge di Bilancio 2018 a introdurre l’obbligo della fatturazione elettronica sia nelle relazioni commerciali tra soggetti passivi Iva privati (aziende e professionisti con partita Iva) sia verso i consumatori finali. L’obbligo è entrato in vigore da gennaio 2019.

Il commercio e la e la fattura elettronica

Dagli ultimi dati emerge che il settore più interessato dalla trasmissione delle fatture elettroniche è quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli e motocicli, che fanno registrare 265.596.119 invii da parte di 714.580 operatori. Segue il settore della fornitura di energia elettrica e gas, con 183.294.866 invii, quello dei servizi di informazione e comunicazione, con 161.857.886 invii, e le attività manifatturiere, che fanno registrare circa 99milioni di e-fatture trasmesse. Con riguardo invece alla platea degli operatori coinvolti, tra i più attivi, dopo concessionarie e autofficine, troviamo liberi professionisti (484.207) e costruttori (386.739).

Le città con più e-fatture

Come si vede nel grafico in alto, a guidare la classifica delle grandi città nelle e-fatture è Milano, con oltre 257 milioni di documenti trasmessi al 2 luglio da quasi 215mila operatori. Segue Roma, che fa registrare quasi 196 milioni di file inviati da circa 221000 persone. A Torino, invece, sono stati inviati 36 milioni di file. Seguono Bologna (circa 24 milioni), Napoli (20 milioni) e Verona (oltre 16 milioni di e-fatture).

Fonte: Agenzia delle entrate 

I dati si riferiscono al: giugno 2019 

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